Una ragazzina di 12 anni sarebbe stata allontanata, insieme alla madre, da una libreria di corso Roma a Foggia. A raccontare pubblicamente l’episodio è stato il padre della minorenne, attraverso un post pubblicato sui social, nel quale descrive la vicenda dal punto di vista della famiglia.
La famiglia, residente in Svizzera, si trovava a Foggia per trascorrere le vacanze estive. Il capoluogo dauno è infatti la città d’origine del padre della ragazzina, mentre la madre è originaria dello Sri Lanka.
Secondo quanto riferito dall’uomo, alla figlia e alla moglie sarebbe stato impedito di entrare nella libreria. La situazione avrebbe profondamente colpito la dodicenne, che sarebbe uscita dall’esercizio commerciale in lacrime.
Il racconto del padre ha rapidamente attirato l’attenzione sui social, dove la vicenda ha alimentato un acceso dibattito sull’ipotesi di un comportamento discriminatorio nei confronti della donna e della figlia.
A fornire la propria versione dei fatti è stato successivamente il libraio, che ha respinto con decisione l’accusa di razzismo, spiegando le proprie ragioni e porgendo le sue scuse per quanto accaduto.
La vicenda resta quindi al centro del confronto tra le due versioni: da una parte il racconto della famiglia, che ha interpretato l’episodio come un atto discriminatorio, dall’altra la posizione del commerciante, che nega qualsiasi forma di discriminazione e sostiene che quanto avvenuto avrebbe avuto motivazioni differenti.
Lo riporta antennasud.com.



