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Manovra, PD: “con morte Università, crollo Agricoltura”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Luglio 2010
Capitanata //

Dopo la seduta congiunta Senato-Cda all'ateneo di Foggia, i moniti del PD (fonte imag: www.lacittàlaspezia.it)
Dopo la seduta congiunta Senato-Cda all'ateneo di Foggia, i moniti del PD (fonte imag: www.lacittàlaspezia.it)
Foggia – “IL dissesto finanziario dell’Ateneo foggiano infliggerebbe anche un altro duro colpo alle prospettive di sviluppo innovativo del nostro sistema agricolo, che necessita del supporto della ricerca per guadagnare competitività e ridurre i costi di produzione”. Sono queste “connessioni sistemiche” ad essere valorizzate dai due ordini del giorno che il gruppo del Partito Democratico presenterà all’attenzione dell’Aula in occasione della prossima seduta dell’Assise di Palazzo Dogana, in programma lunedì 12 luglio. Ad annunciare l’iniziativa è il capogruppo del PD in Consiglio provinciale, Antonio Prencipe, convinto della “indispensabile assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali a tutela del comparto produttivo primario e della nostra prestigiosa ‘fabbrica’ del sapere”. Condividendo la proposta lanciata dal deputato Michele Bordo (PD), Prencipe sollecita “la replica della positiva esperienza ancora in corso a difesa dell’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare nella sede di Foggia”. “Siamo tutti consapevoli che la presenza dell’Università e il valore del fatturato garantito dal comparto agricolo e agroalimentare sono decisivi alla legittima rivendicazione, da parte nostra, di un ruolo di livello nazionale ed europeo nel campo della sicurezza alimentare – continua il capogruppo del PD – La nostra deve essere una battaglia per il territorio”.

“NECESSARIA LA PROROGA DELLA FISCALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI” – Non c’è alcuna valutazione partigiana quando affermiamo che, senza la proroga della fiscalizzazione dei contributi, moltissime aziende agricole smetteranno di produrre e migliaia di lavoratori saranno costretti ad accettare di essere risucchiati nell’illegalità pur di sopravvivere; così come non è polemica sostenere l’iniquità del sistema di attribuzione dei fondi per la ricerca, che non consente la valutazione delle attività svolte dall’Università di Foggia e di tutte quelle che 10 anni fa ancora dovevano strutturarsi. La gente di Capitanata ha guadagnato, con lavoro ed impegno, i tanti primati produttivi in campo agricolo e agroalimentare al pari del diritto ad investire le proprie risorse nella formazione universitaria per migliorare la qualità dei propri cervelli e accrescere la competitività territoriale – conclude Antonio Prencipe – Il Consiglio provinciale ha il dovere di opporsi ad ogni strategia che abbia come effetto l’indebolimento e la mortificazione della nostra terra”.

Università di Foggia – Marino: “Un patrimonio da valorizzare” Il Consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità, Dino Marino (Pd), in una nota annuncia iniziative a sostegno dell’Università di Foggia: “Sento il dovere di esprimere ai ricercatori dell’ateneo foggiano la mia solidarietà personale e istituzionale. Nel tempo di Berlusoni, l’università italiana cammina all’indietro come il gambero, le poste finanziarie messe ha disposizione non basteranno a garantire la gestione didattica che già oggi viene sostenuta dal senso di responsabilità di migliaia di ricercatori che mettono al servizio degli studenti le proprie competenze ed il proprio tempo. L’ennesimo taglio al Fondo ordinario di finanziamento rischia di provocare la cancellazione della ricerca e di mettere il nostro sistema universitario definitivamente fuori dal contesto europeo, così da condannarci all’arretratezza ed alla subalternità culturale e professionale. La situazione dell’Università di Foggia in questa situazione è ancora più grave. E’ evidente che si vuole attaccare la sua autonomia. Infatti, bisognerebbe modificare radicalmente il sistema di attribuzione delle risorse. Fondando lo stesso sulle capacità didattiche e amministrative dell’università destinataria e non sul criterio della spesa storica. Questo criterio è un colpo mortale per le giovani università come quella di Foggia. In questo senso presenterò un odg in Consiglio Regionale, perché la battaglia per la sopravvivenza della nostra università, deve essere un impegno politico di tutta la Puglia. L’Ateneo foggiano è l’unico in Puglia a chiudere i bilanci ed è tra quelli che hanno la maggiore capacità di attrazione di capitali esterni destinati alla ricerca. L’Università di Foggia è un patrimonio da valorizzare non da dilapidare per miopia politica e incapacità amministrativa”.

L’ASSEMBLEA CONGIUNTA ALL’UNI-FG TRA CDA ATENEO E SENATO ACCADEMICO – Come annunciato nell’Assemblea di Ateneo del primo luglio, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Foggia, professore Giuliano Volpe, ha convocato stamane, venerdì 9 luglio, nell’Aula Magna di via Caggese – Foggia, “a conclusione della settimana di agitazione indetta a livello nazionale da numerose organizzazioni sindacali e associazioni universitarie”, una seduta, congiunta e pubblica, del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Ateneo, per “discutere delle conseguenze dei tagli al Fondo di finanziamento delle Università e della decurtazione degli scatti triennali ai docenti universitari prevista nella manovra finanziaria (Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 misure urgenti di stabilizzazione finanziaria e competitività economica” – Il decreto legge), al fine di ” valutare l’impatto delle proteste in corso e assumere decisioni su ulteriori iniziative”.

