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Foggia in versione Santa Klaus. Partita regalata alla Lucchese


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Karim Laribi, il migliore in campo (image:usfoggia.it)

Lucca – UNA domenica di ordinaria follia. Il Foggia di Zeman si arena nelle secche del Porta Elisa al termine di una partita divertente ma tutt’altro che ben giocata. Arrugginiti dalla lunga pausa natalizia, i satanelli hanno impattato contro una squadra per nulla irresistibile. E che, per larghi tratti dell’incontro, ha anzi concesso molti spazi.

LIMITI – Ma i meccanismi zemaniani hanno perso d’olio e grasso. Gli undici del boemo hanno mostrato più d’una lacuna ed aperto scenari inquietanti per l’avvenire. Sarà stato anche un pomeriggio storto, ma sta di fatto che neppure i costanti allenamenti hanno consentito al Foggia di raddrizzare la barra per quel che concerne la navigazione in fase difensiva. Il mare in cui gli attacchi avversari obbligano la retroguardia rossonera è ancora troppo periglioso, evidentemente. Ed anche in quel di Lucca, i satanelli hanno imbarcato quattro pallette. Romagnoli e soprattutto Iozzia hanno arrancato, Regini e Caccetta non hanno nè spinto nè coperto. A questo punto della stagione, l’allarme va colto per quel che è in effetti. Ovvero, un problema serio. Soprattutto quando, come avvenuto al Porta Elisa, le bocche da fuoco non sono in forma smagliante tale da metter pezze a colori agli svarioni dei difensori. L’attacco di mister Simpatia non ha inciso (i gol sono giunti da due centrocampisti). Vuoi per la prestazione magistrale dei toscani che hanno orchestrato perfettamente la fase difensiva chiudendo ogni spazio. Vuoi per un Insigne sprecone che ha gettato alle ortiche almeno tre buone occasioni da rete. Ivi compreso un penalty concesso dall’arbitro per fallo sul più mobile Sau.
Ma a Lucca ha stentato anche il centrocampo. Kone, malgrado il gol, ha palesato la solita andatura da moviola e Burrai lancia troppo spesso alla vivailparroco.

LA PARTITA – Ed allora, pronti via ed è subito Lucchese. Nemmeno un giro di lancette e il centravanti Marotta fa gol con un diagonale velenoso dal limite che si insacca alle spalle di un incolpevole Santarelli, schierato da Zeman al posto di Ivanov. La partita si mette subito in salita per il Foggia, giunto al Porta Elisa in casacca bianca. Foggia che, però, prova a non andare nel panico. Manovre rapide, passaggi di prima e tocchi rasoterra. La difesa, dopo la prima sbandata, regge all’urto di una Lucchese che appare già sazia. E così, all’11’ ecco materializzarsi la prima occasione nitida da gol per i satanelli. Punizione calibrata nel mezzo di Laribi, sul secondo palo si inserisce Iozzia che, a due metri dalla linea di porta sparacchia alto sulla traversa.
La squadra di Zeman è in vena di regali. Gioca, ma quando si tratta di metterla nel sacco, stranamente, fallisce. Passano due minuti che Insigne sfugge a Bova servito ancora da Laribi e dai tredici metri non deve far altro che battere Pennesi. Ed invece la palla, piazzata, termina mestamente sul fondo.
E’il preludio al gol. Sedicesimo minuto: ancora lo scugnizzo scuola Napoli mette giù un pallone perfetto sulla sinistra di centrocampo, sventaglia sul lato opporto dove Varga, di testa, serve al volo Kone che entra in area e fa uno ad uno.

E qui si scioglie il Foggia. I giocatori, pur manovrando con una certa insistenza, non concludono, dando l’impressione di accontentarsi di un primo tempo in cui nessuno si deve far male. Per quel che accade dalla metà della prima ripresa in poi, leggere alla voce “la fortuna premia gli audaci”. 22′: Romagnoli e Iozzia si specchiano l’uno negli occhi dell’altro. Caccetta non copre e Marotta – ancora lui – salta Santarelli e deposita in rete la palla del nuovo sorpasso. Sessanta secondi ed i ragazzi di Zeman si giocano l’opportunità di pareggiare. Su lancio di Burrai, magia di Insigne che controlla e salta il diretto avversario e serve Sau, messo giù da Pezzi. Sul dischetto, va il numero 11 in bianco. Ma la conclusione è sballata e la palla va fuori. Ancora sette minuti e, al 30′ un Marotta in versione Maradona capitalizza per la terza volta. Iozzia, solo soletto non deve far altro che controllare il pallone, si inceppa e sbaglia l’appoggio sull’estremo difensore foggiano. Il centravanti toscano si inserisce e non sbaglia. 3 a 1.
Il Foggia è in bambola. Zeman non crede ai propri occhi, i circa cento tifosi che si sono accollati la trasferta ammutoliscono. Prima dell’intervallo c’è ancora modo per Sau prima (40′) e per Insigne poi (44′) di fallire due occasioni per accorciare le distanze.

