Una serie di furti mirati ai sistemi di videosorveglianza sta destando forte preoccupazione nel Basso Tavoliere, in provincia di Foggia. Una banda composta da persone incappucciate, vestite con tute da lavoro, ha sottratto numerose telecamere installate lungo le strade di diversi comuni.
Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero utilizzato una lunga asta sulla quale era stato montato un flessibile, riuscendo così a raggiungere e rimuovere gli apparecchi. Il raid più consistente è stato compiuto a Ordona, dove sono state rubate dodici delle ottanta telecamere presenti sul territorio comunale. Episodi analoghi sono stati segnalati anche a Orta Nova, Stornara, Stornarella, Carapelle e Cerignola.
A preoccupare non è soltanto il danno economico arrecato agli impianti pubblici, ma soprattutto la possibile finalità dell’operazione. Gli investigatori non escludono che l’obiettivo della banda fosse creare punti ciechi lungo alcune strade strategiche, impedendo alle telecamere di registrare movimenti collegati a futuri assalti ai portavalori, furti o altri gravi reati.
Si tratta, al momento, di un’ipotesi investigativa. Tuttavia, la scelta precisa delle apparecchiature da rimuovere e il coinvolgimento di più comuni fanno pensare a un’azione organizzata e pianificata nei dettagli.
Negli ultimi anni i sistemi di videosorveglianza si sono rivelati determinanti per le indagini delle forze dell’ordine. Le immagini permettono infatti di ricostruire gli spostamenti dei sospettati, identificare i veicoli utilizzati, seguire le vie di fuga e raccogliere elementi utili all’individuazione dei responsabili.
I furti si inseriscono in un contesto già particolarmente delicato. La provincia di Foggia è da tempo interessata da assalti agli sportelli bancomat, ai portavalori e ad altri obiettivi sensibili. Il Basso Tavoliere figura tra le zone maggiormente esposte. La sottrazione delle telecamere potrebbe quindi rappresentare un tentativo di ridurre preventivamente la capacità di controllo del territorio.
Ferma la reazione della sindaca di Ordona, Adalgisa La Torre: «Quanto accaduto è molto grave. È un vero attacco allo Stato, ma non ci faremo intimidire. Rafforzeremo ulteriormente il nostro sistema di videosorveglianza».
La prima cittadina ha inoltre ricordato il ruolo essenziale svolto dalle telecamere sia nella prevenzione dei reati sia nelle successive attività investigative: «Questi strumenti hanno dimostrato di essere preziosi per le forze dell’ordine e per la magistratura nell’individuazione degli autori dei crimini».
Le autorità stanno ora lavorando per ricostruire nel dettaglio la sequenza dei raid, accertare eventuali collegamenti tra gli episodi e comprendere quali zone siano state deliberatamente private della sorveglianza. L’obiettivo è ripristinare rapidamente gli impianti e impedire che le “zone d’ombra” create dalla banda possano agevolare nuovi colpi. Lo riporta il Corriere del Mezzogiorno.it



