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Agroalimentare, Regione a Governo: emanare decreto per stato di crisi


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L'assessore regionale all'Agricoltura Dario Stefàno (immagine d'archivio da www.stefanopetrucci.com)

L'assessore regionale all'Agricoltura Dario Stefàno (immagine d'archivio da www.stefanopetrucci.com)

Bari – APPROVATO all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia, a conclusione della seduta monotematica sull’agricoltura, un ordine del giorno relativo allo stato di crisi. Nel documento si fa presente come “l’aumento medio dei prezzi dei prodotti agricoli nel periodo 2003 ‑2008, di gran lunga inferiore all’aumento dei costi di produzione”, avrebbe determinato una “forte contrazione dei redditi degli agricoltori aggravando la loro esposizione verso le banche e gli istituti previdenziali, ed innescando una spirale di difficoltà nell’accesso al credito per l’esercizio e per gli investimenti”. Pertanto “la constatazione dei precedenti dati statistici” invita a riflettere i responsabili della Giunta pugliese “su una riorganizzazione della filiera agroalimentare nella quale l’anello debole è rappresentato dai produttori per cui il valore aggiunto si concentra sui livelli della trasformazione e della distribuzione mentre i prodotti agricoli sono spesso sottopagati senza alcun beneficio per il consumatore finale”. La Giunta Regionale, con propria deliberazione n. 2143 del 10 novembre 2009, ha già dichiarato lo stato di crisi di mercato per il comparto agricolo e per le sue produzioni e impegna, pertanto, iI Presidente della Giunta regionale e tutta la Giunta a chiedere al Governo nazionale di attivare le procedure per “l’emanazione del decreto con il quale dichiarare lo stato di crisi del comparto agricolo e delle sue produzioni” per porre gli imprenditori agricoli nelle condizioni di beneficiare di quanto disposto dalla legge 29 aprile 2005 n. 71 e della Legge 231 /2005; di dare anche attuazione alla “piattaforma di proposte congiunturali”, già approvata all’unanimità da tutte le regioni d’Italia in seno al comitato agricolo nazionale, traducendola in azioni concrete e adeguatamente finanziate, non solo attraverso le risorse previste nella prossima legge finanziaria dello Stato. Stamane, il presidente del Consiglio della Regione, Pietro Pepe, il governatore Nichi Vendola, l’assessore all’Agricoltura Dario Stefano, i capigruppo di maggioranza ed opposizione e i componenti della IV commissione consiliare (Agricoltura, industria e turismo) hanno incontrato una delegazione di sindaci e agricoltori pugliesi. Le associazioni di categoria e comitati spontanei hanno ringraziato i rappresentanti regionali per “la sensibilità dimostrata nell’accogliere le loro istanze e ribadito la richiesta di dichiarare lo stato di crisi”. E’ stata già richiesta la possibilità di “istituire un tavolo di concertazione permanente tra istituzioni e associazioni al fine di “trovare vie nuove ed evitare soluzioni figlie dell’emergenza”. Sullo stato di crisi dell’agricoltura Stefàno ha detto ha dichirato che sotto l’aspetto economico l’agricoltura pugliese realizzerebbe “una produzione oscillante tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro, partecipando per circa l’8% alla formazione della produzione nazionale e contribuendo per più del 6% al Pil regionale”. Nei dati di Stefàno, “la superficie agricola utilizzata (Sau) è di oltre 1.200.000 ettari, pari al 60% dell’intero territorio pugliese”.  Oltre un terzo delle aziende agricole pugliesi hanno un’estensione inferiore ad un ettaro e oltre il 60% inferiore ai due ettari. In totale si parla di 245.000 aziende. La scarsa attrattività occupazionale e residenziale del settore è dimostrata dal rapporto di 1 a 10 tra gli imprenditori under 35 e gli over 65.  “L’aggregazione dell’offerta di prodotti agricoli nel contesto regionale soffre di alcune problematiche di tipo strutturale riconducibili alla scarsa integrazione con le fasi di più avanzata trasformazione e distribuzione dei prodotti e, alla modesta innovazione tecnologica degli impianti di trasformazione gestiti in forma associata”. Per la redditività: Tra il 2003 e il 2008 l’indice generale dei prezzi al consumo, su base nazionale, riferito ai prezzi di tutti i prodotti consumati che forniscono l’indicazione dell’inflazione, ha mostrato una crescita costante, intorno al +2,2% ogni anno. In questo stesso periodo si è evidenziata ancora una volta una bassa spinta dei prezzi agricoli sull’inflazione, considerato che la loro crescita è stata in media dell’1,3% all’anno. Al contempo i costi medi di produzione hanno segnato una crescita media annua del + 3,7%, determinata essenzialmente dal fatto che la struttura dei costi di produzione delle imprese agricole vede una incidenza del 75% del costo delle materie prime, così da rendere molto sensibili i costi di produzione alle fluttuazioni dei prezzi di mercato. Ciò ha determinato una forte contrazione dei redditi degli agricoltori aggravando la loro esposizione verso le banche e gli istituti previdenziali, ed innescando una spirale pericolosa di difficoltà nell’accesso al credito per l’esercizio e per gli investimenti.

Agroalimentare, Regione a Governo: emanare decreto per stato di crisi ultima modifica: 2009-12-09T17:24:20+00:00 da Giuseppe de Filippo



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