Andrà a processo il bidello di 65 anni accusato di aver palpeggiato nove studentesse di una scuola media della provincia di Brindisi, con la prima udienza fissata per il 17 settembre davanti al collegio giudicante presieduto da Stefania De Angelis.
L’uomo, finito agli arresti domiciliari nei mesi scorsi, dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata dall’età inferiore ai 14 anni delle presunte vittime. La Procura ha respinto due richieste di patteggiamento avanzate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Tanzarella, che aveva proposto rispettivamente una pena di due anni e una di due anni e otto mesi.
Il procedimento proseguirà quindi con il dibattimento in aula, dopo il decreto di giudizio immediato emesso dal giudice per le indagini preliminari, sulla base degli elementi raccolti dalla Procura di Brindisi nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giovanni Marino.
La testimonianza della docente e le accuse di colpevolizzazione
Tra i possibili testimoni del processo potrebbe esserci anche la docente di Italiano alla quale alcune studentesse si erano rivolte per raccontare i comportamenti ritenuti inappropriati del bidello, descritti nell’inchiesta come palpeggiamenti e atteggiamenti eccessivamente confidenziali.
Secondo quanto riportato negli atti investigativi, l’insegnante avrebbe rimproverato le ragazze, accusandole di aver dato troppa confidenza all’uomo e di indossare abiti considerati troppo succinti. Un atteggiamento che, secondo l’accusa, avrebbe finito per responsabilizzare le presunte vittime.
Diverso sarebbe stato invece il comportamento dell’insegnante di Storia, che avrebbe informato immediatamente la vice preside. La dirigente scolastica, inoltre, avrebbe seguito la procedura prevista per i pubblici ufficiali, trasmettendo ai carabinieri l’esposto presentato dai genitori delle nove studentesse.
Le accuse e gli episodi contestati
Le ragazze sono già state ascoltate attraverso la formula dell’incidente probatorio, che attribuisce alle loro dichiarazioni lo stesso valore di una testimonianza resa in aula. Nel procedimento è stata ascoltata anche una compagna di scuola come testimone.
Secondo la ricostruzione accusatoria, i presunti episodi sarebbero avvenuti tra il 2024 e maggio 2025 e avrebbero riguardato momenti diversi della giornata scolastica, come gli spostamenti verso i bagni, le fotocopie o il recupero di materiale didattico.
A far emergere la situazione sarebbe stato anche un episodio in cui il bidello avrebbe dato uno schiaffo a uno studente. Secondo quanto riferito nelle carte dell’inchiesta, quell’episodio avrebbe spinto alcune ragazze a rompere il silenzio e a raccontare quanto sarebbe accaduto.
Le accuse restano comunque provvisorie e dovranno essere valutate nel corso del processo, nel confronto tra accusa, difesa e parti civili. Le presunte vittime saranno assistite dagli avvocati Umberto Bardicchia, Vincenzo Lanzillotti e Francesco Larocca.
Lo riporta quotidianodipuglia.it.



