Capitanata

Torremaggiore, storia di un ‘rettifilo’ indigesto


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C.Matteotti-Torremaggioreblog.spot

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Torremaggiore – “LO storico e prestigioso ‘Rettifilo’ libero subito dai disastri della giunta di Alcide Di Pumpo”. Questa la richiesta del rappresentante del Movimento per i diritti della Capitanata, ‘Un’altra politica per un altro Sud: laboratorio di Democrazia e partecipazione per una nuova rappresentanza’, Michele Ametta. “A questa dis-amministrazione – dice Ametta – non è bastato il triste primato di essere diventato l’unico paese al mondo dove il traffico dalla periferia è stato dirottato al centro con le conseguenze che è diventato tutto più difficile: passeggiare e sostare; crcolare; parcheggiare; caricare e scaricare le merci. Era sufficiente già questo, e ne avanzava parecchio, per rendere invivibile il “rettifilo”, invece no – continua il responsabile del Movimento per i diritti della Capitanata – al peggio non c’è mai limite: dovevano sperperare altro denaro pubblico per trasformare il “rettifilo” in un pericoloso percorso ad ostacoli”. “Avevano avuto il coraggio di chiamarlo “arredo urbano” – continua Ametta – dopo si è visto che era semplicemente “materiale a deposito”, perché avevano pensato di trasformare il corso in una “magazzino”. Piano piano ogni cosa sta trovando la sua sistemazione: le mostruose “pietre lampeggianti” giacciono adesso in via San Paolo; le “palle di pietra” sono andate ad intralciare l’uscita e l’entrata all’ingresso di viale Di Vittorio della Scuola San Giovanni Bosco; i sedili per “kamikaze” (quelli che volevano farsi pestare i piedi dalle ruote delle macchine, o beccarsi schiaffi dagli specchietti retrovisori), non si sa dove sono, ma non ci sono più, chissà a chi o a cosa sono serviti. “Chi gli ha visti ?”. Tranquilli, fra poco, troveranno posto anche gli ultimi “bauli” depositati temporaneamente e si libererà finalmente il “rettifilo”, con grande soddisfazione di pedoni, automobilisti, commercianti, ma con un inutile spreco di soldi”.

“Troppi disagi negli uffici postali di Foggia”. Adiconsum sollecita l’intervento di Poste Italiane: “Ripristinare gli standards qualitativi del servizio”.

Foggia, 10 dicembre 2009 – “Gli odiosi e persistenti disagi che si registrano negli uffici postali di Foggia, in particolar modo in quello “centrale” di Viale XXIV Maggio, rendono doveroso un tempestivo intervento da parte della direzione provinciale di Poste Italiane.” E’ quanto afferma l’associazione a difesa dei consumatori, Adiconsum di Foggia. “Di fronte alle continue e comprensibili proteste degli utenti, in particolar modo di tanti pensionati, l’azienda Poste Italiane – sottolinea Adiconsum – non può continuare ad ignorare una situazione di disagio grave ed ingiustificabile, che costringe molti cittadini a lunghissime ed estenuanti attese negli uffici, a causa della scadente organizzazione del servizio di sportelleria da parte dell’azienda stessa”. Secondo i consumatori, “nonostante la cortesia e la professionalità degli operatori postali, soprattutto nei periodi di maggiore nonché prevedile affluenza, l’utenza delle Poste di Foggia è costretta sempre più spesso a perdere – rilevano – intere giornate, attraverso interminabili file chilometriche e disorganizzate, per riuscire ad utilizzare un servizio pubblico fondamentale per l’intera comunità”. Adiconsum evidenzia che “il disagio si è ulteriormente aggravato a causa della chiusura dell’ufficio centrale di sabato scorso, messa in atto nell’approssimarsi della festività dell’Immacolata, che ha portato ad un’affluenza ingestibile nelle successive giornate, nelle quali erano previste diverse scadenze. Come puntualmente si sta verificando in questi giorni, specialmente per i più anziani, entrare in un ufficio di Foggia significa – aggiunge l’associazione – sottoporsi ad un calvario insopportabile di diverse ore, da trascorrere quasi sempre restando in piedi”. Per queste ragioni, l’Adiconsum sollecita la Direzione di Filiale di Poste Italiane a ripristinare gli standards qualitativi, riorganizzando in maniera efficiente il servizio, attraverso una migliore programmazione ed una più adeguata utilizzazione delle risorse umane.
Torremaggiore, storia di un ‘rettifilo’ indigesto ultima modifica: 2009-12-09T12:18:41+00:00 da Redazione



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