Cronaca

Anelli: “aggredita una dott.ssa presso una Guardia Medica barese”


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F.Anelli (presidente Fimmg - fonte image: CorriereMezzogiorno)

Bari – “EPISODIO di violenza giovedì 5 gennaio” ai danni di una dottoressa in servizio presso una sede di guardia medica in un comune della provincia di Bari. A darne notizia è la FIMMG regionale.

“Basta! Chiudiamo le sedi di Continuità Assistenziale, ex guardia medica,” è quanto ha dichiarato il dott. Nicola Calabrese, Segretario Regionale FIMMG Continuità Assistenziale dopo la vile aggressione alla dottoressa. La dottoressa aggredita per fortuna non ha riportato gravi lesioni. È tornata a casa con qualche contusione ed una grande paura per quello che ha subito. Ci è voluto molto coraggio per affrontare da sola l’aggressore. I carabinieri sono intervenuti dopo circa venti minuti. Ci si chiede “che paese è questo se un medico deve ritenersi fortunato quando rientra a casa incolume dopo un turno di 12 ore?”.

La Puglia ha un triste primato per quanto riguarda gli episodi di violenza ai medici della Guardia Medica. Si inizia ad aprile del 1999 con l’omicidio in servizio della dott.ssa Monteduro a Gagliano del Capo (LECCE), e a seguire aggressioni a Racale (LE) 1999, a Barletta 2005, a Porto Cesareo (LE) e Modugno (BA) 2007, San Giovanni Rotondo e San Paolo Civitate (FG) 2008, Palagiano (TA) 2009, San Severo e Rignano Garganico (FG) 2009, Bari in più sedi e in vari anni. “Ora, basta! Alla Direzione Generale della ASL Bari chiediamo di mettere al primo punto dell’agenda la sicurezza delle postazioni!” ha affermato il Dott. Pietro Drago Segretario Provinciale FIMMG Continuità Assistenziale. “Abbiamo fatto circa due anni fa una indagine puntigliosa, di concerto con la ASL, per la verifica dei requisiti di agibilità e sicurezza di tutte le sedi di guardia della Provincia. I risultati non sono stati affatto confortanti! Molte delle sedi sono risultate non adeguate. Gli impegni assunti di mettere a norma le varie sedi, disattesi! È arrivato il momento di dare un segnale diverso. Rendere il lavoro della guardia medica sicuro è una priorità assoluta a cui non vogliamo rinunciare.”

Da una ricerca effettuata dal Settore Continuità Assistenziale della Fimmg nazionale, che ha intervistato circa 2458 medici di guardia (di cui il 53% donne), è emerso che il 90% dei medici dichiara di aver subito atti di violenza (64% minacce verbali, 11% atti vandalici, 22% percosse e ben il 13% minacce a mano armata – armi improprie). In ben il 90% de casi la violenza si è realizzata in ambulatorio ed è stata conseguente a richieste improprie dell’utenza. “Forse è arrivato il momento di ripensare davvero al modello organizzativo del Sistema Continuità Assistenziale” conclude il Dott. Calabrese. “Questa ricerca nazionale della FIMMG dimostra che il 90% degli episodi di violenza si sono realizzati nelle sedi di guardia. È un dato che deve farci riflettere. Forse non sarebbe insensato riportare l’attività della Continuità Assistenziale all’unico compito per cui fu istituita circa 40 anni fa: garantire l’assistenza domiciliare!”

Il segretario provinciale della Fimmg Bari Dott. Giovanni Sportelli ha chiesto al Direttore Generale della ASL di Bari di convocare con urgenza il Comitato Aziendale della Medicina Generale per affrontare il tema della sicurezza delle sedi di Guardia Medica. “Non è accettabile che la cronica inefficienza della ASL di Bari, in relazione al mancato intervento di adeguamento delle sedi di guardia medica, debba ritorcersi proprio sugli operatori sanitari, ed in questo caso sui medici di continuità assistenziale lasciati soli a gestire di notte e nei giorni festivi l’aumento della richiesta di prestazioni sanitarie, anche a causa delle gravi e croniche carenze dell’assistenza territoriale”. Il Presidente dell’Ordine dei Medici, Dott. Filippo Anelli, ha rappresentato la solidarietà dell’intera categoria alle organizzazioni che rappresentano i medici di continuità assistenziale per l’ignobile aggressione subita da un medico in servizio presso una sede di guardia medica.

“È ferma intenzione dell’Ordine dei Medici”, ha dichiarato il Dott. Anelli, “porre la questione della sicurezza nell’esercizio della professione medica ai rappresentanti delle Istituzioni preposte. Le aggressioni nei confronti dei medici di continuità assistenziale, del 118 e di quelli che operano nei pronto soccorso, costituiscono motivo di preoccupazione per il corretto e regolare espletamento dell’attività professionale, nonché per la sicurezza degli operatori. Per questo chiederò un incontro al Prefetto e porrò la questione al Direttore Generale della ASL di Bari Dott. Mimmo Colasanto che incontrerò martedì prossimo”.

Redazione Stato

Anelli: “aggredita una dott.ssa presso una Guardia Medica barese” ultima modifica: 2012-01-09T15:15:30+00:00 da Redazione



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