Torna alta la tensione all’interno di Ataf, la società che gestisce il trasporto pubblico urbano di Foggia. Filt Cgil e Faisa Cisal chiedono alla sindaca Maria Aida Episcopo e all’Amministrazione comunale di procedere con l’azzeramento immediato del Consiglio di amministrazione dell’azienda.
Al centro dello scontro c’è la mancata presentazione del piano industriale, la cui consegna, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, era stata fissata entro il 31 agosto. Entro la stessa scadenza sarebbe dovuta arrivare anche una proposta relativa al premio di risultato destinato ai dipendenti.
La mancata consegna dei documenti ha spinto i sindacati a confermare uno sciopero di otto ore per il 10 settembre. L’astensione dal lavoro è prevista in due fasce orarie: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. La protesta potrebbe quindi provocare disagi e riduzioni nel servizio di trasporto pubblico cittadino.
Una vertenza aperta da mesi
Quello annunciato per il 10 settembre rappresenta un nuovo capitolo di una mobilitazione avviata da diversi mesi. I lavoratori avevano già incrociato le braccia l’8 giugno, nell’ambito di uno stato di agitazione proclamato per sollecitare risposte sul futuro della società.
Filt Cgil e Faisa Cisal denunciano una serie di questioni ancora irrisolte. Tra queste figurano lo stallo della procedura per l’affidamento “in house” del servizio, ritenuta decisiva per garantire stabilità all’azienda e tutelare il personale, e la mancata applicazione degli accordi sottoscritti nel settembre 2025.
Le sigle lamentano inoltre l’assenza di una programmazione chiara in materia di assunzioni e ricambio generazionale, insieme alla mancanza di risposte sulla sicurezza del servizio. Resta fermo, secondo i rappresentanti dei lavoratori, anche il confronto sulla contrattazione aziendale di secondo livello.
Le accuse alla governance aziendale
Il giudizio espresso dai sindacati nei confronti dell’attuale gestione è particolarmente severo. Filt Cgil e Faisa Cisal parlano di una conduzione «del tutto inadeguata», caratterizzata da rinvii e impegni che non avrebbero avuto seguito.
Secondo le due organizzazioni, questo immobilismo starebbe penalizzando non soltanto i dipendenti, ma anche il funzionamento complessivo dell’azienda e la qualità del servizio offerto ai cittadini.
Le contestazioni riportate rappresentano la posizione delle sigle sindacali. Nel contenuto diffuso non risulta una replica del Consiglio di amministrazione di Ataf alle accuse avanzate.
L’appello al Comune, socio unico di Ataf
La richiesta viene indirizzata direttamente al Comune di Foggia, socio unico dell’azienda. I sindacati chiedono all’Amministrazione di rimuovere l’attuale Cda e di affidare la gestione a un direttore generale dal profilo tecnico e indipendente.
La figura indicata dovrebbe possedere una comprovata esperienza nel settore del trasporto pubblico locale e avere il compito di riaprire il confronto con i lavoratori, predisporre una programmazione credibile e avviare il risanamento della gestione aziendale.
Possibili nuove proteste
In assenza di risposte immediate, Filt Cgil e Faisa Cisal annunciano un ulteriore inasprimento della mobilitazione. Le organizzazioni attribuiscono preventivamente alla proprietà, al Consiglio di amministrazione e alla struttura tecnica la responsabilità degli eventuali disagi che le prossime iniziative di protesta potrebbero causare agli utenti.
La vertenza entra così in una fase delicata. Da una parte i lavoratori chiedono certezze sul futuro dell’azienda, sugli accordi già sottoscritti e sull’organizzazione del personale; dall’altra il Comune e i vertici di Ataf sono chiamati a fornire risposte sul piano industriale e sulle prospettive del servizio pubblico cittadino.
Fonte dei fatti e delle dichiarazioni: FoggiaToday.



