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‘Arcivescovo sipontino’ Niccolò Perotti (II p.)


Di:

Nicholas_v_papa (www.diretoriodearte.com)

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Qualche tempo prima , alla fine del 1446, il Perotti aveva abbandonato l’amicizia del Gray e si era saldamente e per sempre legato al potente cardinale Bessarione. Oltre che per le continue frequentazioni curiali, questo amichevole sodalizio era nato da qualche commissione letteraria che il trapezunzio aveva fatto al nostro umanista. Forse per la traduzione epigrammata di Tolomeo? Ma chi era veramente questo prelato orientale? Nato a Bisanzio nel 1403, il Bessarione fu sicuramente il più celebre degli esponenti greci venuti in Italia per presenziare al Concilio di Ferrara, al seguito dell’ imperatore Giovanni II Paleologo.

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Ebbe il coraggio di dichiarare sbagliate le convinzioni di fede della Chiesa greca sulla questione dello Spirito Santo. Si fece mediatore per una subitanea conciliazione tra la Chiesa di Roma e quella di Bisanzio e per questo motivo papa Eugenio IV lo aveva nominato cardinale. Bessarione si sforzò anche di armonizzare le polemiche sorte all’epoca tra i sostenitori di Platone ed Aristotele. A questo proposito raccolse una gran mole di libri in una maestosa biblioteca, con numerosi autori greci per impedire l’oblio di quella che era stata la grande ‘’sapienza’’ ellenica.

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Per quello che ci riguarda più da vicino si apprende dal Mastrobuoni che:’’… ebbe in commenda la cattedra sipontina dal 5 maggio 1447 all’aprile 1449…”.(8).

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Morì in Ravenna nel 1473 e fu tumulato nella Chiesa dei Santi Apostoli in Roma’’. Fu , comunque, il grande mecenate del Perotti e lo protesse nella buona e nella cattiva sorte .

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Tra il 1447 ed il 1450 il giovane Niccolò impersonificava sempre più l’esempio dello specialista degli studi umanistici,cui ormai si dedicava a tempo pieno. Per capire quale era il suo stile di vita sarà bene riportare qualche suo scritto assai significativo in proposito e che può anche essere, a buona ragione, come il credo di ogni letterato di quel periodo:’’Sunt … complures corporis agitationes, quae nullo studio sanari , nulla medicina libera possunt. Animi vero nulla est tam gravis tamque acerba degritudo, qua non facile liberari possit, si ei medicinam adhibueris. Eius enim medicica philosophia est, cuius auxilium, ut inquit Cicero, non utim corporis morbis irretendum est foris, sed omnibus opibus et cibibus, ut nosmet ipsi nobis mederi possimus philosophus’’(9).

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Sempre nel 1450, il Perotti si recò a Bologna per disbrigare alcune questioni diplomatiche vaticane; cominciava così a far parte del seguito del cardinale Bessarione e del suo ristretto entourage. Ebbe tempo per dedicarsi all’insegnamento universitario e per affrontare un’aspra polemica con Poggio Bracciolini. Bisogna premettere, intanto, che un’altra parte del carattere di Niccolò, era quella di mal sopportare quanti gli ostacolavano la strada verso il successo e nella contesa del primato negli studi classici. E, solamente per farsi notare, il Perotti amava farsi polemista ad ogni costo. Allora si polemizzava, più o meno violentemente, su questioni morali e culturali.

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Si ricordano contrapposizioni più contenute contro Andrea Bussi,vescovo di Aleria,che si tralasciano solo per la poca importanza storica che ebbero.Si ricordano ,invece,quelle più accese con Poggio Bracciolini,già ricordata,e con Giorgio La Trebisonda e Domizio Calderini.

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“La più violenta fu quella con il Bracciolini.Il Perotti si inserì in una disputa che fu una delle più importanti di quegli anni.Si trattò nn tanto di questioni personali che ebbero un carattere esterno,ma piuttosto di profondo contrasto,che ad un certo punto si sarebbe comunque manifestato,tra due indirizzi culturali diversi,anzi opposti:l’uno quello rappresentato dal Poggio,segue la tradizione e chi lo sostiene ha una vasta conoscenza degli autori antichi,il testo dei quali egli studia,trascrive,commenta con l’intento precipuo di apprenderli e far apprendere”.Il Perotti,invece,sosteneva alacremente il punto di vista di Lorenzo Valla che”…non era incline ad accettare passivamente quello che la tradizione offriva ed il suo dubbio si estendeva non soltanto alla correttezza del testo tramandato ma si spingeva più oltre ed investiva il contenuto delle opere degli autori antichi,la veridicità di esse”(10).

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Nel 1455 era alle prese con il De Generis metrorum,senza disdegnare di recarsi molto spesso a Roma.Il ritorno nell’Urbe avvenne nello stesso anno,quando esattamente l’8aprile fu eletto papa il card.Alfonso Borgia con il nome di Callisto III.L’elezione era stata fortemente sostenuta anche dal cardinale Bessarione,sempre più potente ed influente nella corte romana.Il nuovo papa cercava l’alleanza con i principi cattolici europei per sovvenzionare la crociata contro gli infedeli musulmani, troviamo pure il Perotti impegnato a realizzare questa giusta causa ed attivarsi per convincere il re Alfonso d’Aragona.

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Nel frattempo non risulta da nessun dato storico che il Perotti prima di essere nominato arcivescovo di Siponto abbia acquistato lo stato di chierico.Continuò solo ad interessarsi di studi classici,con moltissima lode.Questo anche sotto il pontificato di PioII,già cardinale Enea Silvio Piccolomini.

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Non era inusuale per quel tempo pure l’accesso agli alti gradi della gerarchia ecclesiastica avvenisse senza nessun particolare tirocinio o merito morale.E,da aggiungere che lo stesso PioII non fu esente neppure dalla piaga del nepotismo più sfrenato,tanto da far arricchire numerosi parenti ed amici.Il 20 settembre 1450,facendo presente quanto detto sopra e con le dovute coincidenze,in deroga alle ferree leggi del diritto canonico vigente,con l’intervento speciale del Bessarione,il Perotti ebbe una particolare dispensa e fu eletto alla cattedra vescovile sipontina.Per niente desideroso di conoscere Siponto,il Perotti si recò,invece,di buon grado a Mantova nel 1459.Qui tenne il rinomato discorso sull’Assunzione della Beata Vergine Maria,inframmezzato dall’aspra invettiva contro i Turchi con l’esortazione per la crociata contro l’Islam.Poi,si reca in Germania per una legazione con l’Imperatore Federico III.

(II fine)

‘Arcivescovo sipontino’ Niccolò Perotti (II p.) ultima modifica: 2010-01-09T11:10:27+00:00 da Redazione



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Commenti


  • libera

    FINALMENTE QUALCUNO CHE SI INTERESSA DEL NOSTRO PAESE,METTENDO IL LUCE PERSONALITA’ POCO CONOSCIUTE MA CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA NOSTRA CITTA’.

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