Cinema

Il cavaliere oscuro – Il ritorno – C. Nolan, 2012


Di:

Christopher Nolan (fonte: interminablepalaver.wordpress.com)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: The Dark Knight Rises
Nazione: Stati Uniti
Genere: azione

NOLAN, prendi: ti è caduta la maschera.

Atteso come la venuta del Redentore, è nelle sale già da fine agosto il terzo capitolo della saga dell’uomo pipistrello reinventata da Christopher Nolan nel 2005 con Batman Begins. Verniciata dal consueto taglio realistico, l’ultima avventura vede un Bruce Wayne malandato e autoisolatosi confrontarsi con le terribili minacce del misterioso Bane, volte alla distruzione dell’intera Gotham City. Il suo ritorno in campo sarà inevitabile.

The Dark Knight Rises - Poster

Nolan l’ha capito bene e non vede alcun motivo per fermarsi.
Se n’è certi ormai, non è semplice caduta ma limpida e strategica perseveranza di un uomo furbo, in assoluta malafede, che ha indovinato l’incastro giusto per platee addormentate e ci gioca su, senza remora, consapevole di incassare al botteghino appena muove un dito. Un peccato, un vero peccato vedere un abile regista svalutarsi in queste astuzie truffaldine piuttosto che rifinire attitudini consolidate e rare. Stringe il cuore ripensare all’eleganza rarefatta di Insomnia ma anche solo al successivo The Prestige e poi osservare la sua firma su giocattoli presuntuosi con una bella carotina messa davanti al naso del pubblico.
A ben vedere i prodromi di tanto bluff erano nell’aria da tempo. Nolan ha più di una volta cercato nel soggetto del film il principale serbatoio di benzina dell’intera operazione, ma di tanto non si poteva addossargli reato quando si constatava parimenti l’ingegno e l’impegno nella creazione di qualcosa di complessivamente nuovo. Memento, il suo cult sopravvalutato, fu il manufatto del piccolo Christopher, didattico nell’evidenziarne pregi, difetti e aspirazioni: plot intrigante, struttura narrativa originale, stile ostentato con soluzioni a tratti forzate, il tutto non altrettanto retto da dialoghi, interpretazioni e sceneggiatura di pari forza. Se ne vedeva lo scheletro esile e il gioco finiva in fondo con la magia del racconto a ritroso, che dopo un po’ stancava e si lasciava trainare solo dalla natura investigativa della trama. Bello ma gli mancava spessore.

The Dark Knight Rises - Poster di lancio

Nolan cresce e sembra farlo bene con Insomnia e The Prestige, ma li intervalla con l’esperimento di ispirazione fumettistica e i sospetti riprendono, soprattutto le paure che le tentazioni del botteghino siano troppo forti e distraggano il buon regista dal suo nobile percorso formativo. Batman Begins è ancora un rispettabile lavoro di laboratorio, dalle buone intenzioni, ma il decollo avviene solo grazie agli estimatori mentre, senza che tanti se ne accorgano, l’arte comincia a venir fagocitata dalla tecnica: della tanto decantata introspezione psicologica, del taglio dark, dell’analisi dei personaggi ambiti da Nolan restava invero solo la puzza. Gliela si perdonava, ma poco importava a un regista probabilmente già intorpidito da urla di fan cui basta novità per primo, azione per secondo e attore feticcio di contorno per tornare a casa sazi.

Si resta, così, come sentinelle, in attesa delle successive mosse del regista britannico, e mentre un secondo capitolo dell’eroe mascherato appariva il prototipo del (solo!) buon prodotto decorato di maestosità, Inception (scheda) toglieva ogni dubbio sulla strada intrapresa: ancora un bel soggetto, originale e, forte della lezione di Memento, abbastanza complicato da rimpinzare le pance del pubblico presuntuoso che non aspetta altro che urlare al capolavoro o al genio. Già, perché questa volta Nolan non commette “l’errore” del cult del 2000 e non dimentica l’esca principe per lo spettatore col sacchetto di pop-corn in una mano e l’IPhone acceso in sala nell’altro: l’azione. Bingo!

