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SARA “Venti anni fa la partita del cuore per Sara, che unì Manfredonia in un abbraccio di solidarietà”

Sbirciando in un mio vecchio archivio fotografico, ho fatto un tuffo nel tempo e nelle emozioni, ricordando un caldo luglio di ben vent’anni fa

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Luglio 2024
Manfredonia // Notizie in piazza //
Sbirciando in un mio vecchio archivio fotografico, ho fatto un tuffo nel tempo e nelle emozioni, ricordando un caldo luglio di ben vent’anni fa, quando questa nostra complicata ma meravigliosa città riuscì a stringersi amorevolmente attorno ad una famiglia in difficoltà.
Era il 2004, quando, come giornalista, venni a conoscenza della drammatica situazione della piccola Sara Renzulli, una bambina di soli quattro anni affetta da un grave problema di salute. La famiglia era in difficoltà a causa dei costosi viaggi per le cure necessarie, e i Servizi Sociali non potevano fornire l’aiuto richiesto.
Toccata dalla vicenda, scrissi una mail alla Nazionale Calcio TV chiedendo la possibilità di organizzare una partita di solidarietà a Manfredonia per raccogliere fondi. Vittorio Fagioli, direttore della NCT, rispose immediatamente, offrendo il suo supporto per realizzare questa impresa solidale.
Ricordo ancora l’emozione e lo sforzo per organizzare l’evento. Con l’aiuto di tanti volontari, in poche settimane riuscimmo a mettere in piedi la partita allo stadio “Miramare”. Il tramonto fece da sfondo ad oltre 4.000 spettatori (e all’epoca non c’era ancora la tribuna ospiti!) e l’incasso superò i 20mila euro. Manfredonia rispose con un entusiasmo straordinario, forse rimasto unico di questo genere, e l’intera comunità sipontina si unì per far vivere alla piccola Sara un giorno speciale.
Per la “Rappresentativa Città di Manfredonia”, scelsi rappresentanti delle varie categorie della nostra città: impiegati, pescatori, liberi professionisti, commercianti, avvocati, vigili, medici e altri ancora. Per la Nazionale Calcio TV, scesero in campo personaggi del mondo dello spettacolo come Paolo Belli, Mauro Di Francesco, Fabio e Mingo, il Gabibbo, Giulio Golia, Marco Bellavia, Max Laudadio e, a sorpresa, Katia e Ascanio appena usciti dalla casa del Grande Fratello 4.
L’emozione raggiunse il culmine quando Sara, accompagnata da una dolcissima Katia Pedrotti, diede il calcio d’inizio. La standing ovation da parte di tutto lo stadio per la piccola Sara, durata dieci minuti, fu un momento denso di commozione.
Ottanta bambini, compagni d’asilo di Sara, formarono un cuore in campo e cantarono “We are the world”, un inno all’amore e alla pace. La partita in quel momento divenne secondaria: il vero significato di quella serata era l’unione contro la malattia e il sostegno di una comunità intera.
Purtroppo, Sara ci lasciò un anno dopo. La notizia mi sconvolse, ma ricordo che la mia cara amica e collega Anna Castigliego mi disse che dovevamo ricordare di aver fatto vivere a Sara quel giorno di festa, riuscendo a farla sentire almeno per una sera una bimba spensierata. Anna scrisse un articolo per la Gazzetta, raccontando con delicatezza ogni dettaglio di quell’evento.
Di quel giorno ho ritrovato alcune foto amatoriali, di un’epoca vicina eppure ormai così lontana, in cui non c’erano ancora i social ad immortalare ogni istante delle nostre vite.
Le immagini raccontano una storia di speranza e amore, di una comunità spesso in conflitto, che però sa quando è il momento di essere unita per una causa nobile. Sono trascorsi vent’anni, ma il ricordo di quella giornata rimane vivido e commovente. Quella partita di solidarietà non solo aiutò in quel momento una famiglia in difficoltà, ma ha anche dimostrato la forza e la generosità della nostra comunità.
E a quel piccolo angelo, che porto sempre nel cuore, va il mio saluto commosso.
Maria Teresa Valente

3 commenti su "“Venti anni fa la partita del cuore per Sara, che unì Manfredonia in un abbraccio di solidarietà”"

  1. Sono passati 20 anni , e in questi anni mi sono domandato quanti bambini ci hanno lasciato dopo un calvario di sofferenze come Sara?.
    La solidarieta’ di tutti noi, resta un gesto di amore, ma non basta, ci vorrebbe l’impegno di una classe POLITICA affinche’ possano incrementare le diverse RICERCHE SCIENTIFICHE di tante malattie RARE, dove la medicina risulta inerte e sconfitta.
    Che i politici non hanno un cuore UMANO si sa, perche’ intendi a finanziare progetti di guerra, missioni lunari e su Marte, per un loro interesse economico, mentre dimenticano che anche i propri familiari, prima o poi, possano essere colpiti da un dramma simile, tra i piu’ atroci e sofferente del genere UMANO.

  2. @Alfredo1:

    Finché la stragrande maggioranza dei governi, soprattutto quello fascio attualmente al potere, continueranno a tagliare su istruzione, sanità e ricerca, non riusciremo mai a migliore, anzi, peggioreremo sempre più (e la pandemia ce l’ha ampiamente dimostrato, con la crisi dei posti letto)

  3. Condivido pienamente il pensiero di Alfredo 1 , il quale delinea perfettamente il pensiero di tanti.
    Purtroppo, la famiglia Renzulli era in difficoltà economica per le tante spese che richiedeva la malattia, ma la mia rabbia è tanta, perché, volevo vedere se lo stesso caso fosse successo ad un figlio di un grande politico. Sicuramente si mobilitavano tutto l’ intero governo per aiutare.
    Grazie a Maria Teresa Valente che ha un cuore grande e ha dovuto smuovere questa vicenda dolorosa inviando una mail alla Nazionale Calcio chiedendo la possibilità di organizzare una partita di solidarietà. E tutto fu accettato per la gioia ed il sorriso di una meravigliosa bambina che ha sofferto tantissimo e che io porto sempre nel cuore.
    Affinché l’ essere umano non si convince che prima di tutto, vieni la salute e i soldi vanno spesi per le ricerche scientifiche e non per le armi, resteremo sempre a piangere anime innocenti e le tante malattie che possono essere debellate , resteranno un sogno.
    No a progetti di guerra, si alla ricerca scientifica.

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