È un’ipotesi, non tanto perché tra Puglia e Balcani non ci fosse terraferma – ma non ‘c’erano i Balcani, però, almeno come li conosciamo oggi – ma proprio perché allora l’uomo non si era ancora sviluppato come specie. In compenso, il Tavoliere era un grande lago o mare interno. Gli scienziati ritengono che il Mediterraneo e con esso l’Adriatico si siano prosciugati e riempiti d’acque di nuovo almeno una dozzina di volte. E questo fino a 5 milioni di anni fa, quando Spagna ed Africa, originariamente unite nella Pangea, la grande terra unica, si sono definitivamente allontanate, spinte dalla deriva dei continenti. Dal varco creato a Gibilterra tra la piattaforma meridionale iberica e quella settentrionale africana l’Oceano Atlantico ha fatto irruzione per sempre, creando il bacino mediterraneo.
Si suppone inoltre che prima le terre fossero quasi del tutto emerse tra l’attuale costa foggiana e il territorio balcanico, ad eccezione di un ampio cratere molto più ad oriente rispetto al Tavoliere. Lo si apprende consultando, non senza stupore e con curiosità, atlanti dell’antichità più remota. Dodici volte l’altalena tra mare e terraferma tutt’intorno al Gargano. Disastroso se dovesse ripetersi, complice l’effetto serra che scioglie i ghiacci perenni ai Poli e favorisce l’innalzamento del livello dei mari. Meglio non pensarci e magari esorcizzare la paura con un bel libro catastrofico di pura finzione. Dopotutto, anche un maestro indiscusso di storia segreta delle antiche civiltà come il sociologo e scrittore scozzese Graham Hancock si è dato alla narrativa, esordendo come romanziere con una vicenda sempre ricca di aspetti misteriosi ed arcani, come si addice al suo stile. Ne “La spirale del tempo”, Corbaccio 504 pag. 19,60 euro, si assiste con terrore allo scontro assoluto tra il Bene e il Male, con la lotta di due giovani donne che vivono nelle estremità opposte del Tempo. Il destino del mondo è nelle loro mani. Ci sono epoche della Storia, non importa quanto lontane, che possono influenzarsi. Il demone Sulpa è evaso e si serve di un popolo selvaggio per portare a termine il suo piano: rendere schiava l’umanità. Solo due ragazze possono impedirlo. Leoni, che vive a Los Angeles e Ria che vive in una tribù dell’Età della Pietra, 22mila anni prima di Cristo. Per un’esperienza extrasensoriale di Leoni, a causa di un’overdose quasi fatale, le due si incontrano, straordinariamente. Mentre il demone è intento a distruggere la tribù di Ria e si prepara a manifestare il suo potere anche nel presente, Leoni e Ria firmano un patto indissolubile. Da loro dipende il futuro degli uomini e delle donne di sempre…Ed esorcizzando esorcizzando, si può affrontare anche uno dei nodi del presente, quello energetico: il demone del petrolio.
È l’oro nero l’oggetto del desiderio nel romanzo d’azione di Allan Folsom “Il dossier Hadrian”, Longanesi, 456 19,60 euro. Nicholas Marten, ovvero l’ex detective della polizia di Los Angeles John Barron, è incaricato dal presidente degli Stati Uniti di verificare la strana condotta in Guinea equatoriale dei contractor di un’agenzia privata Usa. Assunti per proteggere una società petrolifera americana, fomentano invece la rivolta. Un missionario cattolico, padre Willy, ha delle foto importanti da rivelare, ma il prete è catturato e Marten se la cava a stento e non avrà pace fino al termine della missione, dall’isola di Bioko a Parigi, a Berlino, a Lisbona, sulle tracce del misterioso dossier Hadrian.
Redazione Stato