The Dark Knight Rises - Poster di lancio

E così si entra in sala per Il cavaliere oscuro – Il ritorno con un rosario in mano, ma dopo neanche mezzora prende fuoco.
Ormai non c’è più nulla, neanche il soggetto, le tracce di stile, l’idea intrigante. Solo il deserto con qualche covone spinto dal vento. E i covoni sono i personaggi, tutti, tagliati con l’accetta, privi di spessore, i vecchi appena abbozzati come se il regista avesse contato troppo sul retaggio dei precedenti capitoli. Recitazioni piatte, senza brio, anche un Michael Caine che mentre piange fa, sì, piangere ma per la memoria di un grande attore. Di Bane, l’antagonista, stuzzica il disegno somatico, ma il tratto interiore è ripetitivo, non lascia il segno e non comunica mai in maniera davvero convincente la gelida ferocia di cui è ammantato per tutto il film. Colpa di una sceneggiatura che non ricama nulla, totalmente smemorata delle necessità narrative alla base della definizione di un carattere. Così, alla fine, con l’ossessione di abbandonare il fumetto in nome di un realismo tanto applaudito, si perde tutto e, laddove non sono tempi morti – no, sorry, si dice “psicologici” per Nolan! -, si riempiono i buchi con azione a tutto spiano, la super moto, il super veicolo volante, il super reattore, la super americanata, la super rottura di gonadi.
A contorno della prelibata pietanza, ancora il blasfemo doppiaggio di Claudio Santamaria per Christian Bale (Bruce Wayne) e, questa volta per par condicio, uno altrettanto deprecabile per l’antagonista Bane da parte del bravo Filippo Timi, valido come attore tanto quanto invalido come doppiatore.

Ci si congeda con una presuntuosa certezza: se anche stavolta il riscontro del pubblico sarà alto avremo perso il miglior Nolan per sempre.
E spero un giorno di trovarmi a smentirlo su queste pagine.

Valutazione: 4.5/10
Spoiler: 9/10

altreVisioni

Fearless, P. Weir (1993) – insolito film sulla sindrome da sopravvissuto. Piatto, poco psicologico, televisivo. Weir irriconoscibile * 4.5
Willard il paranoico, G. Morgan (2003) – tra grottesco e horror, non si forma compiutamente né in un senso né nell’altro. Vedibile ma non necessario * 6

In Stato d’osservazione

Ribelle – The Brave, M. Andrews & B Chapman (2012) – animazione, Pixar * 5set
Bella addormentata, M. Bellocchio (2012) – Venezia 2012 * 6set
Prometheus, R. Scott (2012) – il ritorno di Scott alla fantascienza * 14set
E’ stato il figlio, D. Ciprì (2012) – Venezia 2012 * 14set

Il cavaliere oscuro – Il ritorno – C. Nolan, 2012 ultima modifica: 2012-09-09T19:07:30+00:00 da Redazione



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Commenti


  • alessandrosaiyan

    Se non ti piace Batman come personaggio dillo chiaramente, invece di criticare i registi quando fanno qualcosa che non piace “a te”.
    Recensione mediocre e di cattivo gusto. Solo una serie di provocazione verso io fan del fumetto (quale io non sono). E’ solo grazie a Nolan se ho guardato questi 3 Batman.


  • alessandra

    Ritagliarsi uno spazietto facendo il critico puzzaculo…. complimenti.


  • Lorenzo

    Sinceramente posso concepire alcune critiche ma a me sembra proprio un voler bruciare al rogo un regista e le sue opere gratuitamente, quasi per odio personale.
    Per quanto possano non piacere non sono sicuramente da affiancare a film di fascia B.
    Poi per carità…. De gustibus…


  • Ken Smith, Sr.

    I critici fanno i critici perche’ non sono buoni a far niente. Ma si puo’ leggere sta roba? la recensione del bar.


  • nemo

    ma che film hai visto?


  • Beppe

    Saper scrivere bene non da’ il diritto di essere arroganti e presuntuosi.
    Pessima lettura della carriera di Nolan.
    Pessimo lavoro quello del “critico”.
    Vai a zappare invece di perdere tempo al cinema.


  • Andrea

    Onestamente leggere una recensione/commento/critica del genere lascia perplessi. Non una delle critiche furenti, e presentate in modo apodittico, è sostenuta da alcun argomento valido se non quella della ripetitività del tratto interiore di Bane, peraltro coerente, a mio parere, con la sensazione dell’ineluttabilità e inevitabilità del Male Assoluto (che domina tutta la vicenda di Batman). Aggiungo che gli occhi del critico sono senza cuore, quel cuore che, fortunatamente, il film riesce ad animare, pur con tutti i suoi limiti (aho, in finale è sempre un fim su un fumetto:):):).


  • carlos

    ma vaa’ a lavuraa’


  • gigi2510

    Classico commento radical di chi si sente sempre più “alto” di tutti gli altri. Riescire ad insultare regista,attori,doppiatori e perfino gli spettatori come se parlasse di un cinepanettone, non è roba da poco. Provare a godersi un film ogni tanto no? mi ricorda la barzelletta dell’inglese che va sul raccordo contromano..


  • Luca

    Recensione davvero ingiustificabile .
    Chi ha scritto queste porcherie dovrebbe cambiare lavoro .
    Addirittura critiche al bravissimo Claudio Santamaria !!!
    Il fatto di dire la propria su un argomento non da diritto di scrivere nefandezze e superficialità .
    Ma scherziamo ?

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