Psicologia

L’ansia


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Ansia (www.unime.it)

Ansia (www.unime.it)

Manfredonia – COME dimostrano i dati epidemiologici da tempo, l’ansia è uno dei quadri psicopatologici più diffusi nella società odierna. Inoltre, le ultime stime evidenziano che i disturbi d’ansia sono molto costosi per la comunità. Infatti, molte persone vivono ricorrendo frequentemente alle cure del proprio medico di famiglia, ad un uso eccessivo di farmaci, alle cure specialistiche, ad approfondimenti diagnostici e ai servizi di pronto soccorso. È proprio in tali ambiti che, per tutela personale, vengono eseguiti continui accertamenti che, anche se in un primo momento sembrano rassicurare il paziente, in realtà, non fanno altro che rinforzare il quadro sintomatologico. In linea generale, le cause predisponenti più frequenti ai diversi quadri ansiosi (in letteratura vengono distinti: “disturbo da attacchi di panico”, “disturbo d’ansia generalizzata”, “fobie”, “disturbo ossessivo-compulsivo”, ecc…) sono: aver vissuto un evento di vita stressante, sia in ambito personale che professionale; essere vissuti in famiglie iperprotettive; avere un “temperamento emotivo”; ecc…. Tuttavia, lo scatenarsi di un disturbo d’ansia è certamente determinato dall’intrecciarsi di pensieri, emozioni e comportamenti. Quali sono le caratteristiche fondamentali di chi soffre d’ansia?

  • Preoccupazioni esagerate e stato di allarme verso situazioni di vita.
  • Preoccupazioni relative al proprio stato di salute o a quello dei propri cari.
  • Stato emotivo caratterizzato da paure e timori.
  • Tremori, sudorazioni, disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali, avere il “respiro corto”, senso di soffocamento, “nodo alla gola”, palpitazioni e tachicardie, tensioni muscolari, cefalea.
  • Comportamento caratterizzato dall’evitamento di tutte le situazioni vissute dalla persona come pericolose e/o dalla ricerca della vicinanza di una figura rassicurante.

Come si manifesta un disturbo d’ansia e come viene mantenuto nel tempo?  Una situazione stressante, ad esempio trovarsi in un luogo dal quale è impossibile fuggire o chiedere aiuto, un pensiero, ecc… possono causare un’attivazione psicofisiologica specifica (tremori, palpitazioni, senso di soffocamento, disturbi gastrointestinali e dolori conseguenti a tensioni muscolari). La persona interpreta tali fenomeni come una minaccia per la propria salute. Ad es, percependo il battito del cuore più accelerato (oggettivamente non pericoloso), il pensiero predominante è il timore di avere un infarto. Conseguentemente, nel timore di vivere nuovamente tali manifestazioni (ansia anticipatoria), la persona tenderà ad evitare tutte le situazioni che potrebbero causarle, riducendo in tal modo il suo campo di azione e circondandosi di persone di fiducia. Molte persone che soffrono di disturbi d’ansia, infatti, hanno difficoltà ad allontanarsi da casa da sole, ad affrontare un viaggio, anche se breve, a mettersi in coda, ecc… Mentre in alcuni casi l’evitamento è conseguente al timore di trovarsi in luoghi da cui è impossibile fuggire o richiedere aiuto, in altri casi è presente il timore di manifestare lo stato ansioso in presenza di altre persone. In altri casi ancora, alcune persone lamentano di avere “la testa piena di pensieri”. Si tratta di stati ansiosi caratterizzati prevalentemente da preoccupazioni generalizzate verso se stessi, persone care o situazioni di vita, che attivano una rimurginazione continua su fatti e cose. Pertanto, modificando i pensieri, contenendo lo stato ansioso e attenuando la reattività psicofisica, la persona si riappropria della sua libertà di azione e, in molti casi, della sua vita.

Dott.ssa Anna Palumbo

Psicologa

Via Maddalena, 118 – Manfredonia (Fg)

Cell: 333-4698723

E-mail: a.palumbo79@libero.it

L’ansia ultima modifica: 2009-12-09T10:40:24+00:00 da Redazione



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