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RISORSE Fondo delle risorse decentrate 2025: in Provincia di Foggia 3 milioni per il salario accessorio

La Provincia di Foggia ha definito il fondo delle risorse decentrate per il personale non dirigente relativo al 2025

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
9 Dicembre 2025
Economia // Foggia //

La Provincia di Foggia ha definito il fondo delle risorse decentrate per il personale non dirigente relativo al 2025, dando attuazione all’articolo 79 del CCNL Funzioni Locali 2019/2021. Il provvedimento, firmato dal dirigente del Settore Risorse Umane Giuseppe Diella, costituisce formalmente il fondo, distinguendo tra parte stabile e parte variabile, e verificando il rispetto dei rigidi vincoli nazionali sul trattamento accessorio.

L’ammontare complessivo del fondo, prima delle decurtazioni, raggiunge i 4.572.313,21 euro, frutto sia delle quote storiche consolidate sia di nuovi incrementi contrattuali e normativi, comprese le risorse per differenziali economici, riclassificazioni e incentivi tecnici legati a specifiche funzioni (dalla viabilità alle politiche sociali).

Su questo totale gravano però tre pesanti tagli: la riduzione “storica” introdotta dalla legge di stabilità 2014 (561.636,50 euro), la riduzione collegata al trasferimento del personale dei Centri per l’impiego (532.748,01 euro) e una ulteriore decurtazione di 456.809 euro necessaria per rispettare il tetto fissato dall’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 75/2017 sul complesso del salario accessorio.

Il risultato finale è un fondo effettivamente utilizzabile pari a 3.021.119,70 euro, che rappresenta la base economica per la contrattazione decentrata integrativa 2025. Di questa cifra, una parte importante è vincolata a istituti già consolidati – progressioni economiche orizzontali, indennità di comparto, compensi per specifiche funzioni – mentre la quota realmente negoziabile viene stimata in 947.223,57 euro al netto degli oneri riflessi e dell’Irap.

La determinazione conferma inoltre che il fondo rispetta i limiti complessivi di spesa del personale previsti dalla legge 296/2006 e dalla normativa contabile armonizzata, come certificato dal Settore Finanziario. Un passaggio non solo tecnico: senza tale certificazione, infatti, qualsiasi accordo decentrato sarebbe esposto al rischio di rilievi da parte degli organi di controllo e della Corte dei conti.

Il provvedimento verrà ora trasmesso alle organizzazioni sindacali e alla RSU per l’avvio del confronto sulla distribuzione delle risorse, in particolare su produttività, indennità e misure di valorizzazione del personale. La partita, come sempre, si giocherà sull’equilibrio tra vincoli di finanza pubblica e bisogno di riconoscere il lavoro di chi manda avanti, ogni giorno, la macchina amministrativa di Palazzo Dogana.

A cura di Giovanna Tambo.

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