È arrivato alle 10 di mercoledì 9 settembre davanti alla chiesa Maria Regina di Squinzano, nel Leccese, il feretro di Lorena Isceri, la giovane uccisa dall’ex compagno, che dopo averla rapita sotto casa e rinchiusa nel bagagliaio dell’auto l’ha gettata da un cavalcavia lungo l’autostrada A1.
Una bara bianca è stata accolta nel silenzio davanti alla chiesa, dove si sono raccolti i familiari e i parenti più stretti della giovane.
Particolarmente straziante il momento vissuto dai genitori. La madre Antonietta ha stretto tra le braccia un orsacchiotto bianco appartenuto a Lorena, un regalo ricevuto dalla figlia quando era ancora bambina. Il padre Franco, invece, si è avvicinato alla bara e, tra le lacrime, ha baciato il feretro della figlia.
In occasione dell’arrivo della salma, le strade di Squinzano sono state decorate con drappi e fiocchi rossi, in un’atmosfera di profondo dolore e partecipazione.
La camera ardente allestita all’interno della chiesa Maria Regina è stata momentaneamente chiusa ai giornalisti e alle numerose persone accorse, così da consentire ai familiari di vivere un momento privato di raccoglimento e preghiera.



