Sarà il Cinema Palladino di San Giovanni Rotondo a ospitare venerdì 11 settembre una serata speciale dedicata a “Migliori Amiche – Il caso Nadia Roccia”, il documentario diretto dal regista lucerino Luciano Toriello. Al termine della proiezione delle 20:30, l’autore sarà presente in sala per un’intervista esclusiva curata da Renata Grifa.
L’iniziativa è organizzata da Provo.Cult APS & C.Lab in collaborazione con il Cinema Palladino e propone al pubblico un’opera che ripercorre uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera degli anni Novanta: l’omicidio della giovanissima Nadia Roccia, avvenuto a Castelluccio dei Sauri e per il quale furono riconosciute responsabili le sue due migliori amiche, Mariena Sica e Annamaria Botticelli, entrambe reo confesse.
A quasi trent’anni di distanza, il movente dell’omicidio continua a non avere una spiegazione definitiva. Proprio questa domanda, rimasta sospesa nel tempo, rappresenta uno dei punti centrali del documentario.
Il lavoro di Toriello prende le mosse da un importante ritrovamento effettuato nell’Archivio MAD – Memorie Audiovisive della Daunia: le riprese integrali dell’incidente probatorio del 1998, nelle quali le due giovani ricostruiscono la dinamica dell’assassinio.
A partire da quel materiale, il regista costruisce un racconto che mette insieme filmati dell’epoca, servizi giornalistici e testimonianze raccolte nel presente, dando voce a persone che vissero direttamente quella vicenda e che ancora oggi si confrontano con la domanda fondamentale: perché?
Il documentario non punta a proporre una nuova verità né a riaprire il caso, ma intende soprattutto mantenere viva la memoria di Nadia Roccia, attraverso il confronto tra documenti, ricordi e testimonianze.
“Non ho cercato di formulare una nuova verità né di riaprire simbolicamente un processo”, afferma Toriello. “Mi interessava piuttosto mettere in tensione racconti, documenti e memoria, lasciando emergere le zone che resistono a una spiegazione definitiva”.
La vicenda ebbe all’epoca un’enorme risonanza mediatica nazionale. Tra gli episodi che testimoniano l’attenzione riservata al caso vi è anche la decisione di far coincidere la lettura della sentenza di primo grado con l’edizione delle 20 del Tg1. Un dettaglio che, secondo l’avvocato Pellegrini, avrebbe avuto un peso persino nella formulazione della sentenza.
La serata dell’11 settembre prevede due proiezioni, alle 18:30 e alle 20:30. Quest’ultima sarà seguita dall’incontro con Luciano Toriello, che dialogherà con Renata Grifa per approfondire i temi affrontati nel documentario e le scelte compiute nella realizzazione dell’opera.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 3,50 euro.
Al termine della serata è previsto anche un after party nella sede di Provo.Cult, in via Cocle 28/30, a pochi passi dal Cinema Palladino, con dj set di Beppe Santoro.
Luciano Toriello
Luciano Toriello è un regista originario di Lucera, particolarmente attivo nel campo del cinema documentario e delle narrazioni dedicate alle tematiche umanitarie e ai cambiamenti sociali e culturali.
Le sue opere sono state proposte in festival e rassegne internazionali, oltre che in sedi istituzionali, e sono disponibili anche attraverso diverse piattaforme on demand.
Tra i suoi lavori figurano Il sangue mai lavato, dedicato alla vicenda di Francesco Marcone, ucciso dalla mafia nel 1995; Senza paura; La luce dentro, vincitore del Social Film Fund e dedicato alle esigenze educative e affettive dei minori figli di detenuti, presentato in anteprima alla Camera dei Deputati; e Matria, documentario dedicato alla comunità francoprovenzale di Puglia.
Attualmente Toriello ricopre il ruolo di direttore dell’Archivio MAD – Memorie Audiovisive della Daunia ed è direttore artistico di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini.



