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Sanità 2010: tra rimborsi e class action


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Pane-amore-sanità

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Roma – COME tradizione, il 2010 è cominciato con una lunga serie di rincari segnalati dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. Gli aumenti riguarderanno in primis le tariffe del gas (circa 26 euro in più su base annua), il canone Rai, i pedaggi autostradali (in media dell’8,6%). La Federconsumatori ha calcolato, inoltre, un incremento annuo di circa 130 euro per l’assicurazione auto (rca), 18 euro per servizi idrici, 35 euro per la Tarsu (tassa rifiuti solidi urbani), 30 euro di aumenti dei servizi bancari, 80 euro per i mutui, 65 euro per gli aumenti dei biglietti dei treni e 90 euro (su base annua) per i costi dei carburanti. Dal fronte sanitario si preannunciano, anche si stenta a crederci, delle buone notizie. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha annunciato che sta per partire l’ultima tranche della maxi-operazione ‘rimborsi 2009’. Si stima che circa 550 i milioni potranno essere distribuiti ai contribuenti Irpef: 390 per chi ha pagato più tasse del dovuto, per chi può ricevere deduzioni, per chi ha sostenuto spese sanitarie convenzionate; 160 milioni per chi non ha avuto “bonus famiglia” o “bonus incapienti”. L’operazione riguarderà solo i soggetti che ha presentato il modello Unico, in particolar modo commercianti e titolari di partita Iva. Chi ha compilato il 730, invece, riceve il rimborso direttamente in busta paga. Così come spiegato nella apposita circolare “i contribuenti che hanno già comunicato le proprie coordinate bancarie all’Agenzia delle Entrate riceveranno i soldi direttamente sul conto corrente; tutti gli altri troveranno nei prossimi giorni una lettera dell’Agenzia con allegato il modulo di riscossione. Basterà presentarlo a un ufficio postale per ricevere i soldi in contanti. Oppure, riceveranno a casa un vaglia dalla Banca d’Italia”. Secondo una statistica elaborata da Fisco Oggi, la rivista online dell’Agenzia delle Entrate, il 60% dei soldi destinati ai contribuenti Irpef andranno verso le regioni del Nord Italia. Nel Mezzogiorno l’importo medio dei rimborsi è circa la metà del resto del paese: 595 euro contro gli oltre 1000 euro del centro e i 1130 del nord.

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La rivoluzione delle “class action”
Tra i provvedimenti in vigore dal 1° gennaio, un mese denso di novità, per i consumatori italiani, costituisce una vera e propria rivoluzione per il nostro Paese la normativa che introduce il nuovo istituto della “class action”, vale a dire la possibilità di fare cause di gruppo. Il Codacons ha già presentato due clamorose azioni collettive: una nei confronti delle banche Unicredit e Sanpaolo, l’altra contro i test “fai-da-te” per rilevare l’influenza suina. L’associazione ha pertanto citato in giudizio, avanti il Tribunale di Milano, la Voden Medical Instruments Spa, ideatrice e distributrice del test “Ego test flu”, che, secondo i tecnici del ministero della Salute, è totalmente inefficace, in quanto “ha una scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare, il che comporta un rischio non indifferente di incorrere in falsi negativi”.
C’è da specificare però che l’azione collettiva non avrà valore retroattivo. Si possono intentare cause collettive solo per illeciti commessi a partire dal 16 agosto scorso. Di qui la critica delle associazioni dei consumatori, fra di esse, l’Adiconsum che chiede una modifica del testo di legge. Infine le ultime disposizioni riguarderanno le farmacie: dal 1° gennaio entra in vigore la disposizione del Garante per la protezione dei dati personali che obbliga le farmacie, che emettono gli scontrini fiscali utili per la detrazione o deduzione delle spese sanitarie, a non indicare il nome del medicinale, per salvaguardare la privacy del paziente stesso.

Sanità 2010: tra rimborsi e class action ultima modifica: 2010-01-09T10:48:22+00:00 da Agostino del Vecchio



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