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Morto al Gemelli di Roma l'immunologo di fama mondiale, massimo esperto di AIDS

Fernando Aiuti: il coraggio in una fotografia

Soffriva di una grave cardiopatia, dimostrò come con il bacio non ci fosse richio di contrarre l’HIV


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Era il 2 dicembre del 1991 quando davanti alle telecamere di tutto il mondo, Fernando Aiuti, l’immunologo che ha speso gran parte della sua vita allo studio dell’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) decise di baciare sulla bocca Rosaria Iardino, una giovane sieropositiva che insieme a lui non ha mai smesso di fare propaganda informativa per far conoscere la malattia. Quel momento, immortalato da una foto scattata da un reporter durante un Congresso alla Fiera di Cagliari, fu un gesto simbolico ma estremamente plateale per dimostrare come i suoi studi e quelli di altri avessero una grande ed edificante convinzione circa la trasmissione dell’HIV: il bacio e quindi la via orale, non era e non può essere causa di contagio. Pioniere di una malattia che quest’anno ha compiuto 40 anni, è anche grazie a lui e alle sue ricerche che questa sindrome ha avuto i suoi grandi progressi in campo medico.

Trent’anni di vita spesi alla sensibilizzazione ed alla prevenzione dell’AIDS, ricordato con profondo affetto da tutti i suoi pazienti che ne hanno sempre sottolineato la profonda professionalità ed umanità. Classe 1935, una laurea in medicina alla Sapienza di Roma, libero docente sulle malattie infettive ed immunologiche, infettivologo presso il Policlinico Umberto I di Roma con oltre 500 pubblicazioni, una carriera in ascesa che lo ha portato anche a fondare l’Associazione Nazionale per la lotta contro l’AIDS, ANLAIDS, un punto di riferimento per tutti i malati e non. Con Fernando Aiuti se ne va il coraggio di un uomo, prima che di un medico perché si è sempre battuto a favore dell’emarginazione a cui erano e sono soggetti i malati di HIV. Fu proprio con quel bacio che  provò a sfidare i pregiudizi dell’epoca e proprio in un’intervista il Professore tenne a spiegare che “era servito a togliere dubbi a molte persone, ma non a tutti, visto che esistono ancora questi episodi di non conoscenza del problema”.

Da quel giorno, dopo quello scatto rivoluzionario, nato come protesta per la giusta informazione scientifica sulla modalità di trasmissione della malattia, si sono susseguite altre campagne informative dove Aiuti ha sempre dato un enorme contributo personale per mettere al corrente anche l’opinione pubblica dei continui passi avanti che la medicina stava facendo e continua a fare.

A cura di Francescapaola Iannaccone

Fernando Aiuti: il coraggio in una fotografia ultima modifica: 2019-01-09T18:33:58+00:00 da Redazione



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