Cultura

Tesoro di Tanzi e ritratti di ‘signora’


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DeNittis (image by CorrieredelSera)

DeNittis (image by CorrieredelSera)

Parma- QUASI 100 milioni di euro. Questo il valore stimato delle 19 opere sequestrate dalle Fiamme Gialle, nucleo tributario di Bologna, a Callisto Tanzi, l’ex patron del gruppo Parmalat (crollato nel 2003 sotto il peso di un buco da circa 14 miliardi di euro) e  inseguito dai creditori sparsi in tutto il Mondo. Lo ha annunciato il 5 dicembre il procuratore capo di Parma nel corso di una conferenza stampa. “L’indagine è partita da un servizio di Report, abbiamo pensato che si fossero mosse le acque”, ha detto il procuratore Gerardo La Guardia davanti alla telecamere Rai, facendo riferimento alla trasmissione televisiva d’inchiesta di RaiTre che ha spinto gli inquirenti ad attivare per quattro giorni intercettazioni telefoniche, che hanno portato alla scoperta del “tesoro” che i Tanzi hanno cercato di nascondere. Secondo gli inquirenti le trattative erano in fase molto avanzata e la Procura ritiene che le opere sarebbero state acquistate da compratori provenienti dalla Russia. I quadri ed altri oggetti erano state nascosti nelle cantine di due appartamenti di Parma e in uno di Pontetaro, nelle abitazioni di famiglie inconsapevoli della loro presenza. Il capo di questa operazione, secondo la guardia di Finanza, era Stefano Strini, genero di Tanzi, ora indagato per ricettazione e favoreggiamento assieme ad un altro soggetto sul nome del quale vige il segreto istruttorio. Il luogo in cui sarebbe dovuto avvenire il passaggio di mano, secondo le intercettazioni, è Forte dei Marmi, località turistica dove si registra da sempre una forte presenza di miliardari provenienti dall’est Europa. Secondo alcuni testimoni il tesoro era stato prima trasportato, insieme ad altri oggetti di valore, su alcuni furgoni bianchi fino alla Svizzera per essere ricondotto in Italia in un secondo momento. La Guardia di Finanza ha quindi ritrovato 19 tra dipinti e disegni dei più grandi artisti del XIX e XX secolo tra questi un olio di Manet raffigurante alberi, una natura morta di Van Gogh, un acquerello su carta di Cezanne, un pastello di Pizarro, un paesaggio di Severini, una illustrazione di Grosz, una matita di Bergerie di Modigliani, Il ritratto di ballerina, matita su carta Degas, un autoritratto di Ligabue, una scogliera di Pourville di Monet, una natura morta di Gauguin, un tronco d’albero di Van Gogh, una natura morta di Picasso datata 1944 e un ritratto di signora, a grandezza naturale, di De Nittis. Nato a Barletta nel 1846, Giuseppe De Nittis opera il suo apprendistato fin da giovane presso il pittore barlettano Gianbattista Calò. Nel 1860 si iscrive all’Istituto di Belle Arti di Napoli e quattro anni dopo, disinteressato alle nozioni impartite dalla scuola napoletana, fonda la cosiddetta Scuola di Resina. Nel 1867 si trasferì a Parigi dove sposerà più tardi Léontine Lucile Gruvelle, che influenzerà notevolmente le scelte sociali ed artistiche del marito. Il culmine della sua fama giunge all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 dove è l’unico artista italiano presente. Muore nel 1884 a Saint-Germain-en-Laye colpito da una fulminante congestione cerebrale. La Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” di Barletta è uno dei più importanti luoghi d’interesse artistico in tutta Puglia. Situata in via Cialdini, la Pinacoteca contiene al secondo piano quasi tutti i quadri del celebre impressionista barlettano. Questa galleria d’arte ha avuto una storia alquanto travagliata. Ospitata inizialmente nell’ex convento dei Domenicani, in via Cavour, con annessa chiesa di San Domenico, in seguito, dopo la ristrutturazione del Castello Svevo di Barletta, trova posto nelle ampie sale della fortezza Federiciana, poste al primo piano. Tuttavia la vicinanza al mare della costruzione pone i quadri a numerosi rischi e così, dopo la ristrutturazione di Palazzo della Marra, la Pinacoteca viene definitivamente trasferita in questa sede il 31 marzo 2007. Il pittore impressionista Giuseppe De Nittis è oggi molto richiesto nelle diverse aste che si svolgono nel paese. Il 30 giugno 2007 un anonimo collezionista barlettano si è aggiudicato il quadro “Signora napoletana”, venduto nella londinese Christie’s. Il valore d’acquisto dell’olio su tela (95×75cm.), appartenuto ad una raccolta privata romana, ha raggiunto le 300 mila sterline, pari a circa 460 mila euro, ai quali vanno aggiunti le commissioni e le spese. Un bel risultato per l’artista pugliese che si distinse, già per la sua epoca, per il suo grande spirito innovatore.

Tesoro di Tanzi e ritratti di ‘signora’ ultima modifica: 2009-12-09T11:30:18+00:00 da Agostino del Vecchio



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