La ripresa incomincia con Diego Farias, arrivato in settimana dal Chievo Verona, in campo al posto di un evanescente Varga. Il copione non cambia. Il Foggia attacca e prova a tirare ai padroni di casa lo stesso scherzetto che, questi, avevano messo in pratica nel primo tempo. Passano settanta secondi appena e Sau prima fa il fenomeno scrollandosi di dosso tre avversari e poi, a tu per tu con Pennesi cicca il pallone. E’ la fotografia della gara del Foggia. Che, pure, al 4′ accorcia. Grande incursione di Laribi che, su passaggio filtrante di Farias, taglia la difesa come un grissino il tonno e, al secondo tentativo, trafigge l’estremo toscano. Il Foggia ci crede e spinge. Il forcing è incessante. Per un quarto d’ora non concede un solo spazio alla Lucchese, chiusa prima ancora di poter essere pericolosa dalle parti di Santarelli. All’11’ Sau manca di un soffio il tiro cross di Laribi.
E nel momento migliore dei satanelli, ecco il colpo del ko. Incursione di Biggi sulla sinistra, cross innocuo al centro, Iozzia svirgola clamorosamente e per Grassi è un gioco da ragazzi trafiggere Santarelli per la quarta ed ultima volta. E’il 16′. La Lucchese si chiude e prova qualche sortita solo in contropiede con Grassi (la mezzala è la chiave del gioco dei toscani) ed il solito Marotta.
Zeman prova a dare equilibrio a centrocampo tirando fuori l’impreciso Burrai e Laribi, sostituiti da Salamon e Perpetuini. Ma che non sia la giornata giusta lo dimostra la mole di occasioni sprecate. Prima Sau poi, all’ultimo respiro, Farias.

TABELLINO – Lucchese – (4-3-1-2): Pennesi; Mariotti, Bova, Baldanzeddu, Pezzi; Cardona(17’st Costantini), Carloto, Piccinni; Grassi(39’st Galli); Biggi(25’t Pera), Marotta (Pardini, Bertoli, Lollini, Taddeucci) Allen: Indiani

Foggia – (4-3-3): Santarelli; Caccetta, Romagnoli, Iozzia, Regini; Kone, Laribi(30’s Salamon), Burrai(30’st Perpetuini); Varga(1’st Farias), Sau, Insigne (Ivanov, Candrina, Rigione, Agodirin) Allen: Zeman

Michele Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto
Ammoniti: Burrai, Pezzi, Laribi, Kone
Corner: 4 a 10
Note: al 24′ Insigne fallisce un calcio di rigore
Recupero: 1 e 4
Spettatori: 2349 (un centinaio da Foggia)

LE PAGELLE DELL’US FOGGIA –
Santarelli 6. Incolpevole sui gol della Lucchese. Nel secondo tempo salva la baracca almeno un altro paio di volte. Sarebbe stata un’umiliazione troppo grande per questo Foggia. E un riconoscimento troppo grande per questa Lucchese. Meglio di Ivanov. Ci sta.
Caccetta 5. Ma è entrato in campo? Inconsistente.
Regini 5. Questa volta anche lui passa a vuoto peggio di un ignavo dantesco. Non difende, non attacca, non crossa. Non fa niente. Speriamo almeno che Lucca, come città, gli sia piaciuta. Addormentato.
Burrai 5.5. Per un tratto del primo tempo realmente coordina centrocampo ed attacco. Poi, all’improvviso si spegne la sua telecamera da regista. Il suo film, alla fine dei novanta e rotti minuti finisce per annoiare ed innervosire. Sbaglia tanti lanci. E, quando li azzecca, ci pensano gli altri a sbagliare. Impreciso.(30’st, Perpetuini sv. Diamogli tempo)
Iozzia 3. Mai vista una cosa del genere. In area della Lucchese, quando dovrebbe tirare, ciabatta a venti metri dalla traversa. In area del Foggia, quando dovrebbe spazzare via come Baresi comanda, serve Marotta. O è stato ingannato dai colori o è pateticamente scarso. Delle due l’una. Confuso.
Romagnoli 5. Non vuole far sfigurare Iozzia per non metterlo in imbarazzo. Si adagia sul compagno di merende sul prato lucchese. Inaspettato.
Varga 5.5. Ha il merito, in una gara fatta di nulla, di servire Kone nell’occasione del gol del momentaneo pareggio. Si poteva anche tenerlo dentro. Migliorabile. (1’st, Farias 6. Entra e piazza l’assist per il gol di Laribi. Corre, si accentra, svaria sulla trequarti e sul fronte offensivo. Per un pelo non segna all’esordio. Incoraggiante.)
Kone 5.5. Segna, è vero. Ma, al di là del gol, non fa proprio niente. La sua patita è molto meno che sufficiente. Lento, macchinoso, stanca chi ne ammira le gesta. Alla lunga stufa. Velocizzati.
Sau 5.5. Il folletto è rimasto nel funghetto più bello di tutta la Foresta Umbra a festeggiare Natale con scoiattoli, fatine e gli altri abitanti del Piccolo Mondo. Corre tanto, ma si perde anche tanto. Forse voleva digerire i panettoni. Già magro.
IL MIGLIORE.Laribi 6.5. Un gran bel gol ed una buona partita di sostanza e qualità. Non solo si salva dalla caduta generale, ma gioca in generale una buona partita. Peccato che Iozzia sprechi un’ottima palla da lui messa al centro. Capitano. (30’st, Salamon 5. Più lento di Kone. E’ dire tutto)
Insigne 5. Il voto è la media aritmetica tra il 7 del primo tempo, il 5 del secondo e l’unità sottratta a causa del rigore fallito. Si danna l’anima lì davanti per cercare di colmare il vuoto lasciato da uno spento Sau. Mette in mostra il suo repertorio di alta classe, ma sbaglia troppo. Avesse fatto l’Insigne avrebbe dovuto per lo meno metter dentro un paio di pallette. Ed invece sbaglia anche dal dischetto. Non mollare.
Zeman 4.5. E’ vero che la squadra non subisce, ma non riesce mai a reagire al momento giusto. Beccarne quattro a Lucca non è un buon viatico per iniziare il nuovo anno. La Lucchese aveva un solo giocatore pericoloso e nessuno lo ha marcato. A volte si può anche sacrificare un uomo al dio della difesa.

Foggia in versione Santa Klaus. Partita regalata alla Lucchese ultima modifica: 2011-01-09T19:44:51+00:00 da Redazione



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