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ZAPPI Aggredito arbitro minorenne, Zappi ‘umiliazione per il calcio’

A denunciare l’accaduto è la stessa Associazione italiana arbitri, che parla di ennesimo, intollerabile atto di violenza ai danni di chi è chiamato a far rispettare le regole

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Dicembre 2025
Il profilo // Sport //

Nuovo episodio di violenza sui campi del calcio giovanile. Questa volta la vittima è Nicola, 15 anni, arbitro impegnato in una partita del campionato Under 16 tra Ginosa e Hellas Laterza, in Puglia. Il giovane direttore di gara è stato aggredito al termine dell’incontro, in un clima sempre più avvelenato che, a pochi giorni di distanza da un caso analogo in Calabria, riaccende l’allarme sulla sicurezza degli ufficiali di gara, soprattutto se minorenni.

A denunciare l’accaduto è la stessa Associazione italiana arbitri, che parla di ennesimo, intollerabile atto di violenza ai danni di chi è chiamato a far rispettare le regole. L’AIA sottolinea come, troppo spesso, gli arbitri – e in particolare i più giovani – si ritrovino soli di fronte a comportamenti aggressivi, manifestando la propria frustrazione per una spirale che sembra non arrestarsi.

In una dura nota, l’associazione richiama in causa l’intero sistema: istituzioni sportive, società dilettantistiche e famiglie. Non basta, è il messaggio, confidare nell’intervento della giustizia ordinaria: servono reazioni immediate, prese di posizione nette, sospensioni esemplari e percorsi educativi veri, prima che un pomeriggio di sport si trasformi in tragedia.

Il presidente dell’AIA Antonio Zappi, insieme al Comitato nazionale e ai vertici regionali e sezionali, esprime profonda indignazione e assicura che la categoria non intende restare a guardare. Le recenti modifiche al codice penale, che hanno irrigidito le sanzioni per chi aggredisce gli arbitri, non hanno finora scoraggiato episodi come quello che ha coinvolto Nicola: un segnale, secondo l’associazione, che le norme da sole non bastano se non vengono accompagnate da una vera assunzione di responsabilità collettiva.

Dal territorio, intanto, arriva un grido d’allarme sempre più insistente: moltissimi giovani arbitri raccontano di insulti continui, minacce, atmosfere ostili che rendono difficile scendere in campo con serenità. Una situazione che, oltre a rappresentare un’umiliazione per il calcio italiano, rischia di svuotare le scuole arbitrali e allontanare nuovi talenti da una possibile carriera.

L’AIA annuncia che nei prossimi giorni valuterà iniziative concrete di protesta e sensibilizzazione, decisa a dire basta a quella che definisce una “vergogna” che non può più essere considerata come semplice degenerazione di una passione sportiva. Dietro la maglia nera, ricordano dall’associazione, ci sono ragazzi e ragazze che studiano, lavorano, sognano: proteggerli è un dovere che riguarda tutti.

Lo riporta l’Ansa.

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