Manfredonia

Pesca, contributi de minimis: 780 euro per Vsm e sistemi ‘Blue Box’


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Porto di Manfredonia

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Manfredonia – “Il decreto ministeriale 28 Dicembre 2009 firmato dal Sottosegretario con delega alla pesca Antonio Buonfiglio non è solo una strenna natalizia, ma un concreto segno di sensibilità del Governo nei confronti delle imprese della pesca che, oltre alle difficoltà legate all’aumento dei costi di esercizio non compensabili con aumenti dei prezzi alla produzione, devono anche sostenere gli oneri del sistema di controllo satellitare imposto dalla normativa comunitaria”. Questo il commento dei presidenti delle Associazioni armatoriali e cooperative della pesca (G. Buonfiglio di AGCI Agrital, M. Coccia di Federcoopesca-Confcooperative, E. Ianì di Lega Pesca, A. Di Savino di Unicoop Pesca e B.M. Poli di Federpesca) alla pubblicazione del decreto ministeriale con il quale sono state fissate le risorse, per il corrente anno finanziario recate dal capitolo 1482, di cui al decreto legislativo n. 226/2001, pari ad un milione e 598.565 (1.598.565) per la concessione di contributi finanziari a fondo perduto in regime de minimis (agevolazioni concesse entro importi regolamentati che, in quanto tali, non sono ritenuti in grado di falsare la concorrenza tra gli Stati membri) a favore degli imprenditori ittici nazionali che esercitano l’attività di pesca in acque marittime, quale contributo per gli oneri relativi al funzionamento del sistema VMS (OpenVMS è un sistema operativo multiutente multiprocessore dotato di memoria virtuale sviluppato specificatamente per processi in ambito aziendale e per impieghi basati su transazioni. Dotato di un’estrema affidabilità è in grado di distribuire, attraverso la configurazione cluster, i processi in diverse zone geografiche in modo da poter sopravvivere anche in caso di guasti, rotture o disastri naturali in una delle sedi di elaborazione) nonché, per favorire l’intestazione delle utenze relative al traffico generato dai sistemi satellitari Blue-box (sistema di controllo satellitare per i pescherecci comunitari; recentemente due pescherecci di Manfredonia sono stati coinvolti in un caso a livello internazionale nel quale si è fatto ricorso al suddetto sistema satellitare per stabilire la presenza o meno in acque non comunitarie: isola di Pelagosa, sequestro da autorità croate 8 dicembre 2009 ndR) presenti a bordo. Possono accedere al contributo gli imprenditori ittici armatori di unità da pesca dotate di blue-box ai sensi della normativa comunitaria citata in premessa, previa presentazione entro e non oltre il 28 febbraio 2010, di documentazione comprovante la sussistenza del contratto stipulato per la fornitura del traffico satellitare, in acque marittime con imbarcazioni di lft uguale o superiore ai 15 m e soggetti all’obbligo di avere a bordo la blue box. Il contributo in favore dei soggetti indicati è determinato, in modo forfettario, ad singola unità produttiva, in 780 euro. “Si tratta di un intervento che sarà tra breve integrato dai benefici previsti allo stesso scopo nell’ambito dei fondi finalmente trasferiti da Sviluppo Italia al MIPAAF per le misure anticrisi a favore del settore (Decreto 9 Aprile 2009) con provvedimento interministeriale, tuttora in attesa del decreto attuativo. Sono interventi provvidenziali – continuano i Presidenti – non solo per lo stato di crisi economica delle imprese, ma anche perché quella delle blue box è materia sensibile e da sempre mal digerita dalla categoria, obbligata a sostenere i costi di un sistema di controllo imposto, oneroso in funzione di un traffico operato da altri e che può comportare il blocco delle imbarcazioni in caso di guasti del sistema”.

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NORME RELATIVE ALLA BASE STIPULA DEL DECRETO – Da ricordare, a livello normativo, la legge 14 luglio 1965, n. 963 concernente la disciplina della pesca marittima e relativo regolamento di attuazione; il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, recante orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura, a norma dell’articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57, che prevede incentivi finanziari per gli imprenditori ittici; l’articolo 2, comma 7 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, come sostituito dall’art.6 del D.Lgs 154/2004, che espressamente prevede, ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali e previdenziali e della concessione di contributi nazionali e regionali, che l’imprenditore ittico è tenuto ad applicare i pertinenti contratti collettivi nazionali di lavoro e le leggi sociali e di sicurezza sul lavoro; il decreto legislativo 26 maggio 2004, n 154, recante modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura; il Decreto ministeriale del 1 luglio 2006 con cui è stato disposto il trasferimento a carico degli armatori degli oneri relativi al funzionamento del sistema; il regolamento (CEE) n. 2847/93 del 12 ottobre 1993 del Consiglio, che ha istituito un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca; il regolamento (CE) n. 2244/2003 del 18 dicembre 2003 della Commissione che ha disposto un inderogabile divieto di effettuare battute di pesca per le navi comunitarie soggette all’obbligo del controllo satellitare, ovunque esse operino ed a quelle dei Paesi terzi che operino nelle acque comunitarie, senza apparati o con apparati guasti, difettosi e/o non funzionanti, salva l’autorizzazione dell’autorità competente; Visto il Reg. CE 875/07 della Commissione Europea, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della pesca e recante modifica del Regolamento (CE) 1860 del 2004.

Pesca, contributi de minimis: 780 euro per Vsm e sistemi ‘Blue Box’ ultima modifica: 2010-01-10T23:17:46+00:00 da Redazione



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