LA RIUNIONE – Alla riunione di venerdì sono stati invitati a partecipare i rappresentanti delle istituzioni, i mezzi di informazione, i parlamentari pugliesi e i consiglieri regionali oltre, naturalmente, l’intera comunità accademica.

LA LETTERA DEL RETTORE VOLPE – “Carissimi cittadini, rappresentanti degli Enti locali e dell’associazionismo culturale, sociale, economico, carissime famiglie dei nostri Studenti, in questi giorni anche nella nostra Università, come in moltissime università italiane, è in atto uno stato di agitazione dei docenti e dei ricercatori, che sta comportando anche la sospensione degli esami e delle sedute di laurea. La protesta è partita dai ricercatori, che rappresentano la categoria più debole, oggi colpita nella sua stessa dignità. È bene che sappiate che i ricercatori, oltre alla loro specifica attività di studio e ricerca, da anni si fanno carico gratuitamente, senza che questo sia previsto dal loro stato giuridico, di una consistente attività didattica, che consente alla nostra Università di proporre un’offerta formativa ampia e articolata, impossibile senza il loro apporto”.

SECONDO Volpe, da un lato la proposta di legge di riforma dell’Università “prevede di trasformare ad esaurimento questa categoria”, che conta circa 25.000 lavoratori,introducendo al suo posto la figura del ricercatore a tempo determinato“, dall’altro “la manovra finanziaria in discussione al Parlamento introduce il taglio degli scatti stipendiali (senza possibilità di recupero dopo il triennio di blocco, come previsto per altre categorie), con punte del 30% per i ricercatori non confermati, il cui favoloso stipendio è di 1.100 euro, e una serie di altre gravi limitazioni e norme assurde. Ma non si tratta di difendere presunti ‘privilegi’ corporativi o di salvaguardare solo le retribuzioni”.

FUTURO A RISCHIO PER LE UNIVERSITA’ STATALI – “È in gioco il futuro stesso delle università statali – ha detto il Rettore dell’università foggiana – in particolare quelle più piccole e meridionali, mentre le Università settentrionali, sostenute da un solido sistema imprenditoriale e bancario e da cospicue risorse degli Enti locali, avranno sorte diversa”.

“LA VERA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’ DIPENDE DALLA POLITICA DEI TAGLI”- “La vera riforma dell’Università in atto non dipende tanto dal progetto di legge Gelmini – ha detto ancora Volpe – ma dalla politica dei tagli, che intende costringere al dissesto e alla chiusura molte Università. La legge finanziaria del 2008 ha comportato nel 2010 una riduzione generale del Fondo di Finanziamento Ordinario del 9% e prevede nel 2011 un ulteriore taglio del 18%, per complessivi un miliardo e trecento milioni di euro“. Nella sua lettera Volpe ha anche ricordato quanto avvenuto nell’estate del 2009,quando l’Università di Foggia venne “ingiustamente inclusa tra le università non virtuose” con un taglio del 3%” (sulla base di “parametri assai discutibili, come ad esempio la ricerca effettuata negli anni 2001-03, a pochi anni dalla nascita dell’Università, o il numero di laureati occupati a pochi mesi dal conseguimento del titolo, in un territorio con i tassi più alti di disoccupazione d’Italia“).

IL RETTORE VOLPE spiega come l’UniFg abbia già fatto fronte “al taglio di circa 1.200.000 euro” ma, nel 2010, abbiamo dovuto prevedere un altro taglio del 9%. “Il nostro FFO è passato da circa 39 milioni a circa 35, mentre il costo degli stipendi ammonta a circa 38 milioni. Nonostante questa difficile contingenza, il bilancio della nostra Università è ancora sano, non abbiamo un solo euro di debito, abbiamo registrato anche un avanzo libero del bilancio 2009 di circa 735.000 euro, che abbiamo recentemente investito per la ricerca, per le biblioteche, per migliorare le strutture, per contratti part-time degli studenti”.

MISSIONE: RAZIONALIZZAZIONE – “Abbiamo fatto di tutto per razionalizzazione – ha spiegato ancora nella sua lettera il rettore Volpe – per tagliare ogni minimo spreco, per risparmiare a tutti i livelli, compreso il taglio delle indennità di carica del 30%, per attuare scelte ispirate al rigore, al merito e alla qualità. Abbiamo disattivato le sedi decentrate, ci siamo dotati del Codice Etico, del Garante degli Studenti, della Commissione di Garanzia, stiamo realizzando una decisa politica di trasparenza. Ma nonostante queste scelte, spesso anche impopolari, se le cose non cambieranno, nel 2011 ci sarà il dissesto. In questo contesto vorrei ricordare che l’Università di Foggia svolge fin dalla sua nascita una funzione peculiare. La nostra Università è nata anche per interrompere la drammatica diaspora delle intelligenze locali costrette ad emigrare per poter studiare ed anche per consentire ai ragazzi appartenenti a famiglie disagiate di poter accedere a quegli studi universitari che altrimenti sarebbero stati loro preclusi”.

