
“Dobbiamo lavorare assieme per conoscere e sfruttare le opportunità offerte dalle economie di scala che assieme possiamo creare, nei confronti dei servizi pubblici e privati”, dice ancora il promotore del Comitato.
Strade, energia elettrica, fogna, acqua, connessione internet, segnaletica e cartellonistica stradale, sicurezza, rifiuti industriali (raccolta differenziata), verde pubblico, trasporto dipendenti, asilo nido, mensa, tasse, convenzioni: assicurative-bancarie-di servizi vari, burocrazia snella: “per fare tutto questo occorre che ognuno di noi dedichi pochi minuti a questa iniziativa per fornire imput da elaborare e trasferire nelle sedi competenti”. Di conseguenza, Di Sabato ha pensato ad un Comitato “libero da qualsiasi sottoscrizione” ma diretto solo verso “una semplice adesione verbale”, un’adesione a voce che consenta di “fare massa”, così lasciando la libertà a chiunque di “aderire o meno” alle opportunità che potrebbero scaturire da tale comunione di pensiero. Qualsiasi cittadino di Manfredonia volesse e potesse collaborare fattivamente al progetto, apportando idee e spunti per perfezionare il nascente comitato proposto da Di Sabato potrà confrontare le sue idee, cominciando ad un inviare una e-mail all’indirizzo: manfredoniaindustria@libero.it.
Per evitare costi di organizzazione e di gestione ho chiesto la collaborazione alla locale sede della Confcommercio che ha manifestato la sua totale disponibilità, accollandosi l’incarico di elaborazione le schede che ci perverranno e sfruttando la sua forza negoziale nazionale in termini di convenzioni a favore delle pmi.
La prima iniziativa in cantiere del nascente Comitato sarà il Carrier Day, iniziativa in collaborazione con l’università di Foggia corso di laurea in economia del territorio tenuto a Manfredonia, volta a selezionare, tra laureandi e laureati, stagisti e tirocinanti da collocare nelle aziende locali.
“Seguiranno altre iniziative – conclude Di Sabato – la prima su tutte un incontro con la parte politica e tecnica che gestisce i lavori nell’area industriale per capire cosa stanno facendo in quest’area, poiché le imprese sono allo scuro di tutto ciò che accade al di fuori del proprio cancello”.


