Capitanata

Vieste nell’era globale


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Viestevedutaaerea (image by vieste.it)

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Vieste – NELLA globalizzazione in salsa viestana, gli incendi nell’entroterra sono eventi insignificanti. Sono 30 anni che i boschi di Vieste vanno in fumo!
Nel momento in cui il fuoco ha toccato alcuni villaggi turistici sulla costa, nel luglio del 2007, la politica viestana è entrata in soccorso e ha definito gli incendi imprevedibili. Ma come! Hanno dimenticato il rogo di Pugnochiuso! E in coro i paladini di ogni colore hanno dichiarato che in futuro non sarebbe successo «mai più niente di simile». Nell’agosto del 2007 dei vigliacchi hanno incendiato la pineta di San Felice! Se venite in vacanza a Vieste, accertatevi che il vostro villaggio sia munito di un valido sistema antincendio. Perché a Vieste è successo, in occasione degli incendi del 2007, che importanti strutture ricettive ne fossero privi. Vi rendete conto della gravità? Non hanno protetto gli ospiti, loro stessi e il patrimonio ambientale! E’ l’avidità dei più ricchi. Già, il denaro a Vieste è un’altra grande passione.Blindati in mostruosi SUV, come se abitassero nella giungla amazzonica, ghettizzati nei loro villaggi, i ricchi appaiono in pubblico elegantissimi ma tristi e parlano sempre di soldi. E sono immortali. Diversi sono accomunati dalla passione per gli orologi. L’immortalità e il tempo, abbinamento curioso! Nella globalizzazione dal sapore di mare, l’onorevole Michele Bordo presenta un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente per «la presenza di elevati profili problematici e di criticità dell’Ente Parco», mentre nello stesso tempo il Presidente del Parco nazionale del Gargano conquista riconoscimenti nella Federparchi. Ecco come si sono susseguiti i fatti. Con l’interrogazione a risposta in Commissione (5-00917) al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (29 gennaio 2009), l’onorevole Bordo chiese, tra l’altro: «Quali iniziative e provvedimenti urgenti il Governo intenda assumere per ripristinare l’immediata funzionalità di indirizzo programmatico e gestionale dell’Ente Parco Nazionale del Gargano». Non passa tempo e il presidente del Parco nazionale del Gargano, Gatta, viene eletto nel consiglio direttivo della Federparchi, la Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali. In un’intervista rilasciata a “l’Attacco”, Gatta ha parlato di molti progetti, dal piano antincendi alla mobilità interna. Silenzio assoluto, invece, sul Piano del Parco. Lo strumento fondamentale di pianificazione territoriale dell’area protetta ha una gestazione lunga e tribolata! Nella globalizzazione made in Vieste, Spina Diana ci pone i rimedi. In un’intervista rilasciata a Paola Lucino della redazione de “L’Attacco” il 18 dicembre 2008, dal titolo “Il diluvio dopo Mimì Spina”, l’ex onorevole ha affermato: «Il disastro ambientale sotto gli occhi di tutti è stato provocato dalla mancanza di vigilanza. Manca il senso della protezione». Mimì Spina ha prospettato rimedi e si è fatto paladino dell’ambiente. Gianni Sollitto, dalle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” del 21 gennaio 2009, ci ricorda che «Forse è giunto il momento di sostituire la politica della crescita, intesa come eccessiva espansione urbana, con il controllo e il sostegno, consolidando le attività produttive esistenti e sostenendo le iniziative imprenditoriali e complementari rispetto all’esistente». Forse! Adesso! Dopo la riqualificazione con il cemento armato dei villaggi che insistono sulla spiaggia, i vincenti, per tutelare la competitività delle proprie strutture ricettive, si fanno paladini dell’ambiente!

Vieste nell’era globale ultima modifica: 2009-12-09T12:52:11+00:00 da Redazione



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