MANFREDONIA – Una controversia giudiziaria nata da un protocollo d’intesa sottoscritto quasi vent’anni fa si chiude con una transazione da 30 mila euro. La Giunta comunale di Manfredonia ha approvato l’accordo con il Gruppo di Azione Locale Daunofantino S.r.l., mettendo fine al giudizio pendente davanti al Tribunale di Foggia e scegliendo la strada della conciliazione per evitare l’incertezza del processo e ulteriori aggravi economici.
La deliberazione rappresenta l’epilogo di una vicenda amministrativa che affonda le proprie radici nel Protocollo d’intesa del 5 dicembre 2007, successivamente ratificato dal Consiglio comunale nel 2010, con il quale diversi Comuni del territorio avevano assunto l’impegno di sostenere economicamente le attività del GAL attraverso un contributo annuale calcolato in 75 centesimi per abitante.
Il decreto ingiuntivo da oltre 72 mila euro
La controversia è esplosa nel maggio del 2024, quando il Tribunale di Foggia ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune di Manfredonia.
Il GAL Daunofantino chiedeva il pagamento di 72.796 euro, somma riferita ai crediti maturati nell’ambito del protocollo d’intesa, oltre agli interessi legali decorrenti dal marzo 2017 e alle spese del procedimento monitorio, comprendenti onorari professionali, esborsi e accessori di legge.
L’Amministrazione comunale, allora guidata dal Commissario straordinario, aveva deciso di opporsi al decreto, affidando la difesa all’Avvocatura comunale e dando così avvio al giudizio ordinario davanti al Tribunale di Foggia.
La proposta di accordo
Nel gennaio 2026 è arrivata la svolta.
Il legale del GAL Daunofantino ha trasmesso al Comune una proposta conciliativa finalizzata a chiudere il contenzioso prima della sentenza.
La società si è dichiarata disponibile a definire la controversia partendo da una richiesta di 36.540 euro, dalla quale sarebbe stata detratta la somma di 6.540 euro che il GAL doveva restituire al Comune a seguito della riduzione del capitale sociale deliberata nel 2016.
Il risultato finale della trattativa è stato un accordo complessivo pari a 30 mila euro, con compensazione delle spese legali tra le parti.
Il parere favorevole dell’Avvocatura
Prima della decisione politica, la proposta è stata esaminata dagli uffici comunali.
L’Avvocatura del Comune, con una nota riservata trasmessa nel gennaio scorso, ha espresso parere favorevole all’accettazione della transazione, posizione successivamente condivisa anche dal dirigente del Settore Attività produttive.
Secondo quanto emerge dalla delibera, la soluzione conciliativa è stata ritenuta economicamente più conveniente rispetto alla prosecuzione del giudizio.
In caso di eventuale soccombenza davanti al Tribunale, infatti, il Comune avrebbe potuto essere condannato al pagamento dell’intero importo richiesto, maggiorato degli interessi maturati negli anni, della rivalutazione monetaria e delle ulteriori spese processuali.
Il fondo rischi copriva già il contenzioso
La scelta della transazione arriva anche dopo che l’Amministrazione aveva già accantonato le somme necessarie.
Nel fondo rischi contenzioso del bilancio comunale risultavano infatti disponibili 87.296 euro, importo ritenuto sufficiente a fronteggiare l’eventuale esito sfavorevole della causa.
Successivamente il Consiglio comunale aveva approvato una variazione di bilancio per rendere concretamente utilizzabili le somme accantonate, mentre la Giunta aveva adeguato il Piano esecutivo di gestione.
La copertura finanziaria dell’accordo viene quindi garantita attraverso il capitolo di bilancio individuato nella deliberazione.
Cosa prevede la delibera
Con il provvedimento approvato il 7 luglio, la Giunta comunale dispone di:
- definire transattivamente il giudizio pendente davanti al Tribunale di Foggia;
- riconoscere al GAL Daunofantino la somma complessiva di 30 mila euro, a saldo definitivo della controversia;
- autorizzare l’Avvocatura comunale ad abbandonare il giudizio civile;
- demandare al dirigente competente la sottoscrizione dell’atto transattivo e la liquidazione della somma prevista.
Una scelta di convenienza economica
La delibera motiva l’accordo facendo riferimento al principio di economicità dell’azione amministrativa.
Pur senza entrare nel merito delle rispettive ragioni giuridiche, l’Amministrazione ritiene che la definizione bonaria della controversia rappresenti la soluzione più vantaggiosa per l’Ente, consentendo di chiudere un contenzioso dall’esito incerto con un esborso sensibilmente inferiore rispetto alle somme inizialmente richieste nel decreto ingiuntivo.
Con questa decisione il Comune archivia quindi una vicenda iniziata oltre due anni fa sul piano giudiziario e legata a impegni istituzionali assunti molto tempo prima, evitando il rischio di ulteriori costi derivanti dalla prosecuzione della causa e riportando la questione nell’alveo di una soluzione concordata tra le parti.




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