Lando Norris è il nuovo campione del mondo di Formula 1 2025. A Yas Marina il britannico chiude “solo” terzo alle spalle di Max Verstappen, vincitore del Gran Premio di Abu Dhabi, e del compagno di squadra Oscar Piastri, ma tanto basta per prendersi il titolo iridato al termine di una stagione folle, intensa e spesso contraddittoria.
La McLaren riporta così a Woking il Mondiale Piloti a 17 anni di distanza dall’impresa di Lewis Hamilton a Interlagos 2008. È il coronamento del progetto firmato da Andrea Stella, il team principal italiano che in due anni ha messo in bacheca due titoli Costruttori e ora anche la corona Piloti.
Il Mondiale si chiude con una classifica cortissima: 423 punti Norris, 421 Verstappen, 410 Piastri. Un finale al fotofinish che rende ancora più pesante, col senno di poi, l’episodio del Qatar di una settimana fa: il sorpasso di Norris su Andrea Kimi Antonelli nel finale, tra polemiche e accuse fuori misura, e quel quarto posto che oggi vale quanto un mattone nella costruzione del titolo.
La gara: Verstappen vince, Norris controlla
L’epilogo del campionato è di quelli che restano. Verstappen fa quello che deve fare: parte dalla pole, impone il proprio ritmo e va a prendersi l’ottava vittoria stagionale, a testimonianza di una seconda parte di mondiale di livello assoluto. Ma non basta. Norris, terzo al traguardo alle spalle di Piastri, fa la gara che serviva: senza fuochi d’artificio, ma con la lucidità di chi sa di non poter sbagliare nulla.
Al via è proprio Piastri a complicargli subito la vita: l’australiano lo attacca all’esterno e lo supera con decisione nelle fasi iniziali, tenendo viva fino all’ultimo la rivalità interna in McLaren. Dal muretto nessun ordine di scuderia, solo la scelta di lasciar correre i due: un tema che continuerà a far discutere anche a Mondiale finito.
Il momento chiave della corsa arriva nella fase dei primi pit stop anticipati. Le soste di George Russell e poi di Charles Leclerc costringono Norris a rientrare prima del previsto per evitare di restare intrappolato nel traffico. È una decisione che lo rimette proprio in mezzo al gruppo, costringendolo a ricostruire il suo piazzamento sorpasso dopo sorpasso, con il titolo in bilico a ogni tentativo.
L’episodio più teso è il duello con Yuki Tsunoda: il giapponese, ormai fuori dall’orbita Red Bull, difende la posizione con manovre al limite, cambi di traiettoria che fanno trattenere il fiato al box McLaren. Norris finisce largo, rischia moltissimo, ma non perde la testa. I commissari intervengono e assegnano cinque secondi di penalità a Tsunoda per condotta eccessivamente aggressiva: un sospiro di sollievo per l’inglese, che può respirare e rimettersi in carreggiata.
Davanti, intanto, Verstappen continua a spingere sperando nell’episodio che non arriverà mai: una Safety Car, un incidente, qualsiasi cosa che potesse azzerare i distacchi. Yas Marina, questa volta, resta lineare. L’olandese chiude davanti a tutti, ma il Mondiale gli sfugge per appena due punti. Sfuma così il sogno del quinto titolo consecutivo: l’unico ad esserci riuscito resta Michael Schumacher.
L’ultima minaccia per Norris arriva in rosso. Con l’ultimo pit stop, Leclerc monta gomma media contro la Hard del britannico e prova ad andare a prenderlo giro dopo giro. La Ferrari scivola, il posteriore balla, ma il monegasco non molla. Alla fine, però, è Norris ad avere la meglio: gestisce, difende, poi allunga quel tanto che basta per blindare il terzo posto e il Mondiale, scegliendo di non forzare su Piastri nell’ultimo stint.
Gli ultimi giri diventano una conta mentale delle curve che lo separano dal titolo. Quando taglia il traguardo, le lacrime lo travolgono: Norris stesso ammette di non aspettarselo, quasi sorpreso dalla propria tenuta mentale. Abu Dhabi, che in passato gli aveva lasciato più di un’ombra, stavolta gli dà tutto.
Dal baratro alla rimonta: la svolta dopo Zandvoort
La stagione di Norris è stata tutt’altro che lineare. A metà campionato 2025, complice il ritiro di Zandvoort, il britannico si ritrovava staccato in maniera pesante dal compagno Piastri, leader del mondiale con autorevolezza. La McLaren aveva messo in pista, fin da inizio anno, la vettura più completa e costante del lotto, ma gli errori del numero 4 e qualche episodio sfortunato avevano alimentato la sensazione dell’ennesima annata buttata via.
Da quel momento, invece, qualcosa è cambiato. Norris ha ritrovato continuità, riducendo al minimo gli errori che lo avevano frenato tra la metà del 2024 e l’avvio del 2025. Non è stato il più veloce sul giro secco, né il più spietato nei corpo a corpo, ma è stato il più bravo a restare in piedi quando contava davvero. Il finale di stagione, con la rimonta su Piastri e la resistenza al ritorno veemente di Verstappen, racconta di un pilota più maturo, capace di trasformare i rimpianti del passato in punti pesanti.
Con questo successo, Norris diventa il 35° pilota a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Mondiale di Formula 1. Un risultato che vale doppio, considerando il livello degli avversari e la pressione di guidare una McLaren tornata a essere il riferimento del paddock.
Gli altri: Leclerc brilla, Mercedes in ombra, Antonelli in difficoltà
Alle spalle del trio Verstappen–Piastri–Norris, si segnala una prestazione solida di Charles Leclerc, quarto al traguardo dopo un finale in cui ha spremuto la sua Ferrari come raramente si è visto quest’anno, soprattutto nell’ultima fase su gomma media. Dietro di lui un George Russell poco incisivo, lontano dall’immagine di leader tecnico che Mercedes aveva provato ad affidargli.
Sesta posizione per Fernando Alonso, ancora una volta capace di massimizzare il potenziale dell’Aston Martin, seguita da Esteban Ocon. Lewis Hamilton chiude ottavo dopo una buona rimonta dalla 16esima posizione in griglia, ma resta la sensazione di un sette volte iridato al quale nel 2026 servirà una svolta netta, soprattutto al sabato: quattro esclusioni in Q1 nelle ultime gare non sono un dettaglio trascurabile. Sullo sfondo, le voci di un possibile avvicendamento con il giovane Ollie Bearman, oggi decimo e sempre più accreditato come futuro pilota di riferimento.
Gara anonima per Andrea Kimi Antonelli, 15° al traguardo e mai davvero in lotta per la zona punti, dopo che una settimana fa il suo duello in Qatar era finito al centro di una tempesta mediatica.
McLaren, un ciclo che può aprirsene un altro
Per la McLaren, quella di Abu Dhabi è molto più di una festa. È la conferma di un ciclo tecnico e sportivo che funziona. Andrea Stella ha trasformato una squadra in crisi in una macchina da titolo: due Costruttori consecutivi e ora il Mondiale Piloti con Norris, mentre Piastri chiude terzo in classifica e si conferma partner scomodo ma preziosissimo.
Il 2025 passa in archivio con un nuovo re, Lando Norris, e una certezza: la Formula 1 che verrà avrà ancora i colori Papaya al centro della scena. E se la stagione appena chiusa ha insegnato qualcosa, è che i titoli non si vincono solo con la velocità pura, ma con la capacità di restare lucidi quando la pressione schiaccia. Stavolta, a differenza del passato, Norris non ha tremato. E il Mondiale gli appartiene.
FONTE: ILFATTOQUOTIDIANO.IT



