
Nella lettera scritta all’istituto i sindacati evidenziano come nello scorso settembre abbiano partecipato ad un incontro, convocato dalla Direzione, per la discussione della migrazione verso il nuovo Ced di Padova. Un incontro al contrario, dicono i sindacati, « servito al Direttore Generale per commentare, quasi esclusivamente, la nostra lettera del 11 settembre 2009». Di seguito il testo: «dopo brevi accenni al progetto di migrazione che non hanno in alcun modo chiarito e ufficializzato tempi e modalità di esecuzione, il direttore generale è passato alla sua personalissima disamina poi confermata con la lettera del 24 settembre 2009, nella quale si evidenziavano questi passaggi: negazione dell´elevato numero di richieste di copertura immediata per banconote sospette di falso dichiarando altresì che “tutte le filiali sono dotate di contabanconote idonee a riconoscere il falso”; negazione del fatto che alcuni colleghi, spesso i più deboli perché in attesa di conferma di contratto, vengono costretti ad effettuare operazioni in contrasto con la normativa di riferimento; minimizzazione circa le unilaterali interpretazioni delle norme poste a presidio del rapporto di lavoro ritenendo superfluo l´attivazione delle previste commissioni paritetiche; negazione del fenomeno degli straordinari non retribuiti nelle aziende del Gruppo, tacciandoci di preistorici per il fatto che questa denuncia, per l´azienda infondata, viene replicata da almeno un ventennio; negazione della disapplicazione della normativa sulla Sicurezza del Lavoro (d. lgs 81/2008 e 106/2009)», ignorando le richieste dei sindacati circa le «vie di fuga, le uscite di emergenza, la sorveglianza sanitaria». Inoltre, negazione anche della «riorganizzazione aziendale in atto, nonostante l´elevato numero di trasferimenti, la costituzione ex novo di aree territoriali e la reinternalizzazione di servizi appaltati e dell´avvio di alcuna procedura di fusione dichiarando che “la costituzione dei team” è una mera attività propedeutica alla migrazione». In sostanza, il direttore generale dell’istituto, dopo aver messo in risalto «quanto di buono fatto dalla direzione per i dipendenti», avrebbe bollato come “non rispondenti alla realtà” tutte le problematiche denunciate dalle Oo.ss.aa., ritenendo la parte finale della lettera del 11 settembre 2009 «una minaccia contro l´operato dell´azienda».I sindacati, dal canto loro chiedono soltanto «l´applicazione di norme, diritti e tutele nonché la trasparenza delle decisioni aziendali»; al contrario della direzione che «preferisce individualizzare il rapporto di lavoro Iscavalcando le norme contrattuali e ritiene questa pratica la realizzazione di moderne relazioni sindacali».
In conclusione, i sindacati spiegano la vera motivazione in base alla quale il rinnovo del Cia sarebbe ancora in fase di stallo: «la motivazione è tutta descritta alla “pagina 170” della “Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2009” documento ufficiale pubblicato sul sito www.bancapulia.it».

