Manfredonia

Omofobia, Brancati: “alla violenza rispondiamo con una guerra. Bianca”


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A sinistra l'esponte di Equality Italia, Francesca Brancati (Copyright - ST)

Manfredonia – “CONTRO la violenza l’anti-violenza: l’informazione mirata”. L’esponente della rete Equality Italia, Francesca Brancati, interviene per Stato, dopo una recente violenza subita da un omosessuale nel centro di Manfredonia. Una violenza culminata con sassate ricevute da un ignoto che da circa 2 mesi era solito “vomitare” contro il soggetto in questione “insulti di ogni tipo”. Motivo? Il suo essere diverso. Il suo essere omosessuale.

Francesca scrive: “All’indomani dell’articolo pubblicato da un testata provinciale, dal titolo “Manfredonia, preso a sassate giovane gay”, l’unico rammarico, condiviso con altri amici, è che sono emersi sentimenti di rabbia troppo offensivi nei confronti dell’aggressore (in particolare si guardi il riquadro “reazioni”). Sia chiaro, non voglia quasi sembrare una contraddizione da parte nostra , che anzi, abbiamo da subito desiderato denunciare l’atteggiamento assolutamente condannabile di quel ragazzo, ma ciò che non vogliamo assolutamente e lo sottolineo con altrettanta fermezza, è che si generi altro odio e violenza. Mai. In nessun caso può essere giustificato offendere , aggredire , mancare di rispetto alla dignità della persona, possa anche trattarsi di un criminale! Sarà la legge a stabilire se e in che modo la persona debba essere condannata e pagare per il reato commesso. Noi vogliamo rispondere alla violenza con una “guerra bianca” , come la definisce il mio amico, non fatta di insulti, offese e altrettanta violenza, no. Ma fatta di coscienza, di verità, di amore. Non possiamo denunciare di essere state vittime di violenza e rispondere con altrettanta. Nel modo più assoluto noi desideriamo arrivare “alla fine di questa triste storia “ come recitava la canzone “Sally” con un alto senso morale e con un sorriso che si stampi sul volto del cambiamento. E non ci può essere cambiamento vero se noi non diamo l’esempio. Il termine gay , da “Good As You, buono come te ,non potrebbe far pensare il contrario. Buoni ma decisi ad affermare la giustizia, ma senza ombra di violenza”.

SQ – La violenza che dilaga, l’omofobia diventa sempre più un’onda anomala da arginare, con quali valori e interventi?
FBCon l’informazione. La parola chiave è Conoscenza. Informazione. Ciò che non si conosce incute timore. Fa paura perché l’ignoto non ci da risposte. Non ci fa vedere nel buio. Per questo abbiamo timore, timore che i nostri schemi precostituiti possano essere sovvertiti, che la nostra stabilità interiore possa essere turbata, scompaginata da altri modelli possibili. Conoscenza= coscienza. Bisognerebbe educare alla Conoscenza. Per questo conto molto sul ruolo che hanno le associazioni ( Agedo, Arcigay. EqualitY Italia) gli insegnanti. La scuola . E’lì che i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo. nella mia vita ho avuto sempre degli ottimi insegnanti. delle guide- dei modelli di riferimento forti, stabili. Ho potuto costruire la mia personalità avendo come riferimento punti fermi. Per questo non ho paura e non provo “vergogna” ad essere quello che sono. Nella scuola fenomeni come l’omofobia, il bullismo, fenomeni comunque legati alla violenza e alla fobia, appunto paura , del diverso sono sempre molto frequenti.

