Cronaca

Liberalizzazioni, ambulanti Andria a Monti: “Prof., ci ha rotto (l’equilibrio)”


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Iniziativa UNIMPRESA Bat "Mercato pulito". Il direttore S.Montaruli con alcuni operatori del mercato (Fonte image: traniviva)

Andria – LIBERALIZZAZIONI: gli ambulanti di Andria chiedono i mercati festivi mentre i pubblici esercizi (bar-ristoranti-pizzerie e similari) continuano ad osservare il riposo settimanale nonostante non esista piu’ l’obbligo da due anni. Bruciata anche la prima domenica dei saldi. delusione anche in importanti vie cittadine come via firenze e via jannuzzi dove i commercianti dicono: “ci sentiamo isolati. le imprese vanno malissimo e temiamo seriamente per il nostro futuro”.

Gli ambulanti del mercato settimanale del lunedì di Andria dunque non ci stanno e lanciano un appello forte e chiaro al prof. Monti dicendo: “Prof. Monti, lo sa che Lei ha veramente rotto?”. Ha rotto quel minimo di equilibrio che ad Andria si era creato nelle giornate di deroga alla chiusure obbligatorie dei negozi ed ipermercati nelle giornate grazie soprattutto al lavoro costante e instancabile di qualche soggetto che guarda ancora all’interesse generale di Categoria, sfidando anche intrecci ed intrallazzi politici che hanno sempre, anche recentemente, tentato di demolire il sistema, sostenendo seppur in maniera celata, la concessione della liberalizzazione oggi elargita dal Governo del Professore.

In più circostanze gli operatori del mercato di Andria sono intervenuti sull’argomento, sia attraverso l’Associazione di Categoria che attraverso il Consorzio, ritenendo di subire, tutti i lunedì successivi a quelli che vedono il Centro Commerciale aperto, un danno economico importante ed un evidente calo delle vendite già di per sé ridottesi in maniera esponenziale, anche a causa delle precarie condizioni in cui viene svolto il mercato da quasi due anni.
Il caso di oggi lunedì 9 gennaio 2012 è emblematico: afflusso di gente ridotto di oltre il 50% e pochissimi acquisti al punto che già alle ore 12 di questa mattina oltre un terzo dei 560 operatori del mercato avevano già chiuso le loro postazioni di vendita ed abbandonato l’area mercatale.

Sarà una provocazione, sarà perché comunque esiste una forte voglia di reazione di fronte all’enorme regalo che hanno ricevuto i grandi gruppi economici che gli operatori del mercato del lunedì hanno anche affermato: “ora vogliamo il mercato di domenica anche noi e nessuno può negarcelo”. Una richiesta legittima e fondata, considerata la norma governativa che afferma con chiarezza che qualsiasi attività d’impresa debba essere svolta senza alcuna possibilità che vengano imposti limiti di alcuna natura e questo vale anche per le attività mercatali.

Mercati domenicali e festivi che sarebbero un modo legittimo di contrastare lo strapotere della grande distribuzione e attuare un livello di equità nella libera concorrenza, tentando anche di attirare verso il mercato festivo le decine di migliaia di persone che abbandonano le città, dirette verso gli ipermercati. Gli ambulanti del mercato del lunedì, quindi, si dicono convinti di saper contrastare la grande distribuzione e chiedono le stesse opportunità, anche relativamente alle numerose forme di agevolazioni, non solo fiscali.

Anche sull’area mercatale ove svolgere i mercati aggiuntivi festivi e domenicali hanno le idee chiare ed affermano convinti: “l’area più idonea sarebbe quella già individuata quale area mercatale e per la quale sono stati già spesi quasi un milione di euro per adeguarla” e si riferiscono alle aree e alle strade della Zona 167 Nord, già per un periodo di tempo destinate al mercato settimanale e dove presto dovrebbe sorgere un farmer market, essendo già stata valutata tale possibilità e ottenuti i pareri da parte delle Organizzazioni. Tutto giusto, tutto legittimo

Intanto i pubblici esercenti titolari di Bar-Ristoranti-Pizzerie ed esercizi similari dell’intera Provincia di Barletta-Andria-Trani, nonostante la giornata di riposo infrasettimanale non sia più né prevista né obbligatoria da due anni, continuano e continueranno ad osservare il turno di riposo, scelto liberamente, avendo la ferma intenzione di salvaguardare questo diritto faticosamente conquistato e al quale non si intende rinunciare, per dignità e per convinzione. Questa mattina, lunedì 9 gennaio 2012, in Viale Crispi ad Andria addirittura tutti i bar erano chiusi, a dimostrazione della necessità del riposo e della volontà di osservarlo. Questa era stata la nostra indicazione e siamo felici sia stata accolta. Alla faccia di Monti e dei liberisti dell’ultim’ora.

Bruciata anche la prima domenica dei saldi con pochissimi affari e grande delusione dei commercianti, anche di importanti arterie urbane del centro cittadino: da via Firenze a Via Jannuzzi dicono: “Ci sentiamo isolati. Le imprese vanno malissimo e temiamo seriamente per il nostro futuro”. Un forte e chiaro grido d’allarme che se dovessimo tutti far finta di non sentire sarebbe diabolico così come sarebbe mostruoso se qualcuno dovesse tentare, anche in questo caso, di coprire questi “fastidiosi rumori di fondo”. “E’ la cruda realtà!”, chiudono i rappresentanti di Unimpresa Bat.


Redazione Stato

Liberalizzazioni, ambulanti Andria a Monti: “Prof., ci ha rotto (l’equilibrio)” ultima modifica: 2012-01-09T16:57:08+00:00 da Redazione



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