Il tema dell’emergenza ambientale a Borgo Mezzanone torna con forza nell’aula del Consiglio comunale di Manfredonia, dove il consigliere Giuseppe Marasco ha sollevato una dura interrogazione sullo smaltimento illegale di pneumatici e rifiuti nell’area dell’ex pista militare.
Nel suo intervento, Marasco ha descritto una situazione “anomala” e ormai strutturale: nella zona a sud della pista, fuori dal perimetro istituzionale del CARA, si accumulano rifiuti di ogni tipo, in particolare gomme di auto e trattori abbandonate illegalmente. Un fenomeno aggravato dagli incendi che, come documentato anche da immagini e video diffusi sui media locali, hanno già interessato centinaia di pneumatici.
“Cosa fa questa amministrazione per evitare ulteriori sversamenti e per tutelare l’ambiente, l’aria e le falde acquifere?” ha chiesto il consigliere, sottolineando i rischi sanitari derivanti dalla combustione dei materiali. Il riferimento è diretto alle conseguenze sulla salute pubblica e sull’agricoltura: “Il fumo si deposita sui prodotti che mangiamo”, ha affermato, collegando l’inquinamento a possibili effetti sulla qualità della vita.
Nel suo intervento, Marasco ha comunque riconosciuto un’azione positiva dell’amministrazione, relativa alla rimozione di circa quaranta carcasse di auto, ma ha evidenziato il rischio che il fenomeno si ripresenti in assenza di controlli strutturali.
La risposta dell’assessora alla Sostenibilità, Mariarita Valentino, ha chiarito i limiti di competenza del Comune: l’area, pur ricadendo nel territorio di Manfredonia, è nella disponibilità del Ministero della Difesa e, in parte, di altri comuni. Una precisazione che sposta il baricentro dell’intervento su altri enti istituzionali.
L’assessora ha però illustrato un’azione concreta già in corso: un intervento di bonifica finanziato nell’ambito del CIS Capitanata per circa 3,4 milioni di euro, gestito dalla Provincia di Foggia. I lavori sono attivi da circa un anno e risultano già impegnate oltre il 60% delle risorse. La rimozione degli pneumatici, non soggetti a caratterizzazione, è prevista in una fase successiva, con conclusione stimata entro l’estate 2026.
Parallelamente, il Comune ha chiesto la convocazione di un tavolo istituzionale in Prefettura per affrontare in modo coordinato una situazione definita “complessa”.
Nella replica, Marasco ha ribadito le proprie preoccupazioni, sottolineando che gli effetti dell’inquinamento non si fermano ai confini amministrativi: “Il fumo non si ferma sulla pista, arriva nei nostri terreni agricoli”. Da qui la richiesta di atti formali con cui il Comune abbia diffidato i soggetti competenti a intervenire.
A cura di Michele Solatia.




Consigliere, mi fai una interrogazione? “Pcrche nelle notti estive non si vedono più i” spruijgne”? La riprova è l’enorme aumento di “zambane”. Grazie