Striscione di protesta e solidarietà in v.le A.Moro (St)

Un passato caso di omofobia a Manfredonia, striscione di protesta e solidarietà in v.le A.Moro (St)

Poi bisogna dire anche che molti ragazzi e ragazze, purtroppo vivono discriminazioni legate alla propria sessualità soprattutto nel luogo dove dovrebbero invece sentirsi più sicuri, protetti, compresi: la famiglia. Raccolgo sempre più testimonianze di ragazzi/e , amici e amiche, che in famiglia subiscono attacchi a volte davvero spaventosi da parte di familiari ( troppo spesso i genitori) per il loro orientamento sessuale. Genitori che arrivano a chiudere in casa, malmenare , disprezzare i figli e sputargli addosso rabbia e sdegno. E’ terribile. E mi fa inorridire. Più di qualunque episodio di omofobia di “borgata” ! Ma non giudico. Non condanno un genitore che semplicemente non conosce. Non ha strumenti per affrontare il suo disagio, il suo dolore, la sua inadeguatezza. Forse anche quello è un modo per proteggerlo un figlio da una società che “non accetta”? Forse è un modo per sperare di non darlo in pasto all’ignoranza e al disprezzo collettivo? Forse penseranno, “è meglio che lo faccio io che sono tuo padre, o tua madre”, piuttosto che un estraneo? NOn lo so. Non voglio pensare che sia solo per un fatto culturale legato alle apparenze. Per fortuna per me non è stato così. Il mio “coming out” non è stato così traumatico. I miei genitori mi amano e hanno imparato negli anni il modo migliore per dimostrarmelo. Rispettandomi. Rispettando e sostenendo le mie scelte, il mio modo di essere, il mio essere. Non finirò mai di ringraziare la mia famiglia. Forse è ‘importante per questo che esista l’ Agedo ( associazione di amici , genitori , parenti delle persone omosessuali ) a Foggia.

SQ- L’ultimo episodio di violenza, come e dove è avvenuto?
FB E’avvenuto la mattina del 30 dicembre, intorno alle 12,30 presso il 2°piano di zona. Il ragazzo è stato preso a sassate , da un ragazzo che da circa 2 mesi gli vomitava addosso insulti ogni volta che lo incrociava per strada. Come vuoi che si sia sentito? Tradito. Tradito dal suo paese. Dalla sua terra. Ciò che ha pensato è “Vado via”. Qui non posso restare. Un’ altra considerazione, rispetto all’omofobia che mi viene da fare in proposito , è che questa alle volte non è evidente e cruenta, ma subdola e strisciante. Quando un omosessuale “Evidente” cerca lavoro ( e già la crisi economica non aiuta nessuno, non fa eccezioni) per lui o per lei, è DUE volte più difficile. Si, perché se sei UOMO e non rispecchi i canoni di mascolinità stabiliti dalla società in cui vivi , e per Manfredonia questo è un aspetto innegabile, il lavoro non lo trovi. A meno che non ti metti a fare il parrucchiere. Idem per una donna che non sa stare sui tacchi… Non fa nemmeno la commessa. Naturalmente questa non è l’unica ragione del fatto che ci sia o non lavoro, ma è un’aggravante.

SQ – Quali sono le risposte adeguate, oltre la mobilitazione civile contro ogni forma di violenza, cosa pensi sia necessario proporre all’intera cittadinanza? Quali i limiti culturali di Manfredonia?
FB– Che dire, una proposta che ci viene dal cuore e per cui stiamo lottando fervidamente e in Italia molti sono i comuni che hanno già sostenuto l’iniziativa , è l’istituzione del registro per le unioni civili. Un gesto simbolico, certo, senza alcun valore giuridico, certo. Ma che di sicuro traccia una linea netta al confine tra l’accoglienza, il rispetto per la dignità umana e per l’amore, in qualunque forma esso si esprime, e la discriminazione, il “ti rispetto ma non condivido”. Io vorrei che questa città desse un segnale illuminista , se mi consenti il termine. Dideròt, illuminista francese diceva ” Non sono d’accordo su ciò che tu dici, ma mi batterò affinché tu possa dirlo liberamente”. Queste parole , da sempre incise nel mio cuore, sono state l’ispirazione per tutte le battaglie che ho ingaggiato. E’ ora che Manfredonia, se anche “non condivide” ( perché non tutti i cittadini la pensano in un modo) dia un segnale di alto valore morale e civile.

