Manfredonia. La rappresentazione di questi due popolari personaggi popolari nelle opere artistiche e nei travestimenti, fanno sì, che sono entrati ormai da tempo, nell’immaginario collettivo del carnevale di Manfredonia. In realtà, a Manfredonia, per tradizione, la maschera simbolo del carnevale è: “Zepèppe Carnevéle”. Sicuramente, la scelta della raffigurazione di “Zepèppe”, frutto della fantasia popolare si perde nella notte dei tempi.
Un fantoccio di paglia, vestito alla cafona, che rappresenta un contadino, che volendosi divertire, viene in Città alla vigilia del Baccanale e trascorre in euforia, i tre giorni di carnevale per poi morire il Martedì Grasso di “pendure” (di broncopolmonite) ed essere ahimè bruciato. Era usanza in loco, prima di carnevale, ubicare il fantoccio di paglia seduto su una sedia, con il fiasco di vino in mano, in alto, sui tetti delle case, sui torrioni e vicino ai balconi delle case, per indicare a tutti che era iniziato i carnevale. Il fantoccio di paglia “Zepèppe”, era posto in alto perché era considerato nel corso dei Baccanali sipontini, il “Re” della Città, e quindi posto in bella vista, perchè tutti lo potessero notare e dire: “ui, Zepèppe de pagghje” oppure “uì ddica stè Zepèppe carnevéle”.
Dagli inizi degli anni ’70, del secolo scorso, si è voluto affiancare al leggendario “Zepèppe”, personaggio simbolo del Carnevale sipontino, la leggiadra moglie “Sepònde”.
Quest’ultima, va detto, ha un nome comune, che un tempo veniva dato in loco alle donne sipontine. I due personaggi popolari “Zepèppe e Sepònde”, hanno dato spunto per la realizzazione di rappresentazioni teatrali scolaresche, tenute in alcune edizioni del Carnevale, dal titolo: “Venti minuti con il tuo Carnevale”, e poi ancora, in travestimenti e manifestazioni carnascialesche, come l’arrivo dai “Ze Pèppe carnevele ca vone dalla cambagne”. Quest’ultimo evento, per la verità, ha luogo tuttora, il sabato sera, vigilia dei tre giorni clou del Carnevale.
I due personaggi “Zepèppe e Sepònde”, arrivano in città a piedi o in carrozza, accolti festosamente, con Zepèppe vestito da campagnolo con il suo immancabile fiasco di vino, mentre “Sepònde” in abito da popolana o da sposa (nella parodia del matrimonio di Zepèppe), e annunciano con il loro arrivo l’inizio del Carnevale. Sempre “Sepònde”, l’ultimo giorno di carnevale (Martedì Grasso), in veste nera da vedova, e insieme ad altre maschere, segue Zepèppe morto di “pendure” di (pleuropolmonite), tra pianti e urla sguaiate in chiave carnascialesca. Il pupazzo, posto in posizione supina, su una sorta di letto di legno “carrètte”, viene accompagnato, come vuole la tradizione, nel sito destinato, dove viene bruciato.
Il fantoccio di paglia, fino ad alcuni anni fa, veniva solitamente dato fuoco in zona “terra gialle”, nei pressi dell’ingresso Porto di Levante, accompagnato in alcune occasione anche dalla banda cittadina.
Dagli anni ’70, “Zepèppe e Sepònde”, sono stati e sono tuttora, rappresentati insieme e in maniera mirabile, da bravi maestri locali impegnati nella costruzione dei carri allegorici di cartapesta, e da talentuosi vignettisti, pittori, disegnatori, e riprodotti da scultori e scultrici di ceramiche artistiche. Insomma, i due simpaticissimi personaggi popolari, sono ormai inseriti a pieno titolo, nell’immaginario collettivo del Carnevale di Manfredonia.
**Copertina dell’articolo: “Illustrazione satirica-allegorica di Francesco Granatiero (tutti diritti riservati). Opera pubblicata, nel 2012, sulla rivista ufficiale del Carnevale di Manfredonia”.














