La vertenza sul servizio di salvataggio e antincendio dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia entra in una nuova fase. La Filcams Cgil Foggia ha chiesto alla Regione Puglia l’attivazione urgente del Tavolo di Crisi Regionale SEPAC, con l’obiettivo di individuare soluzioni a tutela dei lavoratori attualmente impiegati nel servizio.
Alla base della vertenza c’è il Decreto Interministeriale del 17 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 febbraio dello stesso anno, con il quale lo scalo foggiano è stato inserito nella Tabella A del decreto legislativo 139/2006.
Il provvedimento prevede il passaggio della gestione diretta del servizio di salvataggio e antincendio aeroportuale al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, superando di fatto l’attuale modello basato sull’impiego di personale privato attraverso un appalto.
Per questo motivo la Filcams Cgil Foggia ha trasmesso una richiesta formale alla Regione Puglia, al Comitato SEPAC, alla Presidenza della Giunta, agli assessorati al Lavoro e ai Trasporti, ad Aeroporti di Puglia S.p.A. e alla società appaltatrice Elisicilia. L’obiettivo è ottenere la convocazione di un Tavolo di Crisi e Monitoraggio Occupazionale.
«I lavoratori impiegati nel servizio di prevenzione e soccorso antincendio al Gino Lisa hanno garantito in questi anni, con altissima professionalità e senso del dovere, l’operatività e la sicurezza dello scalo», dichiara il segretario provinciale della Filcams Cgil Foggia, Pierluigi Di Stefano.
«Il subentro dei Vigili del Fuoco, pur rispondendo a un assetto normativo, rischia di tradursi nell’immediata perdita del posto di lavoro per decine di addetti e le rispettive famiglie. Non possiamo accettare che chi ha tenuto aperto e sicuro l’aeroporto foggiano venga ora abbandonato senza tutele», aggiunge Di Stefano.
La Filcams Cgil chiede quindi alla Task Force regionale un intervento tempestivo per valutare l’impatto occupazionale prodotto dal nuovo assetto previsto dal decreto e individuare strumenti concreti per evitare la perdita dei posti di lavoro.
Tra le richieste avanzate dal sindacato c’è anche l’individuazione di misure di salvaguardia sociale e lavorativa per il personale esternalizzato uscente, insieme alla definizione di possibili percorsi di ricollocazione.
In particolare, la Filcams propone di valutare il reimpiego prioritario dei lavoratori nella rete aeroportuale pugliese, all’interno di Aeroporti di Puglia S.p.A. oppure presso altre realtà e società partecipate dalla Regione Puglia.
«È compito delle Istituzioni e delle società pubbliche governare questo passaggio senza scaricare i costi sociali sulle spalle dei lavoratori», conclude il segretario della Filcams Cgil Foggia.
«Auspichiamo una convocazione ad horas del Comitato SEPAC per individuare subito le clausole di salvaguardia necessarie a tutelare i livelli occupazionali e la dignità di questi professionisti», conclude Di Stefano.



