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Sanità, operatori 118 in sciopero: “Il Governo ci dia i soldi”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Novembre 2010
Capitanata //

Operatori del 118 Foggia ancora in attesa dell'internalizzazione (image N.Saracino)
Foggia – VOLONTARI del 118 di Foggia ancora in attesa dell’internalizzazione con la propria società di riferimento. In Puglia la situazione è in fase di empasse, a causa della mancata firma da parte del Governo Berlusconi del Piano di rientro sanitario, che “sbloccherebbe” circa 500 milioni di euro necessari a dare il via a varie operazioni, tra cui l’internalizzazione degli operatori.

SCIOPERO – Per questo motivo, il prossimo 15 novembre, dinanzi al consiglio regionale di Bari, si terrà uno sciopero generale cui parteciperanno i lavoratori delle Ditte appaltatrici della Asl di Bari, Lecce, Brindisi, Policlinico e delle “Società in House” di Foggia, Taranto e Bat, che chiederanno al Governo di accelerare la firma del Piano di rientro, dando così una boccata d’ossigeno a tutte le postazioni del 118 regionali. In particolare, i lavoratori chiedono la ripresa dell’internalizzazione nelle ASL e Aziende Ospedaliere, il blocco delle procedure di Gare di Appalto per i servizi ancora da internalizzare e “il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori”, opponendosi alla sospensione alle stabilizzazioni imposto dal Governo nazionale e al blocco del turn-over del personale delle ASL ed i tagli alla Sanità.


SITUAZIONE A FOGGIA – Per la provincia di Foggia sono coinvolte 17 postazioni di emergenza per un totale di circa 160 operatori provenienti per la maggior parte dal Sub-Appennino Dauno (tra le varie postazioni: Casalnuovo Monterotaro, Castelluccio Valmaggiore, Bovino, Carlantino, Lucera, ma anche Manfredonia, Mattinata, Cerignola), ancora in attesa di essere internalizzati in Sanità Service, società a cui fanno riferimento per il loro sevizio. Tutto o quasi nelle mani del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dunque, che ha tempo fino al 15 dicembre per firmare il Piano di rientro sanitario. In caso contrario, come spiega a Stato il coordinatore del 118 per la provincia di Foggia, Michele Belluscio, si assisterà alla mancata internalizzazione degli operatori, oltre all’attuazione di tagli a reparti e posti letto di strutture già provate dalle misure riduttive applicate dal piano di recupero dei debiti da parte della Regione Puglia.

BELLUSCIO: “IL GOVERNO DANNEGGIA LA PUGLIA” – Secondo Belluscio vi è in atto una “questione politica” da parte del governo nazionale che sta “volontariamente danneggiando il settore sanitario pugliese, che necessita di operazioni quali l’internalizzazione degli operatori del 118”. Michele Belluscio ricorda infatti che l’approvazione del Piano di rientro sanitario pugliese fu approvato anche da tecnici del Ministero dell’Economia, e sospetta quindi manovre di ostacolo al buon funzionamento della sanità nella regione. “E’ giusto che gli operatori facciano sentire la loro voce e che su questa vicenda non si spengano i riflettori – afferma il coordinatore del 118 – attualmente si è appesi a un filo, senza quella firma è tutto bloccato perché non si può procedere nemmeno alla messa a bando di un concorso pubblico, in quanto si tratta di operazioni che devono essere messe a bilancio e dato che l’Asl di Foggia non ha i soldi necessari a fare tutto ciò, ci si deve necessariamente appellare ai fondi regionali”.

L’ANNO NERO DEL 118 – Novità sono attese dunque per metà dicembre, in quello che è stato l’annus horribilis per gli operatori del 118 della provincia di Foggia. Come si ricorderà, infatti, i volontari iniziarono a scioperare a gennaio di quest’anno dinanzi alla sede dell’Inam di Foggia per far sentire la propria voce contro la mancata internalizzazione delle 17 postazioni di Sanità Service, nata nel 2003 e comprendente circa 200 lavoratori. Dopo settimane di incertezza, il 9 febbraio la Regione Puglia, dopo un lungo Consiglio regionale, dove non mancarono tensioni con l’opposizione, approvò l’ormai famoso “decreto Ominbus”, in particolare l’art. 32, uno dei 48 articoli del decreto, riguardante “l’internalizzazione e la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità”, che riguarda circa 8.000 lavoratori in tutta la regione. La mancata attuazione del decreto portò ad ulteriori scioperi, fino ad arrivare ad oggi all’ennesima manifestazione di protesta, in quella che sembra ormai diventata una telenovela, dal finale ancora tutto da scrivere.


nicola.saracino@statoquotidiano.it

1 commento su "Sanità, operatori 118 in sciopero: “Il Governo ci dia i soldi”"

  1. stanco di lavorare senza nessun diritto.ILrischio che corriamo ogni giorno durante gli eventi d’urgenza senza nessuna tutela previdenziale,e se al posto nostro ci fossero LORO come cambierebbero le cose.STABILIZZAZIONE SUBITO ,CON ANNI D’ESPERIENZA ALLE SPALLE E DOCUMENTI IN REGOLA,PENSO D’AVERNE DIRITTO.BASTA ORA BASTA.

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