MANFREDONIA – Restituire ai cittadini un tratto di costa rimasto per anni inutilizzabile, eliminando degrado, strutture abbandonate e rifiuti per trasformarlo in una nuova spiaggia libera. È questo l’obiettivo della deliberazione approvata dalla Giunta comunale di Manfredonia che dà il via all’iter amministrativo per la manutenzione ordinaria e la sistemazione dell’area dell’ex Lido Taumante, a Siponto.
L’atto rappresenta il primo passaggio formale di un intervento destinato a modificare l’aspetto di uno dei tratti di litorale più conosciuti della città. La Giunta non approva ancora un progetto esecutivo, ma impartisce un preciso indirizzo politico agli uffici tecnici affinché vengano predisposti con urgenza tutti gli atti necessari all’affidamento dei lavori e alla loro immediata esecuzione.
Un’area simbolo da recuperare
L’ex Lido Taumante è da tempo in stato di abbandono. Le strutture ormai fatiscenti, i manufatti in cemento deteriorati e l’accumulo di rifiuti hanno progressivamente sottratto questo spazio alla fruizione pubblica, trasformando un tratto di costa potenzialmente attrattivo in un’area degradata.
Proprio da questa constatazione nasce la scelta dell’Amministrazione comunale, che individua nel recupero dell’arenile non soltanto un intervento di decoro urbano, ma un’operazione con ricadute ambientali, turistiche e sociali.
Nella relazione allegata alla delibera viene infatti sottolineato come la rimozione dei residui edilizi e dei rifiuti rappresenti un’azione necessaria per ripristinare l’ecosistema costiero e favorire uno sviluppo sostenibile del litorale di Siponto. Parallelamente, la disponibilità di una nuova spiaggia libera viene considerata un elemento capace di migliorare la qualità della vita dei residenti e di ampliare l’offerta balneare della città.
Più spiagge libere sul litorale
Uno degli aspetti più significativi della deliberazione riguarda proprio la destinazione futura dell’area.
L’Amministrazione dichiara esplicitamente la volontà di incrementare gli spazi destinati alla libera balneazione, garantendo ai cittadini un accesso gratuito al mare senza la presenza di concessioni balneari.
L’intervento assume così anche un valore sociale. Nel documento si evidenzia come la disponibilità di spiagge pubbliche rappresenti uno strumento per assicurare un accesso equo alla costa, soprattutto alle fasce economicamente più fragili della popolazione, eliminando qualsiasi barriera economica alla fruizione del bene demaniale.
Secondo quanto riportato negli atti, il tratto interessato misura circa 250 metri di lunghezza con una larghezza media di 60 metri. La conformazione sabbiosa rende possibile il recupero dell’arenile attraverso opere di manutenzione ordinaria, concentrate principalmente sulla rimozione delle strutture esistenti, sulla pulizia completa della spiaggia e sulla sistemazione generale dell’area. La Giunta sottolinea la necessità di procedere con urgenza per consentire la fruizione già durante la stagione balneare 2026, motivo per cui viene chiesto al Settore Lavori Pubblici di accelerare tutte le procedure tecnico-amministrative necessarie.
La delibera lega strettamente il recupero dell’ex Lido Taumante alle politiche di valorizzazione turistica del territorio. L’obiettivo non è soltanto quello di eliminare una situazione di degrado, ma anche di aumentare l’attrattività del lungomare sipontino, offrendo ai residenti e ai visitatori un nuovo spazio pubblico affacciato sul mare. Nel documento vengono richiamati anche gli aspetti ambientali dell’intervento: la rimozione delle opere incongrue e dei materiali abbandonati viene considerata funzionale alla tutela dell’habitat costiero e alla riqualificazione paesaggistica dell’area.
Per la Giunta il recupero dell’ex Taumante diventa quindi parte di una strategia più ampia che mette insieme sostenibilità, turismo, fruizione pubblica e valorizzazione del patrimonio naturale della città.
Con il provvedimento approvato il 7 luglio, l’esecutivo guidato dal sindaco Domenico La Marca dispone di: affidare al dirigente del V Settore la predisposizione urgente di tutti gli atti necessari all’avvio dei lavori; individuare come obiettivo prioritario la completa pulizia dell’arenile e la rimozione delle strutture in cemento e dei manufatti fatiscenti; rendere la spiaggia pienamente fruibile gratuitamente durante l’attuale stagione balneare; pubblicare il provvedimento all’Albo Pretorio e sul sito istituzionale del Comune.
L’atto non costituisce ancora l’avvio materiale del cantiere, ma rappresenta il via libera amministrativo affinché gli uffici possano predisporre rapidamente gli affidamenti e dare inizio agli interventi.




Ma i manufatti sono abusivi o no?
In caso di abuso perché dobbiamo rimuoverli con i soldi pubblici e non a spese di chi li ha realizzati.
Se invece non sono abusivi, perché non metterli a reddito con bando pubblico, riqualificare l’area e ricavare introiti preziosi per il comune?
Anche perché spiagge libere in quella fascia costiera c’è ne a chilometri.
Perché nessuno si è preoccupato di aumentare le spiagge libere nella zona più densamente popolata, da spiaggia castello fino all’acqua di Cristo?
La maggioranza fa cassate ma l’opposizione le confeziona gratuitamente.
VERGOGNA
@Rosalba
Hai espresso in maniera praticamente perfetta anche il mio pensiero
Sarebbe meravigliosa una risposta da parte del “Comune” (ma non avverrà)
Prima di pensare ad avere più spiagge libere, serve un piano che le renda fruibili e confortevoli, prive di rifiuti e con un minimo di servizi. In altre zone ci sono spiagge libere pulite e con servizi igienici, docce e spogliatoi (tutto con gettoni). Chissà un giorno magari…
La spiaggia castello deve essere un spiaggia gestita dalle associazioni di volontariato e deve essere realizzata in una forma “ibrido gestita” ovvero chi vuole può affittare sdraio e ombrelloni, altrimenti può tranquillamente essere usufruita gratuitamente. I lidi devono andare a Siponto.