Il Gargano si conferma una gemma nascosta del turismo pugliese, con i suoi ulivi monumentali e antichi frantoi che raccontano una storia millenaria e offrono opportunità uniche per nuovi percorsi turistici.
Secondo il lavoro di Roberta Garibaldi per il settore turistico, il Gargano può valorizzare un turismo esperienziale e culturale. La Puglia, infatti, detiene la più alta concentrazione al mondo di ulivi monumentali, circa 300.000 alberi con tronchi che superano i 10 metri di circonferenza e un’età fino a 3.000 anni, ancora produttivi di olio. Un percorso di circa 400 km unisce queste meraviglie dal Gargano a Capo di Leuca, offrendo un patrimonio naturale e storico di straordinaria rilevanza.
Il paesaggio del Gargano, partendo da Apricena fino a Manfredonia, combina collina, mare e climi unici. Le strade rurali formano una vera e propria ragnatela nel cuore dell’olivicoltura storica, dove gli ulivi secolari si fondono con il territorio. Il tratto Calenella-Vico del Gargano è tra i più suggestivi e poco conosciuti: qui la strada interpoderale attraversa ulivi centenari, con possibilità di deviazioni archeologiche come la necropoli di Monte Pucci.
Un altro angolo autentico è San Biagio, con 140 ulivi millenari, contorti e isolati, perfetto per chi cerca silenzio, degustazione di olio EVO e panorami al tramonto. I visitatori possono sperimentare una vera stazione di sosta che unisce olio da piante monumentali e prodotti tipici locali come la Paposcia.
Il Gargano custodisce anche antichi frantoi, dove il lento macinamento delle olive ha prodotto per secoli il miglior olio sulle tavole del mondo. Gli esperti suggeriscono la creazione di due o tre punti sosta strategici per valorizzare questi luoghi e promuovere i nuovi turismi, combinando storia, natura e cultura enogastronomica.



