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SPADA BARE Omicidi in ambulanza, nelle chat di Spada selfie con le bare

Selfie con bare sullo sfondo, immagini di carri funebri, riesumazioni e forni crematori, accompagnati in alcuni casi da commenti scherzosi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Settembre 2026
Cronaca // Focus //

Selfie con bare sullo sfondo, immagini di carri funebri, riesumazioni e forni crematori, accompagnati in alcuni casi da commenti scherzosi. Sono i contenuti che Luca Spada avrebbe condiviso tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 all’interno di alcune chat di gruppo alle quali partecipava. Il materiale è ora agli atti dell’inchiesta e sarebbe stato segnalato agli investigatori da alcuni colleghi di lavoro.

Il profilo tracciato dagli specialisti del Racis

Luca Spada, ex autista di ambulanze attualmente detenuto con l’accusa di aver provocato la morte di sei pazienti attraverso iniezioni d’aria, sarebbe stato spinto, secondo gli specialisti del Racis dei carabinieri di Roma, da una “spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile”.

Gli esperti della sezione di psicologia investigativa, incaricati dalla Procura di Forlì di analizzare la personalità del 28enne, avrebbero individuato una selezione delle vittime, anziani e persone malate, compatibile con una logica predatoria e seriale.

La relazione del Racis è stata richiamata sia nel parere del pubblico ministero sia nel provvedimento con cui il Gip, durante l’estate, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa.

Per Spada è stato disposto il giudizio immediato e l’udienza davanti alla Corte d’assise di Forlì è stata fissata per il 15 ottobre. Il procedimento riguarda la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025, per la quale Spada è sottoposto a misura cautelare in carcere.

Gli altri cinque decessi contestati sono invece ancora oggetto di indagine. Spada è assistito dagli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, mentre i familiari di Mambelli sono rappresentati dagli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli.

La difesa aveva chiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, sostenendo che il licenziamento dalla Croce Rossa, avvenuto a maggio, avrebbe fatto venire meno il rischio di reiterazione.

Il pm Andrea Marchini ha però evidenziato una valutazione diversa, richiamando proprio le conclusioni del Racis e sottolineando come il pericolo di reiterazione sarebbe ancora elevato.

Secondo gli investigatori, la vicenda sarebbe caratterizzata da “un comportamento delittuoso con carattere di serialità”. Dall’analisi degli atti emergerebbe infatti una ripetizione nel tempo di condotte accomunate da elementi ricorrenti, riconducibili a uno “schema operativo identificabile e non riconducibile a singoli episodi isolati o meramente occasionali”.

Gli specialisti parlano inoltre di uno “schema comportamentale che si ripete nel tempo attraverso modalità analoghe e funzionalmente coerenti”, fino a ricondurre i fatti a una dinamica unitaria caratterizzata dalla “coazione a ripetere”.

Le immagini macabre condivise nelle chat

Un altro elemento preso in considerazione dagli investigatori riguarda la propensione di Spada a pubblicare contenuti legati al mondo delle onoranze funebri.

All’epoca dell’arresto, avvenuto ad aprile, era già emerso che l’uomo collaborava con un’agenzia di onoranze funebri di Meldola, pur senza avere con la società un rapporto di lavoro formalizzato.

Questa attività era stata approfondita dagli investigatori anche per verificare l’eventuale esistenza di un movente legato agli omicidi contestati, ipotizzati come conseguenza di iniezioni d’aria praticate ad anziani trasportati in ambulanza. L’ipotesi sarebbe stata successivamente accantonata, poiché nessuno dei decessi presenti nei fascicoli sarebbe stato gestito dall’impresa con cui Spada collaborava.

Una collega, ascoltata come testimone, avrebbe però raccontato agli investigatori della sua particolare abitudine a condividere immagini e contenuti macabri collegati alla seconda attività.

Nel settembre 2024, ad esempio, sarebbe stata pubblicata una fotografia di Spada in primo piano con quattro bare alle sue spalle, accompagnata dalla frase “ti accompagno io al Edmondo”.

Nel febbraio 2025 sarebbero comparse altre immagini di bare insieme al commento: “Ragazzi offerta speciale! Sono arrivate e non so dove metterle, se trovate da venderla fate un fischio”.

In un’altra occasione sarebbe stata condivisa la fotografia di un carro funebre davanti a una camera mortuaria, accompagnata dalla frase: “se volete fare un giro con me chiamatemi pure”.

Tra i contenuti segnalati ci sarebbe anche l’immagine di una bara aperta con la scritta “Oggi è giornata di riesumazione”.

La valutazione criminologica

Gli specialisti dell’Arma hanno analizzato anche questi comportamenti nel quadro più ampio della personalità dell’indagato. Tra gli elementi considerati tipici di chi commette reati della natura contestata vengono indicati “il mantenimento nel tempo delle motivazioni e degli obiettivi eliminatori senza ravvedimenti o ripensamenti” e la presenza di “azioni ben concatenate e ideazioni articolate”.

Secondo la relazione, tali caratteristiche sarebbero accompagnate da scelte accurate delle vittime e processi decisionali consapevoli.

Anche alcuni accessi ospedalieri di Spada, tra cui uno nel quale si sarebbe provocato un’embolia, sono stati considerati meritevoli di approfondimento dal punto di vista criminologico. Per gli specialisti potrebbero inserirsi in una fase preparatoria caratterizzata da una persistente elaborazione dell’azione, risultando compatibili con una sorta di sperimentazione, verifica o affinamento delle modalità operative.

In quest’ottica, il cosiddetto “cooling-off”, ovvero il periodo di “raffreddamento” durante il quale un serial killer non commette nuovi delitti, non costituirebbe necessariamente una vera interruzione del progetto criminoso. Potrebbe invece rappresentare, secondo l’analisi riportata negli atti, la prosecuzione del progetto attraverso modalità meno visibili ma comunque funzionali alla realizzazione del delitto.

Lo riporta rainews.it.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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