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Foggia, si sblocca ex Gil Via Pestalozzi: Comune indice selezioni. Pronti 1,3 milioni


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La struttura di Via Pestalozzi, chiusa solo con un pannello (nico baratta)

Foggia – UN MILIONE e 322 mila euro. Questa la cifra stanziata dal Comune di Foggia (finanziamento regionale capitolo 3212000 bilancio 2010) per la riqualificazione e la ristrutturazione della struttura dell’ex palestra Gil (Via Pestalozzi), in questi giorni finita al centro della discussione per gli ennesimi episodi di vandalismo perpetrati all’edificio nella notte di Capodanno.

Dopo tanta attesa, dopo l’esperienza fallimentare della Ra.Co. (la stessa che si è occupata – si fa per dire occupata – della ristrutturazione del teatro Giordano e che, a giugno dell’anno scorso, si era aggiudicata l’appalto per un importo complessivo di oltre € 539mila piú gli oltre € 16mila per lavori di sicurezza; che, nell’arco di un mese avrebbe dovuto rimettere a posto la struttura e consentire l’avvio, per il 2011, di servizi quali il Centro di Ascolto per le donne, il Centro Antiviolenza e l’Ufficio Mediazione in ambito civile e penale) e la delibera di Giunta dello scorso 20 gennaio 2011 (un anno fa) con cui Palazzo di Città approvava il progetto esecutivo relativo all’affidamento dei lavori, ora una determina dirigenziale (n.63 del 28 dicembre 2011, procedimento numero 1558) stabilisce che è stato tutto un errore. E che, in sostanza, si ricomincia da zero.

Il documento, infatti, fissa l’avvio della fase di selezione delle ditte che intendono aggiudicarsi l’appalto. La selezione avverrà “con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo complessivo di € 1.322.000,00 compreso I.V.A”. Per evitare lungaggini ulteriori ed un lavoro di qualità, poi, l’amministrazione tenta di fissare dei paletti. Anche l’offerta migliore, infatti, “è soggetta alla ponderazione dei criteri di valutazione definita in 60 punti su 100 per i profili tecnico- qualitativi ed in 40 punti su 100 per i profili economici e durata di esecuzione dei lavori”.

Sperando che, nel frattempo, il Giordano non abbia fatto troppa scuola.

Redazione Stato, p.f.
riproduzione riservata

Foggia, si sblocca ex Gil Via Pestalozzi: Comune indice selezioni. Pronti 1,3 milioni ultima modifica: 2012-01-09T19:47:04+00:00 da Piero Ferrante



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  • avv. Eugenio Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Stagione dei “Saldi invernali”: I prezzi ridotti non “riducono” anche i diritti dei clienti !

    Il nuovo anno è appena iniziato, portando via l’emozione delle feste Natalizie, e lasciando invece spazio, ai chili di troppo, ma soprattutto alla tanto attesa “Stagione dei Saldi invernali”.

    E’ quindi il momento delle svendite , partite in quasi tutta Italia il 5 gennaio, ed auspicate sia dal “tartassato” consumatore, impoverito dalla manovra finanziaria del governo Monti, sia dai negozianti che sperano, così, di potersi “rifare” dei mancati previsti incassi delle festività natalizie.

    E’, altresì, il momento di fare attenzione ad eventuali piccoli e grandi “truffe” che possono essere perpetrate tramite gli stessi saldi , soprattutto approfittando del loro potere attrattivo che esercitano sul consumatore medio.

    Sul tema interviene, per l’appunto, il noto avvocato foggiano Eugenio Gargiulo che ci propone un vero e proprio “decalogo”, fornendo una serie di consigli e suggerimenti che permettano al cittadino/consumatore di veder rispettati i propri diritti giuridici anche in questa “chiassosa” occasione.

    In primis, l’avv. Eugenio Gargiulo ricorda che i prodotti venduti , tramite i “saldi”, non dovranno essere solo esenti da vizi e difetti di qualsiasi tipo, ma dovranno anche essere “conformi” agli annunci pubblicitari che li riguardano. Per quanto riguarda le indicazioni del prezzo scontato, le stesse dovranno riportare tre elementi: il prezzo di vendita originario, il ribasso del prezzo espresso in percentuale, e il nuovo prezzo di vendita, per l’appunto scontato!

