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Damone e i privilegiati vendoliani: “Lui nomina, la Puglia paga. Ora fuori i nomi”


Di:

Nichi Vendola pensoso (claudiocaprara.it)

Foggia – DOPO l’attacco lanciato, negli scorsi giorni, dalla Uil regionale che, in sostanza, accusava la politica di non avere nessuna intenzioni di dimezzare i propri costi a beneficio della collettività, nei confronti del presidente Vendola parte una nuova sassata. A firmare il lancio, questa volta, è il consigliere regionale e capogruppo della Puglia prima di Tutto Cecchino Damone. L’esponente fittiano di San Severo chiede conto a Nikita soprattutto delle nomine. Cosa non nuova, in compenso, visto che richiesta era già stata fatta qualche mese addietro. Carta e penna alla mano, Damone redige una lettera aperta, avente come destinatario il capo del Gabinetto del Presidente, Davide Pellegrino. “Chiedo, con la massima urgenza, la trasmissione dell’elenco di tutti i componenti dei consigli di amministrazione, delle Agenzie, delle Authority, nonché di tutti i direttori generali, amministratori delegati, commissari di enti diretti e strumentali della Regione Puglia. Tale richiesta, che si esige non sia – come solitamente avviene – furbescamente quanto omissivamente inevasa, deriva dalla mancata accettazione nell’ultimo Consiglio Regionale di un nostro emendamento che avrebbe eliminato tutte queste onerose nomine, restituendo agli uffici degli assessorati, già costosamente integrati dal progetto “Gaia”, le funzioni di rispettiva competenza. Mentre è drammaticamente cresciuta l’esigenza di azzerare inutili elargizioni, anche per aprire qualche prospettiva alle nuove generazioni”.

Dunque, Damone invoca trasparenza nelle nomine. E incolpa il Governo regionale di sostanziale incapacità di riduzione dei costi. Anzi, a suo dire, “la moltiplicazione e l’occupazione a spese dei pugliesi hanno superato ampiamente i confini della decenza”. Di più, “è un’autentica invasione che, sotto forme variegate, dagli “avvisi pubblici” alle convenzioni, dalle nomine agli incarichi, investe, oltre agli assessorati, ogni genere di enti, all’uopo inventandone anche di nuovi, a prescindere da ogni reale necessità”. Damone traccia anche l’identikit del privilegiato vendoliano: “Trombati alle elezioni, compagni e amici dei compagni, per chiunque si sia fatto illuminare dal verbo vendoliano c’è un posto al caldo, e se non c’è s’inventa”. A pagare “sono chiamati i cittadini pugliesi, e ogni mezzo è buono: è così che, a botta di ticket e imposte, tasse e accise, Vendola si compra ogni giorno le prossime elezioni, conquistando per la sua avidità le prime pagine dei giornali nazionali, pur con lui fin troppo compiacenti”.

Per il consigliere regionale della ppdt, questa pratica è quotidianità di cannibalizzazione sociale, deboli che sgomitano per conquiestarsi il posto al sole su quella che chiama ‘diligenza’ della Regione. Accusa Damone, con un pensiero alle retrocessioni: “Non si registra in Puglia ormai alcun’altra politica che non sia questo attacco famelico a quel che resta della diligenza regionale, che ha ormai perduto ogni pudore e ogni scrupolo, fin a far pensare che anche l’incredibile vicenda delle retrocessioni dei dipendenti di cat. D sia finalizzata alla liberazione di spazi da occupare con le orde di vendoliani sempre in agguato”.

Esemplare, chiosa, anche il caso della sanità, ormai diventata spina del fianco del primo e del secondo Governo del Presidente di Terlizzi. “Nel comparto sanitario – scrive in una nota Damone – gli sprechi e l’inefficienza si accompagnano alla desertificazione e al degrado dei servizi; come nel caso del 118, delle guardie mediche (particolarmente eclatante la situazione delle Tremiti), degli appalti per la messa in rete degli ultra sessantenni, dei collaudi delle protesi, delle prestazioni aggiuntive e quant’altro”.

Insomma, “un malgoverno sistematico”, di cui l’unico obiettivo “concreto è la massima appariscenza del Governatore, in vista della prossima fuga a Roma, mentre qui non resteranno che macerie da rimuovere, debiti da pagare e compagni da mantenere a vita. Rispetto a questo autentico campionario di malversazioni e di cinismo, molto meglio perfino le lacrime e sangue di Monti, che quanto meno puntano a salvare l’Italia e gli Italiani.”

Redazione stato, r.p.@riproduzione riservata

Damone e i privilegiati vendoliani: “Lui nomina, la Puglia paga. Ora fuori i nomi” ultima modifica: 2012-01-10T19:15:56+00:00 da Redazione



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