Edizione n° 6213

BALLON D'ESSAI

SAN GIOVANNI ROTONDO // La verità non ha bisogno di padrini
8 Ottobre 2026 - ore  13:30

CALEMBOUR

FOGGIA MOVIDA // Foggia, sequestrato un locale della movida: musica e intrattenimento senza autorizzazioni
8 Ottobre 2026 - ore  09:09

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

RINALDI “Zepeppe e Seponde” (personaggi popolari entrati nell’immaginario collettivo del Carnevale di Manfredonia)

Testo a cura di Franco Rinaldi

AUTORE:
Franco Rinaldi
PUBBLICATO IL:
9 Febbraio 2024
Cultura // Manfredonia //

Manfredonia. La rappresentazione di questi due popolari personaggi popolari nelle opere artistiche e nei travestimenti, fanno sì, che  sono entrati ormai da tempo, nell’immaginario collettivo  del carnevale di Manfredonia. In realtà, a  Manfredonia, per tradizione, la maschera simbolo del carnevale è:  “Zepèppe Carnevéle”. Sicuramente, la scelta della raffigurazione di “Zepèppe”, frutto della fantasia popolare si perde nella notte dei tempi.

Un fantoccio di paglia, vestito alla cafona, che rappresenta un contadino, che volendosi divertire, viene in Città alla vigilia del Baccanale  e trascorre in euforia, i tre giorni di carnevale per poi morire il Martedì Grasso di  “pendure” (di broncopolmonite) ed essere ahimè bruciato. Era usanza in loco,  prima di carnevale,  ubicare il fantoccio di paglia seduto su una sedia, con il fiasco di vino in mano, in alto,  sui tetti delle case, sui torrioni e vicino ai balconi delle case, per indicare a tutti che era iniziato i carnevale.  Il fantoccio di paglia  “Zepèppe”, era posto in alto perché era  considerato nel corso dei Baccanali sipontini,  il “Re” della Città, e quindi posto  in bella vista, perchè  tutti lo potessero notare e dire: “ui, Zepèppe de pagghje” oppure “uì ddica stè Zepèppe carnevéle”.

Dagli inizi degli  anni ’70,  del secolo scorso, si è voluto affiancare al leggendario “Zepèppe”, personaggio simbolo del Carnevale sipontino, la leggiadra moglie “Sepònde”.

Quest’ultima, va detto, ha un nome comune, che un tempo veniva dato in loco alle donne sipontine. I due personaggi popolari “Zepèppe e Sepònde”, hanno dato spunto per la realizzazione di rappresentazioni teatrali scolaresche, tenute in alcune edizioni del Carnevale,  dal titolo: “Venti minuti con il tuo Carnevale”, e poi ancora, in travestimenti e manifestazioni carnascialesche, come l’arrivo dai “Ze Pèppe carnevele ca vone dalla cambagne”. Quest’ultimo evento,  per la verità, ha  luogo tuttora, il sabato sera,  vigilia dei tre giorni clou del Carnevale.

I due personaggi “Zepèppe e Sepònde”, arrivano   in città a piedi o in carrozza, accolti festosamente,  con Zepèppe vestito da campagnolo con il suo immancabile fiasco di vino, mentre “Sepònde”  in abito da popolana o da sposa (nella parodia del matrimonio di Zepèppe), e annunciano  con il loro arrivo l’inizio del Carnevale. Sempre “Sepònde”, l’ultimo giorno di carnevale (Martedì Grasso), in veste nera da vedova, e insieme ad altre maschere, segue  Zepèppe morto di “pendure” di (pleuropolmonite), tra pianti e urla sguaiate in chiave carnascialesca. Il pupazzo,  posto in posizione supina, su una sorta di letto di legno “carrètte”,  viene accompagnato, come vuole la tradizione,  nel sito destinato,  dove viene bruciato.

Il fantoccio di paglia, fino ad alcuni anni fa, veniva solitamente dato fuoco in zona “terra gialle”, nei pressi dell’ingresso Porto di Levante, accompagnato in alcune occasione anche dalla banda cittadina.

Dagli anni ’70,   “Zepèppe e Sepònde”, sono stati e  sono tuttora,  rappresentati insieme  e in  maniera mirabile, da bravi maestri locali impegnati  nella costruzione dei carri allegorici di cartapesta, e da talentuosi  vignettisti, pittori, disegnatori, e riprodotti da  scultori e scultrici  di ceramiche artistiche. Insomma, i  due simpaticissimi personaggi popolari, sono ormai  inseriti  a pieno titolo,  nell’immaginario collettivo del Carnevale di Manfredonia.

**Copertina dell’articolo: “Illustrazione satirica-allegorica di Francesco Granatiero (tutti diritti riservati). Opera pubblicata, nel 2012, sulla rivista ufficiale del Carnevale di Manfredonia”.

Lascia un commento

“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO