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Demolizione Torri di Prilling, nuovo crono programma. All’interno dei siti (F-V)

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
9 Marzo 2012
Manfredonia //

Interno UREA 2 (Copyright ST)
Manfredonia – CONDIZIONI climatiche permettendo, fine lavori per l’UREA 1 entro inizio luglio; fine lavori per l’UREA 2 nella III^ settimana di agosto. Così dal crono programma odierno relativo alla demolizione delle Torri di Prilling – ( Focus lavori, incontri, riunioni, rimostranze Gruppo Sangalli) – con documento che dovrebbe presto essere inviato alla Sindyal. I lavori continuano al rilento da metà novembre, data fissata per l’attivazione delle opere. Le principali difficoltà sarebbero derivate dalle condizioni climatiche, in primis il vento, con ripercussioni (oscillazioni eccessive) sulla FLY, applicazione montata sulla seconda gru per lo smantellamento delle torri. Causa problematiche emerse sulla seconda gru montata nell’Isola 5 – dell’area ex Enichem di Macchia/Monte Sant’Angelo – previsto il montaggio di un terzo mezzo.

Mentre sarebbe terminata la rimozione della copertura metallica esterna (in superficie), con trancio bulloni ed altro, a breve si dovrebbe passare all’estrazione delle parti interne. Dunque lo smantellamento dall’alto dell’UREA 1 in parallelo con l’altra torre. Complessivamente 2 gli operatori attivi , con mezzi telecomandati.


SMALTIMENTO MATERIALE PRESSO UNA DISCARICA DI LUCERA.
La ditta DFG di Manfredonia si sarebbe già occupata della rimozione del materiale di demolizione portandolo in una discarica di Lucera, essendo stati considerati i rifiuti come “non pericolosi”. Così dopo la fase di caratterizzazione dell’area, oltre alle analisi biologiche e gli esami di qualità dell’aria e delle polveri che avrebbero fatto risultare dei valori di arsenico “nella norma”. Per il rispetto dell’odierno crono programma molto dipenderà dalle condizioni climatiche e dalla stabilità dei mezzi (gru) per la rimozione delle torri.

I PRECEDENTI INCONTRI: IL CAMBIO NELLA METODOLOGIA DI ABBATTIMENTO DELLE TORRI. I timori dell’imprenditore Sangalli Come si ricorderà, il 12 ottobre si era svolta la riunione, nella sede di Syndial, per stabilire tempi, modi e metolodogie di sicurezza prima dell’abbattimento delle torri. Questo ricordando come i lavori per l’abbattimento delle due torri di Prilling (di 16 per 65 e 19 per 70 metri di diametro per altezza, utili, con il petrolchimico in funzione, per la solidificazione dell’urea liquida, dopo che nei cestelli granulometrici delle torri – tramite tubazioni – si solidificava per uscire sotto forma di sfere e da qui – tramite fori – nuovamente negli impianti attraverso nastri trasportatori fino ad arrivare nei magazzini) rientrano nelle “demolizioni delle opere civili connesse agli impianti ammoniaca urea già demoliti, siti nell’Isola 5 all’interno dello stabilimento Syndial”, DIA prot.6502 del 14.06.2011, partiti ufficialmente lo scorso 7 luglio 2011, dopo la riunione propedeutica del 14 giugno e le fasi di accantieramento del 23 giugno 2011. In particolare si fa riferimento ad una seconda fase dei lavori.