    L’avv. Gargiulo evidenzia , poi, come quella che era già in precedenza definita come “offerta speciale”, nella “stagione dei saldi” dovrà essere ulteriormente scontata. Perciò è preferibile che il consumatore faccia acquisti laddove i prezzi originali risultano esposti, nonchè laddove si sia avuto modo di verificarli in precedenza.
    Attenzione, inoltre, alla distinzione, prevista dalla legge, tra “merce in saldo” e “merce ordinaria”!

    Qualora l’esercizio commerciale permetta il pagamento con carta di credito o bancomat, e non escluda in maniera chiara e visibile tale possibilità per la merce in saldo, lo stesso non potrà rifiutare tale tipo di pagamento.

    I prezzi “pubblicizzati” devono essere praticati nei confronti di tutti gli acquirenti, senza distinzione alcuna, senza limitazioni di quantità, e senza abbinamento di vendite, fino ad esaurimento delle scorte. Dell’ eventuale esaurimento delle scorte il pubblico deve essere chiaramente informato con avviso posto all’esterno del negozio.

    Poiché può capitare che, nella ressa e confusione, i cartellini dei prezzi delle merci esposte finiscano per essere scambiati tra di loro, l’avv. Eugenio Gargiulo raccomanda sempre di controllare l’etichetta della merce che si intende acquistare prima di pagare.

    Durante i saldi ci si può, spesso, “imbattere” in capi di abbigliamento, particolarmente economicamente convenienti, che, tuttavia, manchino delle dichiarazioni di conformità previste per legge, come, ad esempio, delle informazioni relative alla composizione del tessuto o delle indicazioni relative alla corretta cura del capo. In questo caso- rammenta sempre l’avv. Eugenio Gargiulo- il motivo dipende dal fatto che, a volte, i capi più scontati o più convenienti vengono prodotti appositamente per le svendite di fine stagione (cosa che sarebbe fra l’altro vietata dalla legge). L’acquisto di tali articoli , da parte del consumatore, dovrebbe essere oggetto di particolare attenzione, quindi, onde evitare problemi futuri legati alla mancanza di qualità della merce acquistata ed alla difficoltà di “far valere” successivamente le proprie “ragioni”.

    Anche per le svendite di questo periodo non può non valere il consiglio di conservare accuratamente lo scontrino di cassa o la fattura, che potranno tornare utili nel caso di eventuali reclami nei confronti del commerciante o nel caso della denuncia di un danno.

    Questo perché i prezzi ridotti non “riducono” anche i diritti dei clienti! Anche nel caso di prezzi “superscontati”, il cliente ha, cioè, sempre diritto di ricevere merce priva di difetti. Nel caso in cui venga posto in vendita un articolo a prezzo scontato, perché magari è un po’ sporco o perché presenta ombreggiature di colore, tali imperfezioni – evidenzia l’avv. Eugenio Gargiulo – devono essere assolutamente indicate o fatte presenti al compratore al momento dell’ acquisto!

    I commercianti non sono tenuti in genere a ritirare i prodotti che non risultino difettosi; questo sia durante il periodo delle svendite ,che durante la stagione normale. Se lo fanno è solo per cortesia. La sostituzione di merce acquistata in svendita, quindi, qualora non presenti difetti, è per lo più esclusa espressamente dal venditore. Per chi desidera comunque usufruire dell’eventuale sostituzione della merce acquistata, sarebbe opportuno farselo indicare espressamente dal commerciante sullo scontrino di cassa o sulla fattura, onde evitare successivi legittimi dinieghi.

    L’avv. Eugenio Gargiulo ricorda, infine, che il cliente/consumatore può presentare reclamo anche in un momento successivo all’acquisto, per qualsiasi vizio o imperfezione che non siano stati segnalati espressamente dal negozio. Il periodo entro il quale si può far valere la garanzia per eventuali difetti del prodotto è di due anni a partire dalla data dell’acquisto; mentre il difetto va denunciato entro 60 giorni dalla sua scoperta. Nei primi 6 mesi dall’acquisto della merce, l’onere giuridico di provare che il difetto non era presente al momento della vendita, è a carico del venditore. Una volta denunciato il difetto, il consumatore ha tre possibilità: tenersi l’articolo difettoso, chiedendo una riduzione di prezzo, accettare una sostituzione con un capo privo di imperfezioni, insistere per avere la restituzione del prezzo pagato. Il consumatore non è obbligato ad accettare in nessun caso un buono!…..Buoni saldi a tutti.
    Foggia, 9 gennaio 2011 avv. Eugenio Gargiulo

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