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Secondo gli azzurri l’associazione di Toti nasce su presupposti divisivi e inconciliabili con il partito

Vitali: “Espulsioni figlie di una cultura bolscevica che non porta fortuna”

Il senatore pugliese e altri 4 parlamentari rispondono alla nota in cui Fi ritiene decaduti i partecipanti a “Cambiamo”


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“Il Coordinamento di Presidenza di Forza Italia prende atto della costituzione dell’associazione ‘Cambiamo’, promossa da Giovanni Toti, che nasce su presupposti divisivi e con finalita’ totalmente incompatibili e inconciliabili con l’iniziativa politica di Forza Italia”. Cosi’ in una nota di FI. “Si ritiene quindi che, obbedendo a un principio di lealta’ e trasparenza, i dirigenti di Forza Italia che abbiano partecipato alla costituzione dell’as-sociazione ‘Cambiamo’ o che in futuro decidano di aderirvi debbano considerarsi decaduti dai loro incarichi, anche per quanto riguarda gli incarichi nei gruppi parlamentari. In assenza di iniziative autonome e nel presupposto della totale incompatibilità con ‘Cambiamo’ saranno inoltre immediatamente attivati gli organi statutari per l’espulsione da Forza Italia
di chi ha aderito o aderirà all’associazione”, conclude la nota.

I senatori di “Cambiamo”

La nota è stata sottoposta a Luigi Vitali e da lui commentata. “Si stanno espellendo da soli. È stata una tajanata. Forse all’insaputa del Presidente”.
Il senatore pugliese – intervistato in più circostanze da Stato Quotidiano riguardo la sua adesione al progetto di Giovanni Toti- aggiunge un’ulteriore nota di risposta, non solo a suo nome ma anche dei senatori di Forza Italia Romani, Vitali, Berutti e Quagliarello. “A pochi giorni dalla defenestrazione dei due coordinatori nazionali di Forza Italia, Mara Carfagna e Giovanni Toti che hanno potuto esercitare il mandato di Silvio Berlusconi per iniziare un percorso di riforma e rinnovamento del partito, solo per un brevissimo tempo – oggi a nome di un fantomatico organismo denominato ‘Coordinamento di Presidenza’, non contemplato dallo statuto di Forza Italia e che andrebbe a sostituirsi nelle funzioni al ‘Comitato di Garanzia’- si chiede la sospensione dagli incarichi e l’espulsione di coloro che hanno aderito al Comitato Promotore di ‘Cambiamo’”.

Chiamare a raccolta il centrodestra

Aggiunge ulteriori chiarimenti sul compito prioritario dell’associazione, “chiamare a raccolta tutti coloro che nel perimetro del centrodestra ritengono di poter collaborare alla formazione di un soggetto politico liberale popolare e riformista. L’iniziativa politica – come recita l’atto costitutivo del comitato – ha l‘obiettivo di proporsi come luogo di incontro e di aggregazione di esperienze politiche e civiche e di competenze culturali e scientifiche per dar vita ad una forte e solida area politico culturale nell’esperienza italiana liberal democratica e conservatrice con lo scopo di contribuire al rinnovamento del Paese, sviluppare la conoscenza delle trasformazioni economiche, sociali, politiche ed istituzionali in relazione ai nuovi scenari nazionali ed europei e di verificare le condizioni per la costituzione di un soggetto politico attraverso una forma democratica costituente garantendo la partecipazione diretta di tutti gli aderenti.”

Il dibattito politico

Si sofferma inoltre su Forza Italia: “Il progetto ‘Cambiamo’ non contrasta con le finalità di Forza Italia, all’interno della quale si continua ad agire evitando ogni dibattito e confronto politico ma solo esercitando diktat sulla base del principio della conventio ad escludendum. Un partito che dimentico ormai delle finalità, delle prerogative fondamentali, delle regole democratiche e delle procedure di qualsiasi movimento politico, ragiona solo in termini di poltrone, incarichi ed esercita solo miseri sfoggi di potere tutto interno. Le espulsioni figlie di una cultura bolscevica hanno portato sempre scarsa fortuna a chi le ha promosse. Abbiamo cercato di scalare il muro della chiusura e della conservazione. Ma i muri, ci insegna la storia, prima o dopo cadono se sono eretti solo per la difesa di una nomenklatura fuori dal tempo”.

a cura di Paola Lucino

Vitali: “Espulsioni figlie di una cultura bolscevica che non porta fortuna” ultima modifica: 2019-08-09T09:50:23+00:00 da Redazione



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