Si accende lo scontro politico a Vieste dopo la revoca dell’incarico assessorile a Tano Paglialonga, ormai ex componente della giunta comunale. La decisione del sindaco arriva sullo sfondo dell’inchiesta della Procura di Foggia sull’ipotesi di concussione, che vede coinvolti il primo cittadino Giuseppe Nobiletti, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace e il dirigente comunale Vincenzo Ragno.
Paglialonga ha deciso di rompere il silenzio con una lunga nota pubblica, spiegando di sentirsi chiamato a dare spiegazioni ai cittadini dopo il comunicato del sindaco che annunciava la revoca della delega.
Nel suo intervento, l’ex assessore ha ripercorso il proprio impegno amministrativo, rivendicando un rapporto diretto con la cittadinanza: “Nel corso di questi anni, ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo con passione, disponibilità e senso di responsabilità, mettendo al centro le persone, ascoltando problemi, raccogliendo segnalazioni e cercando, nei limiti delle mie possibilità e del mio ruolo, di dare risposte concrete”.
Paglialonga ha inoltre sottolineato di aver scelto di vivere il ruolo istituzionale lontano dagli uffici: “Non sono mai stato un assessore chiuso in un ufficio. Ho scelto di stare tra la gente, di confrontarmi ogni giorno con i cittadini e di mettermi a loro disposizione nel rispetto della legge e del mio mandato”.
L’ex assessore respinge però con decisione la ricostruzione politica fornita dal sindaco, sostenendo che la perdita di fiducia non sarebbe legata a divergenze amministrative o a irregolarità nel proprio operato. “La revoca del mio incarico non deriva dalla divergenza di vedute politiche sull’amministrazione della città. La perdita di fiducia nella mia persona non deriva da qualcosa di sbagliato o non condiviso nell’esercizio delle mie funzioni o peggio per qualcosa di illecito che avrei commesso”, afferma.
Secondo Paglialonga, la vera ragione del suo allontanamento sarebbe un’altra: “Deriva dal fatto che mio malgrado sono diventato testimone di un procedimento penale per fatti molto gravi che vedono coinvolto il sindaco e che non potevo far finta di non vedere”.
L’ex assessore rivendica inoltre la scelta di non essersi dimesso spontaneamente: “Sono stato invece revocato perché non ho taciuto, non mi sono girato dall’altra parte facendo finta di non vedere o non sapere”.
Uno dei passaggi più delicati riguarda il tema delle registrazioni citate nella vicenda. Paglialonga precisa: “Leggendo il comunicato del sindaco si parla molto delle registrazioni che io avrei fatto a sua insaputa. Non si parla mai del loro contenuto. Si parla solo della fiducia venuta meno”. E aggiunge: “Le registrazioni di cui si parla non sono voci, indiscrezioni o racconti di parte. Sono fatti già acquisiti dagli organi competenti, che per questo stanno indagando e svolgendo tutti gli approfondimenti necessari”.
Infine, l’ex assessore lancia un appello alla trasparenza, sostenendo che i cittadini abbiano diritto a comprendere meglio la vicenda: “Non posso accettare di passare come il problema di questa storia, mentre i suoi protagonisti sono ben altri. Su questo i cittadini meritano chiarezza”.
Pur fuori dalla giunta, Paglialonga annuncia di voler continuare il proprio percorso politico in consiglio comunale: “Continuerò a svolgere il mio ruolo dai banchi del Consiglio Comunale, anche dall’opposizione, con la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa disponibilità che hanno caratterizzato il mio impegno in questi anni”.
Lo riporta foggiatoday.it.