Interno UREA (Copyright ST)
Dopo le numerose voci su un abbattimento tramite dinamite (ma con tutte le smentite del caso) si era parlato inizialmente di demolire le torri (in questa seconda fase dei lavori) tramite una gru con una pinza in azione dall’alto verso il basso dei manufatti. In seguito l’ipotesi della caduta cd programmata e i timori dell’imprenditore Sangalli – dell’omonima azienda produttrice di vetro – per le possibili ripercussioni delle vibrazioni sul forno di produzione. Dunque, con le ditte pronte per la demolizione, improvvisa retromarcia nel piano dei lavori. Così dopo la riunione del 12 ottobre alla presenza tra l’altro delle due amministrazioni comunali di Manfredonia e Monte Sant’Angelo, Moosmode Sas, sub-appaltatrici De Cristofaro srl, F.lli Omini spa, i responsabili Syndyal, il direttore dei lavori ing. Matteo Palumbo e il responsabile lavori e coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione il dott. Ing. Domenichino Bisceglia , i responsabili della Sangalli Vetro di Manfredonia, il direttore amministrativo della Inside srl, il sindacalista della Filctem Cgil di Foggia Luigi Lauriola, il presidente dell’Asi Foggia on. Franco Mastroluca, il responsabile area dell’Asi Fg Marseglia M., il geoprospector prof. Alberto Quarto e Ruggiero Quarto, il geologo della Mosmode Biagio Ciuffreda, emersero le preoccupazioni di Sangalli per le possibili ripercussioni sul forno di produzione (possibile alterazioni causa ipotetico impatto su un impianto con un ciclo di vita di 12/14 anni, installato nel maggio 2002, con uno spessore che si sarebbe ridotto nel tempo e protetto, a riguardo, con una calotta di metallo. Un forno costituito da mattoni refrattari sovrapposti, un peso di circa 1300 tonnellate, con vetro fuso a 1600 gradi di temperatura e la presenza di un liquido dal quale deriverebbe la determinazione finale della materia prima). Preoccupazioni espresse prima della riunione odierna anche attraverso una lettera inviata ai vari responsabili e le istituzioni. Questo nonostante la ditta Mosmode sas (di Giuseppe Cannavale e c. di Crotone, committente ed affidataria dei lavori, già interessata alla prima fase dei lavori di demolizione, nel 2007-2008 con un Ati e l’Agecos dei f.lli Bonassisa) avesse sempre confidato in una risposta “strettamente tecnica” dell’azienda per “giustificare le ipotetiche ripercussioni sul forno di produzione”. Ma Sangalli – sospinto anche dal benestare delle due amministrazioni – aveva continuato a premere per una demolizione dall’alto “pezzo per pezzo”, come inizialmente ipotizzato. “Lo facciamo solo per il territorio – disse a Stato il responsabile della Mosmode G.Cannavale, riferendosi alla metolodogia per le demolizioni – non certo per la Manfredonia Vetro”.

Le relazioni del geotecnologo prof. Ruggero Quarto (su indicazioni delle imprese dei lavori) avevano invece accertato che non si sarebbero prodotte in alcun modo “vibrazioni significative” sul forno di produzione e comunque “inferiori” a qualsiasi scossa sismica ipotetica nell’area o nel circondario. Le attività di routine, dunque quotidiane all’interno della Sangalli – e dunque produzioni, passaggi di mezzi e camion nell’area dello stabilimento – produrrebbero delle vibrazioni – secondo gli studi del prof. R.Quarto – “comunque maggiori” rispetto a quelle che sarebbero state originate con la demolizione delle torri tramite la cd caduta programmata. Vale a dire: l’utilizzo di un escavatore telecomandato a distanza, senza operai e con un raggio di caduta di circa 100 metri, con dei tagli alla base delle colonne per originare uno sbaricentramento del manufatto in cemento armato e la successiva caduta delle torri.
Si ricorda che la preoccupazione per l’abbattimento delle torri – nonostante la problematica non sembrò emergere durante la riunione – restò anche quella delle presenza di polveri inquinanti post-abbattimento. Ovvero per il sollevamento delle stesse a seguito della demolizione delle torri. Si era in attesa della caratterizzazione del suolo e dei responsi dell’Arpa, che avrebbe già effettuato dei sondaggi (anche sulle polveri superficiali e non presenti nel suolo circostante, per verificare la possibile presenza di arsenico). Dei laboratori specializzati (privati) correlati alla svolgimento dei lavori avrebbero eseguito delle analisi – per conto degli appaltatori dei lavori – per rilevare la presenza di arsenico sulle pareti esterne delle torri. Ma in base a quanto emerso tutti le analisi avrebbero dato “valori nella norma”.

VIDEO – 02.12.2011


g.defilippo@statoquotidiano.it@RR

1 commento su "Demolizione Torri di Prilling, nuovo crono programma. All’interno dei siti (F-V)"

  1. ma si possono fare dei lavori in estate le finestre saranno aperte che gia’ non si respira ci dobbiamo assorbire pure i veleni .rivedete il periodo grazie

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