GRAZIE ALL’UNIFG INCREMENTATA LA PERCENTUALE LAUREATI IN PROVINCIA- “La provincia di Foggia resta il territorio italiano con una delle percentuali più basse di laureati in riferimento alla popolazione lavorativa. L’Università di Foggia in questo decennio ha determinato una crescita straordinaria, portando la percentuale dei laureati calcolata sulla popolazione di 19-30 anni dall’1,4% del 2000 al 3,63% del 2006, una percentuale superiore alla media italiana. Un vero miracolo. E che dire delle numerose attività culturali, della mobilità all’estero degli studenti, dei tanti progetti di ricerca, dei rapporti con le imprese, dell’apporto in campo sanitario, della nascita di società giovanili innovative e degli innumerevoli contributi alla crescita e al cambiamento in ogni campo. Non credo ci sia nessuno che osi negare il ruolo che l’Università ha svolto e potrebbe e dovrebbe ancora svolgere per un nuovo modello di sviluppo della Capitanata”.

“TUTELATI GLI ESAMI DI PROFITTO E DI LAUREA NELLA SESSIONE ESTIVA” – In chiusura della sua missiva, Volpe ha garantito che verranno garantito agli studenti dell’Ateneo “gli esami di profitto e di laurea nella sessione estiva”, ma non senza una “condivisione comune dei disagi dell’Università”, ha concluso nella sua missiva il rettore dell’Università degli Studi di Foggia.

BORDO IERI AVEVA ATTACCATO BERLUSCONI – “L’Università di Foggia dovrebbe essere premiata dal Governo anche per la sua capacità di gestire oculatamente le scarse risorse disponibili, invece rischia di chiudere o di perdere l’autonomia perché potrebbe non pagare gli stipendi nei prossimi mesi. Se ciò accadesse, sarebbe un durissimo colpo inferto alla vita stessa della nostra comunità”. Anche l’onorevole Michele Bordo, deputato del PD, ha partecipato alla seduta congiunta e pubblica del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Ateneo convocata per condividere con la comunità foggiana le conseguenze dei tagli al Fondo di finanziamento per le Università. “Con le scelte compiute negli ultimi 2 anni dal governo Berlusconi – sintetizza Bordo – il sistema universitario fa un salto indietro di 10 anni e i soldi non basteranno neanche per l’ordinaria gestione della didattica, oggi garantita anche dal senso di responsabilità di migliaia di ricercatori che mettono al servizio degli studenti le proprie competenze ed il proprio tempo”.

“FOGGIA UNICA UNIVERSITA’ CHE CHIUDE BILANCI IN PAREGGIO” – “Dovrà pur valere qualcosa il fatto che la nostra Università è l’unica in Puglia a chiudere i bilanci in pareggio pur finanziando ambiziosi programmi di investimento in servizi e infrastrutture – sottolinea Michele Bordo – ed è tra quelle che hanno la maggiore capacità di attrazione di capitali esterni destinati alla ricerca. L’Università di Foggia è un patrimonio da valorizzare non da dilapidare per miopia politica e incapacità amministrativa. Il Governo – conclude il deputato del PD – non può sottrarci quanto abbiamo ottenuto a costo di enormi sacrifici e che ora inizia a produrre effetti sempre più visibili e ampi a favore del territorio”.

Crisi Università, Mongelli: “Difendere un asset strategico per il nostro futuro” “Difendere la nostra Università equivale ad affermare la volontà di costruire un futuro migliore per noi ed i nostri figli”. Lo ha affermato il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, al termine della riunione congiunta del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo foggiano, durante la quale è intervenuto per “manifestare esplicitamente la vicinanza dell’Amministrazione comunale al mondo universitario in questo delicato momento di crisi”. La previsione del taglio di 4 milioni al bilancio 2010, continua Mongelli, “accomuna l’Ateneo al sistema delle autonomie locali, su cui questo Governo sta scaricando la maggiore quota del peso di una manovra finanziaria certamente necessaria ed altrettanto certamente iniqua”. Il Comune di Foggia, infatti, ha già subito la riduzione dei trasferimenti per l’anno in corso, pari a 3,5 milioni, e nel 2011 dovrà fare a meno di 8 milioni: “Così non sarà possibile garantire i servizi istituzionali, esattamente come all’Università si rischia di non pagare gli stipendi e di bloccare i programmi di ricerca e sviluppo”. “L’Amministrazione comunale farà tutto quanto è nelle proprie possibilità, politiche e istituzionali, a tutela dell’Ateneo e della sua autonomia, gestionale e operativa, per evitare che Foggia e l’intera capitanata facciano un salto indietro di 20 anni”, conclude Gianni Mongelli.

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