MANFREDONIA — Tensione e preoccupazione, nella tarda mattinata di oggi, all’esterno di un istituto scolastico di Manfredonia, dove un collaboratore scolastico è stato aggredito da un giovane che, secondo quanto emerso, sarebbe stato già individuato dalle forze dell’ordine.
L’episodio si è verificato intorno alle 13.30, in concomitanza con l’uscita degli studenti. In base a una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio degli investigatori, un ragazzo estraneo all’istituto si sarebbe presentato nei pressi della scuola già prima del termine delle lezioni, con l’intenzione di parlare con una studentessa, indicata da alcuni come la sua presunta fidanzata.
La presenza del giovane non sarebbe però passata inosservata. Il personale scolastico, nel rispetto delle regole di sicurezza e delle disposizioni previste per la tutela degli studenti e dell’ambiente scolastico, lo avrebbe invitato ad allontanarsi, chiarendo che non era autorizzato a sostare all’esterno dell’edificio né a intrattenersi in un’area sensibile proprio nell’orario di uscita dei ragazzi. Secondo quanto trapela, il giovane si sarebbe inizialmente allontanato, salvo poi fare ritorno poco dopo, approfittando del momento di maggiore afflusso e confusione legato all’uscita degli studenti.
A quel punto, sempre secondo la ricostruzione sinora disponibile, avrebbe raggiunto il collaboratore scolastico che poco prima lo aveva richiamato, rivolgendogli frasi minacciose. Subito dopo sarebbe scattata l’aggressione fisica. Il dipendente scolastico, 62 anni, in servizio da oltre vent’anni presso l’istituto, sarebbe stato colpito con un pugno al volto, riportando ferite che hanno reso necessario il trasferimento al pronto soccorso.
I soccorsi sono stati immediati. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure all’uomo prima del successivo accompagnamento in ospedale. Secondo quanto si apprende nelle ore successive all’accaduto, al collaboratore scolastico sarebbero stati applicati alcuni punti di sutura e i medici gli avrebbero assegnato una prognosi di otto giorni. Fortunatamente, nonostante lo shock e le ferite riportate, le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione.
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti anche i Carabinieri, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, raccogliere testimonianze e verificare eventuali responsabilità. Secondo le ultime informazioni, l’autore dell’aggressione sarebbe già stato individuato. Restano ora da chiarire tutti i contorni della vicenda, compresi eventuali episodi precedenti o situazioni già note che potrebbero aver riguardato il soggetto coinvolto.
Da quanto emerso, il collaboratore scolastico, dopo essere stato medicato, si sarebbe recato presso le forze dell’ordine, accompagnato da un collaboratore del dirigente, per formalizzare la denuncia. Un passaggio che potrebbe risultare decisivo ai fini dell’inchiesta e dell’eventuale contestazione dei reati legati all’aggressione.

Sull’episodio è intervenuto anche il dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Roncalli-Fermi-Rotundi-Euclide” di Manfredonia, prof. Roberto Menga, che ha espresso con fermezza la propria condanna per quanto accaduto.
«Purtroppo oggi non ero presente a scuola perché ero in ferie. Mi hanno riferito quanto accaduto. Posso dirle che il collaboratore scolastico è stato medicato al pronto soccorso e, fortunatamente, sta bene. Successivamente, accompagnato da un mio collaboratore, si è recato presso le forze dell’ordine per sporgere denuncia. Esprimo il mio sconcerto e profondo sdegno per quanto accaduto», dichiara a StatoQuotidiano.it il dirigente scolastico.
Nelle prossime ore saranno probabilmente acquisiti ulteriori elementi utili a definire il quadro completo dell’accaduto. Le indagini sono in corso.




Auspicabile che il Dirigente ora non lasci solo il Collaboratore scolastico nella sua battaglia legale per mettere letteralmente in mutande l’aggressore.
si, metterlo letteralmente in mutande, l’unica cosa che può capire.
Ormai la scuola e la sanità sono continuamente sotto attacco. Prima i genitori degli alunni, ora anche i presunti fidanzati credono con tracotanza e spavalderia di poter fare tutto quello che passa loro per la testa. Ammesso che ne abbiano una.
È dilagante oramai il concetto del ” Tanto non mi fanno niente “. Invece no, negli altri Stati una cosa simile non sarebbe mai successa proprio perché, differentemente da noi, le leggi sono severissime. E se per caso dovesse succedere, sarebbero seriamente cavolfiori amari per i soggetti in questione. Tant’è.