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OPERAZIONE Truffa e bancarotta da un milione di euro: sequestri anche a Foggia

Gli inquirenti ipotizzano che l’operazione societaria sia stata parte di un più ampio meccanismo fraudolento

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

Perquisizioni e sequestri anche nella provincia di Foggia nell’ambito di una vasta inchiesta della Guardia di Finanza che ipotizza una truffa e una bancarotta fraudolenta dal valore complessivo di circa un milione di euro ai danni di un’imprenditrice bresciana.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, l’indagine nasce dal dissesto di una società attiva nel settore dell’edilizia e delle ristrutturazioni, riconducibile all’imprenditrice Silvia Nervi. La vicenda avrebbe avuto un punto di svolta nel 2023, quando la cessione dell’intero capitale sociale sarebbe avvenuta a un prezzo ritenuto nettamente inferiore al valore reale dell’azienda.

Gli inquirenti ipotizzano che l’operazione societaria sia stata parte di un più ampio meccanismo fraudolento, che avrebbe incluso presunti raggiri, distrazione di fondi e successivi trasferimenti di denaro anche all’estero, in particolare in Lituania, dove sono stati individuati diversi rapporti bancari poi sottoposti a sequestro tramite cooperazione internazionale.

Nel corso delle operazioni, la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nei locali riconducibili al criminalista Davide Barzan, con sedi tra Rimini e Foggia, utilizzando anche unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante. Gli accertamenti si inseriscono in un più ampio provvedimento di sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria.

L’indagine coinvolge anche il consulente finanziario Pierluigi Chieffi, già noto alle cronache giudiziarie e attualmente detenuto per altre vicende penali. Entrambi risultano indagati per ipotesi di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e truffa aggravata.

Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo l’acquisizione della società sarebbero state poste in essere operazioni contabili ritenute fittizie, con fatture per consulenze e spese inesistenti, attraverso cui sarebbero stati movimentati oltre 300 mila euro. Parte delle somme sarebbe poi stata trasferita su conti esteri con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità.

La vicenda è stata inizialmente portata all’attenzione pubblica anche attraverso la trasmissione televisiva “Le Iene”, dove la stessa imprenditrice ha raccontato di aver vissuto un periodo di forte difficoltà personale ed economica dopo aver affidato la gestione della propria azienda.

Da parte sua, la difesa di Barzan respinge ogni accusa, dichiarando la totale estraneità ai fatti e ribadendo la fiducia nella magistratura e nell’operato degli inquirenti. Le indagini sono tuttora in corso e la posizione degli indagati resta al vaglio della Procura della Repubblica di Brescia.

Lo riporta FoggiaToday.it

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