Stiamo mettendo su un iniziativa condivisa, l’asse Taranto – Manfredonia mi piace chiamarla. I pilastri portanti , ai due estremi della Puglia, i due golfi principali , uniti , insieme per la causa comune: non solo lotta all’omofobia. Ma costruire una mentalità aperta e accogliente verso tutti. Non solo contrastare ciò che è male. Ma impegnarsi per alimentare e far crescere il bene. E sono sicura che troveremo riscontro positivo verso le istituzioni cittadine, primo fra tutti il Sindaco , che ringrazio per tutta la solidarietà espressa schierandosi pubblicamente contro ogni forma di discriminazione e violenza. Attualmente mi sto impegnando per la costruzione della rete di Equality Italia, una rete trasversale che mette insieme associazioni, enti , persone che vogliono impegnarsi per i diritti civili”.

Omofobia e dintorni. L’assessore di Lecce Ripa al Governatore Vendola: “signorina e turbato”. Lui si scusa, niente dimissioni. Focus e Le dimissioni nel pomeriggio

mariapia.telera@statoquotidiano.it

Omofobia, Brancati: “alla violenza rispondiamo con una guerra. Bianca” ultima modifica: 2012-01-09T17:56:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Anonimo

    lui è una persona speciale davvero ho avuto modo di conoscerlo….è squisito assolutamente non deve andar via xkè non si sentirebbe accettato questa è scelta degl altri….la scelta sara’ tua
    termino col dire al tipino da 2 centesini ke se ti avessi vivo tra le mie mani a sassate di certo non ti prenderei…lascio a te immaginare bastardo!!!!!!! e cfresci noi amiamo non ammazziamo e prendiamo a sassate nessuno ma se proprio vuoi…a manfredonia gli omosessuali non sono poki…anzi…guardati te e in famiglia…


  • Anonimo

    avvocato dei pop corn e proprio qui lo dovevi mettere questo artikolo?????????
    sei proprio un avvocato


  • Mattuccill senza vucill

    Condivido l’accezione del termine gay: good as you. Persone esattamente uguali a noi.
    Conosco omosessuali i cui caratteri attreaversano tutti i gradienti che vanno dallo stronzo all’estremamente docile.
    Non ho avuto una educazione diversa da tutti gli altri della mia età (40), tuttavia ho la fortuna di aver sempre avuto amici omosessuali che mi arricchiscono perché racchiudono spesso le caratteristiche di entrambi i sessi.
    Sono orgoglioso di avere tanti amici omosessuali!!!
    Di contro spesso l’omosessualità su associa ad una spiccata perversione.
    Seguite l’esempio di Francesca ed altri coraggiosi che conosco: scommettete sull’amore.


  • Pina

    Il mondo è bello perchè è vario.


  • antonio

    CIAO PINA, CONCORDO CON TE…..PERKE NN CI DICHIARIMAO TUTTI E TUTTE E FACCIMAO UN CIRCOLO A MANFREDONIA? SECONDO ME SAREBBE NA BELLA IDEA, SAI, L’INITO è ANKE PER LE PERSONE SPOSATE, KE COME ME, MIA MOGLIE SA TUTTO, SENZA TABU’ ANZI, NE è ORGOGLIOSA CIAO FATEMI SAPERE


  • Salvatore Clemente

    Scusa Antonio, ma tu sei gay e sposato?
    Saranno pure affari tuoi e di tua moglie, ma non sarebbe stato meglio se avessi cercato un parner gay?
    E’ vero che la società non approva le vostre unioni e ne siete frustrati.
    Vi consoli il fatto che io ed una parte della società comunque vi considera normali esseri umani.
    Tuttavia il matrimonio (soprattutto se religioso) è una istituzione che ha delle regole. Non penso che un omo ed un etero possano rispettare tali regole.
    Non considerare la mia critica distruttiva e omofobica, anzi, la mia è una critica costruttiva tesa a favorire l’unione tra omosessuali che si amano e decidono di condividere un percorso di vita insieme, soggiacendo ai doveri e godendo dei diritti che potrebbero sorgere con una auspicata legge ad hoc.

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