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CALDO SCHIAVONE Caldo record, Schiavone: «La sicurezza alimentare è un pilastro fondamentale»

Le eccezionali ondate di calore che hanno interessato il Mediterraneo stanno creando difficoltà anche alla maricoltura del Gargano

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Settembre 2026
Economia // Gargano //

Le temperature sempre più elevate non stanno mettendo sotto pressione soltanto l’agricoltura. Le eccezionali ondate di calore che hanno interessato il Mediterraneo stanno creando difficoltà anche alla maricoltura del Gargano, con conseguenze sulla gestione degli allevamenti a mare, in particolare quelli dedicati a spigole e orate, tra le principali specie dell’acquacoltura marina italiana.

Il mese di luglio è stato il più caldo dal 1993 nel Mediterraneo, con una temperatura superficiale media vicina ai 27 gradi. Anche in Adriatico continuano a essere presenti nuclei di calore, una situazione che per gli operatori del settore non può più essere considerata un fenomeno occasionale.

L’aumento delle temperature marine sta infatti rendendo più complessa la gestione degli impianti e può incidere sulla salute e sul benessere dei pesci, aumentando anche le criticità di carattere sanitario.

A lanciare l’allarme a livello nazionale è stata l’Associazione Piscicoltori Italiani (API), che ha evidenziato come il cambiamento climatico stia imponendo nuove strategie agli allevatori.

«Con il cambiamento climatico aumentano le criticità sanitarie, cresce la complessità della gestione degli impianti e diventa necessario intervenire sull’alimentazione e sulla densità dei pesci per proteggerne salute e benessere. Le aziende stanno già investendo in soluzioni per ridurre l’esposizione ai picchi termici, spingendo il settore verso modelli di maricoltura sempre più resilienti e diversificati».

Secondo l’API, però, la capacità di adattamento delle singole aziende non può essere l’unica risposta a una situazione ambientale profondamente cambiata.

«Gli allevatori stanno lavorando in un contesto ambientale radicalmente cambiato e con difficoltà che fino a pochi anni fa non erano immaginabili e che richiedono un sostegno in questa fase di transizione».

Una questione particolarmente rilevante per la Capitanata, territorio che rappresenta uno dei principali poli pugliesi dell’economia blu. Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di Commercio, in provincia di Foggia sono attive oltre 200 imprese legate al comparto ittico in senso lato.

La provincia rappresenta storicamente il secondo polo della pesca e dell’acquacoltura in Puglia, dopo l’area del Tarantino, concentrando una quota significativa delle licenze e delle strutture produttive regionali.

Sul tema è intervenuto anche Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura Foggia e componente della Giunta nazionale dell’organizzazione, che ha condiviso l’allarme lanciato dall’associazione di categoria.

«Bene ha fatto la nostra associazione di categoria a sollevare la questione. Per il nostro territorio, che fa della produzione di cibo un asset strategico, c’è bisogno di un’attenzione particolare che non può prescindere dalla qualità di ciò che mettiamo in tavola. Un concetto che vale per i prodotti della terra così come per la maricoltura».

Schiavone ha quindi allargato la riflessione al tema della sicurezza alimentare, considerata sempre più centrale anche nelle strategie economiche e geopolitiche.

«Prende sempre più piede a livello internazionale l’idea della sicurezza alimentare come un pilastro fondamentale del concetto più ampio di sicurezza nazionale, geopolitica ed economica, da affiancare all’energia».

Per la Capitanata, secondo il presidente di Confagricoltura Foggia, questa trasformazione può rappresentare anche un’opportunità di sviluppo.

«La Capitanata su questo — conclude Schiavone — ha potenzialità ancora inespresse da valorizzare».

2 commenti su "Caldo record, Schiavone: «La sicurezza alimentare è un pilastro fondamentale»"

  1. Dite i motivi di questo cambiamento climatico anomalo e molto innaturale.
    Non nascondiamoci dietro un dito e fate cose concrete.

  2. Sollecitare il progetto
    Acqua dal Molise per la Puglia, passi avanti per il ‘tubone’: “Dopo 20 anni si entra nella fase operativa.
    collegamento tra la diga del Liscione e l’invaso di Occhito.

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