Politica
Martedì previsto un nuovo voto, mentre si avvicina la scadenza del 29 marzo

Brexit, May: “Se bocciate il mio accordo non lasceremo mai la Ue”

Il caponegoziatore Ue Barnier intanto offre "l'uscita unilaterale" dal controverso "backstop" per l'Irlanda del Nord: ma c'è una clausola inaccettabile per i brexiters


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“È il momento di dire sì, altrimenti la Brexit potrebbe essere annacquata o, peggio, cancellata”. Theresa May si sta giocando le ultime carte per far passare entro martedì prossimo il suo faticosissimo accordo sulla Brexit e così oggi è andata a Grimsby, grazioso fortino dell’antieuropeismo (qui nel 2016 il 72% ha votato per uscire dall’Ue), sulla costa nord-orientale dell’Inghilterra. Davanti a una platea di operai e piccoli imprenditori, la premier britannica ha ribadito per l’ennesima volta che il suo accordo sulla Brexit è l’unico possibile, che le altre strade (inclusa la possibile estensione della scadenza del 29 marzo, oltre la quale c’è lo strapiombo del No Deal) possono far deragliare definitivamente la fuga del Regno Unito dall’Ue e che l’Europa stessa deve fare di più: “Tutti dobbiamo fare uno sforzo per raggiungere il nostro obiettivo, anche l’Ue, perché il No Deal interessa anche loro”.

Il riferimento di May è agli estenuanti negoziati in corso a Bruxelles per risolvere lo stallo del “backstop”, cioè la controversa clausola imposta dall’Ue sull’Irlanda del Nord che fino a un accordo definitivo rimarrebbe nell’unione doganale europea per preservare sia il confine fluido e pacifico tra le due Irlande sia il mercato unico europeo. Per gli alfieri della Brexit, come i ribelli conservatori Jacob Rees-Mogg e Boris Johnson, è una trappola per non permettere mai a Londra “di sganciarsi dal carrozzone europeo”. Dunque May, per placare gli animi nel suo partito e recuperare il consenso perduto, sta cercando tramite il ministro della Brexit Barclay e l’attorney general (il massimo legale) del governo, il baritonale poeta mancato Geoffrey Cox, di rompere il muro europeo e assicurarsi una possibilità di uscita unilaterale dal backstop o almeno un tempo limite di implementazione.

Il caponegoziatore dell’Ue Michel Barnier, nel pomeriggio su Twitter, ha rilanciato un’offerta apparentemente molto appetibile: “Abbiamo offerto al Regno Unito la possibilità, legalmente vincolante, di uscire unilateralmente dal backstop per quanto riguarda l’unione doganale, mentre rimarrebbero validi tutti gli altri elementi del backstop”. Ecco l’inghippo che già fa infuriare in privato i brexiters e gli unionisti nordirlandesi del Dup, alleati di May in Parlamento: quando Barnier dice “mentre rimarrebbero validi tutti gli altri elementi del backstop” si riferisce al fatto che solo la Gran Bretagna potrebbe uscire unilateralmente dal backstop, mentre l’Irlanda del Nord verrebbe lasciata al suo destino per preservare la fluidità del confine. Questo avrebbe due grosse conseguenze: l’Irlanda del Nord avrebbe regole, soprattutto commerciali, diverse dal resto del Regno Unito (fino a quando non ci sarà una soluzione definitiva e quindi col backstop in vigore) e soprattutto verrebbe installato inevitabilmente una sorta di dogana nel Mar d’Irlanda, soluzione sempre esecrata dai conservatori ribelli e dalla stessa May, che ha rifiutato questa stessa offerta diversi mesi fa.

Intanto, dopo le minacce di fuga di quelli stranieri, gli imprenditori britannici stanno perdendo la pazienza e oggi il vicepresidente della Confindustria di Londra ha detto che “May deve prevedere un piano B, perché così è un gioco al massacro”. Qui spunta Jeremy Corbyn: con il secondo referendum ipotesi oramai sempre più remota (l’annunciato emendamento del Labour deve ancora arrivare e Corbyn è il primo a non esserne affatto convinto), il suo piano alternativo sulla Brexit (che prevede unione doganale e una sorta di mercato unico) comincia a fare breccia. Il leader laburista in questi giorni ha incontrato i conservatori europeisti per tirarli dalla sua parte. Al momento il piano Corbyn, incensato da Juncker, Tusk e altri politici europei, è solo una magnifica illusione, perché non ha la maggioranza in Parlamento. Ma più passano i giorni più la sua alternativa diventa credibile. E a quel punto potrebbe diventare l’ennesima, clamorosa sorpresa della Brexit.

 

Fonte: Repubblica

Brexit, May: “Se bocciate il mio accordo non lasceremo mai la Ue” ultima modifica: 2019-03-09T18:00:46+00:00 da Redazione



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