Cinema

Epok Studios di Manfredonia: la passione per il cinema ‘ci unisce’


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Manfredonia – LA Epok Studios di Manfredonia nasce, ai primi del 2000, come ‘etichetta nominale’ per “accompagnare”, e valorizzare, i tentativi di corti cinematografici dell’area. Attualmente la Epok rappresenta una associazione di fatto composta da quattro soci fondatori e una decina di associati e collaboratori, impegnata nella realizzazione di un film autoprodotto, ‘Faro’, la cui uscita è prevista per la prossima primavera. (maggiori dettagli su www.epokstudios.it). Stato ha intervistato il regista sipontino Vincenzo Totaro, tra i fondatori di Epok.

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Stato: Quando ti è venuta la passione per il cinema?
Totaro: Credo di averla avuta da sempre. Il primo film ha rappresentato una sorta di ‘primo ritorno al futuro’, un film nel quale ho sviluppato un discorso del Tempo in chiave nostalgica, evidenziando le possibilità insite all’uomo per poterlo manipolare. E da lì ho iniziato. Il primo tentativo di fare cinema è partito nel 1992 con la versione cinematografica di cluedo per poi scoprire subito dopo che esisteva già la trasposizione sul grande schermo. E per fortuna non sono riuscito a finirlo.

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S: Ed in seguito?
T: in seguito un lungo periodo di collaborazione con altri film maker, che hanno sancito l’accantonamento (per fortuna) dei miei progetti, in quanto il risultato visivo prodotto risultava deludente per come l’avevo immaginato originariamente. Intorno al 2003 si è creato spontaneamente un gruppo di collaboratori che hanno creato, e rappresentato, l’ossatura di Epok Studios: Teresa La Scala, Antonio Universi, Maria Pia Castigliego, Giannino de Filippo e Antonio Del Nobile. In un secondo momento si sono aggiunti Vito Cavasino, un film maker milanese di Fujiko Studio, Giuseppe Milonia e Sabrina Caterino. Mi sono trovato benissimo con questo gruppo perché, tra di loro, non ci sono prime donne. E sono estremamente duttili, ognuno ricopre tutti i ruoli..

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Faro-EpokStudio

Faro-EpokStudio

S: Parlaci dei tuoi esordi dietro la macchina da presa
T: Il primo cortometraggio si chiamava “Un killer sentimentale”, un mio esame universitario, tratto da ‘diario di un killer sentimentale’ di Luis Sepulveda a cui seguì, l’anno successivo, “Holloway” ispirato ad un libro di Richard Bach “Nessun luogo è lontano”, che mi regalarono al mio compleanno. Qui subentrò per la prima volta Giannino de Filippo. Entrambe i cortometraggi erano muti e in bianco e nero, con didascalie che richiamavano le atmosfere anni ’20 dei film di Buster Keaton. Nel 2005 con “A catena” abbiamo avuto le prime soddisfazioni: scarsi mezzi ma ottimo risultato sullo schermo. Molto sperimentale, lo inviammo alle selezione corti nazionale del festival del cinema indipendente di Foggia e con mia grande sorpresa entrammo in una categoria dove c’erano produzioni molto più “attrezzate” di noi. Spesso “A catena” è trasmesso su Teleradioerre. Con la stessa squadra siamo iniziati a crescere notevolmente dal punto di vista tecnico. L’anno dopo vincemmo la sezione cortissimi con “Terra”, opera di Annarita Caracciolo con la quale ho collaborato con 4 cortometraggi. Dopo il 2006 ho finalmente capito che tipo di cinema volevo fare. Il primo film del nuovo corso è “Fantasmagorie” seguito dal “Il Re e il Mare”. “Trionfo del cinematografo” omaggio a Ricciotto Canudo e al suo primo saggio di estetica cinematografica.

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S: Arriviamo a “Faro”
T: rappresenta la mia tesi di laurea. Con molta certezza, la prossima primavera il film parteciperà al Festival nazionale del cinema indipendente di Rimini. Credo che questo film raccolga tutte le suggestioni, da me provate in prima persona in questi anni, passati ad esaminare e vagliare cinema e correnti cinematografiche. Ed lo considero un summa di tutte le mie suggestioni su Andrei Tarkovskij, Carl Theodor Dreyer, passando per la prima avanguardia o surrealismo da Jean Epstein a Claire a Luis Delluc, con uno stile che richiama più volte il periodo del muto.

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S: Di cosa tratta il film?
T: Parla della vita isolata di una giovane coppia e delle due sorelle di lei che vivono nella casa di una faro di un isola dove iniziano a succedere cose strane. Gli esterni sono girate interamente nello splendido scenario delle isole Tremiti e di Vieste. Mentre gli interni a Manfredonia. E’ il primo film indipendente girato da una troupe locale.

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S: Quale sono i prossimi progetti?
T: Il prossimo, che sta già partendo, è un noir, girato in bianco e nero. Anche questo girato rigorosamente a Manfredonia. Teresa La Scala sta elaborando il soggetto e il trattamento (la sceneggiatura senza dialoghi) in questi giorni. Il successivo è, per ora, ancora in fase embrionale.

Epok Studios di Manfredonia: la passione per il cinema ‘ci unisce’ ultima modifica: 2010-01-10T13:06:49+00:00 da Agostino del Vecchio



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