Nuovo allarme ambientale lungo la strada provinciale 26 che collega San Marco in Lamis a Foggia, dove sono state individuate diverse discariche abusive a cielo aperto nel corso di un’attività di vigilanza ambientale.
L’operazione è stata condotta dagli ispettori ambientali territoriali forestali del corpo “Civilis”, coordinati dal generale Giuseppe Marasco, che hanno documentato due distinti accumuli di rifiuti lungo il tracciato stradale.
Nel primo caso, i rifiuti sono stati rinvenuti nei pressi dell’unica fontana di acqua potabile presente nel tratto interessato: plastica, vetro, buste e scarti organici abbandonati a pochi metri dal punto di approvvigionamento idrico utilizzato dai cittadini. Una situazione che, secondo gli ispettori, potrebbe comportare potenziali rischi igienico-sanitari.
Una seconda area di abbandono è stata invece individuata poco distante, in aperta campagna e ben visibile dalla carreggiata: qui sono stati trovati materiali eterogenei tra cui cassette, plastica, tubazioni in PVC, rifiuti ingombranti e scarti di lavorazioni agricole.
“È l’ennesimo scempio ai danni del territorio”, ha denunciato il generale Marasco, che ha definito la situazione un grave danno per il paesaggio del Gargano e del Tavoliere, oltre che un potenziale rischio per l’ambiente e le attività agricole locali.
Nel suo intervento, Marasco ha lanciato un appello alle istituzioni competenti, chiamando in causa il Comune di San Marco in Lamis, la Provincia di Foggia, ARPA Puglia e i Carabinieri Forestali, chiedendo un intervento immediato per la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree interessate.
Tra le misure proposte figurano anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza e fototrappole, oltre a una segnaletica deterrente, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi di abbandono illecito.
Secondo quanto dichiarato, il materiale raccolto sarà trasmesso alle autorità giudiziarie competenti e al NOE dei Carabinieri per gli accertamenti del caso. L’abbandono illecito di rifiuti, ricordano gli operatori, rientra tra le fattispecie sanzionate dal Testo Unico Ambientale.
Lo riporta Foggiatoday.it


