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GRAZIELLA MANSI «Mi chiamo Graziella Mansi». Il compleanno della bambina diventata simbolo di una ferita mai rimarginata

Nel giorno in cui avrebbe compiuto gli anni, il ricordo di Graziella torna con forza attraverso il messaggio pubblicato nel 2025 dalla sindaca di Andria, Giovanna Bruno.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Luglio 2026
Prima pagina // Storie e Volti //

ANDRIA – «Mi chiamo Graziella Mansi. Sono nata il 9 luglio 1992. Sono morta il 19 agosto 2000. Mi hanno torturato e ucciso».

Sono parole che colpiscono come un pugno nello stomaco. A pronunciarle, idealmente, è la voce di Graziella Mansi, la bambina di appena otto anni assassinata il 19 agosto del 2000 ai piedi di Castel del Monte. Un delitto che ha segnato per sempre la storia della Puglia e che, ancora oggi, continua a rappresentare una delle pagine più dolorose della cronaca italiana.

Nel giorno in cui avrebbe compiuto gli anni, il ricordo di Graziella torna con forza attraverso il messaggio pubblicato nel 2025 dalla sindaca di Andria, Giovanna Bruno. Un testo intenso, scritto in prima persona, che restituisce dignità e umanità a una bambina strappata troppo presto alla vita.

«Giocavo ai piedi di Castel del Monte, dove amavo trascorrere l’estate con la mia famiglia e con mio nonno. In cinque, giovani, mi hanno avvicinata con l’inganno. Si sono presi gioco della mia innocenza. Ero solo una bambina», si legge nel messaggio. Poi il ricordo dell’orrore: «Faceva caldo quella sera d’agosto. A quel caldo gli assassini hanno aggiunto il fuoco delle sterpaglie, tra cui sono morta».

Parole che riportano alla memoria una tragedia che sconvolse l’intera comunità andriese e l’opinione pubblica nazionale. Il corpo della piccola Graziella venne ritrovato tra le sterpaglie incendiate nelle campagne ai piedi di Castel del Monte, vittima di una violenza che ancora oggi suscita sgomento e indignazione.

A distanza di oltre venticinque anni, il suo ricordo continua a vivere nella memoria collettiva. Ogni anniversario non è soltanto un momento di commemorazione, ma anche un richiamo al dovere di custodire la memoria e di ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di violenza contro i più piccoli.

Nel giorno del suo compleanno, Graziella Mansi resta il volto innocente di una ferita che il tempo non è riuscito a cancellare. Una bambina il cui nome continua a chiedere giustizia, memoria e rispetto, affinché una tragedia simile non venga mai dimenticata.

Fonte leggo.it

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