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‘Sviluppo delle autonomie locali’: dopo 16 anni riforma Ccia

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
10 Febbraio 2010
Economia //

immagine da Italianews.it
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Foggia – IL Consiglio dei ministri ha varato la riforma delle Camere di commercio sotto forma di decreto legislativo, dopo una attesa lunga 16 anni. Punti chiave del riordino sono, tra gli altri, il rafforzamento delle competenze in materia di internazionalizzazione, la semplificazione delle modalità di composizione degli organi, l’accorpamento dei servizi per le Camere più piccole. In particolare: per gli organi viene inserita la rappresentanza dei professionisti nei consigli camerali e vengono semplificate le modalità di composizione degli organi; si rafforzano le competenze delle Camere su tre linee di lavoro tanto l’internazionalizzazione che la promozione all’estero delle aziende locali, in raccordo con le strategie del Governom, quanto la semplificazione delle attività delle imprese attraverso la telematica.

LA RIFORMA – Con la riforma del Cdm viene inoltre introdotto il sistema del “Patto di Stabilità interno” (vigente finora per i Comuni) anche per il sistema camerale; previsto, come detto, un accorpamento dei servizi tra le Camere di commercio più piccole; con la riforma non sarà inoltre possibile istituire nuove Camere di commercio se non in presenza di un numero minimo di 40mila aziende. Sul versante del federalismo, infine, vengono potenziate le Unioni regionali delle Camere di commercio e valorizzato il raccordo con le Regioni anche attraverso lo strumento degli accordi di programma.

LE CAMERE DI COMMERCIO – La camera di Commercio è un Ente autonomo di diritto pubblico, autarchico, locale, che nell’ambito della propria circoscrizione territoriale di competenza svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese e ne cura lo sviluppo nell’ambito delle economie locali. l bilancio e le risorse finanziarie – In Puglia sono presenti 6 camere di commercio, una per ogni area provinciale. Le risorse economiche della Camera di Commercio sono rappresentate essenzialmente da entrate tributarie e diritti di segreteria. Le entrate patrimoniali (canoni di locazione, ecc.) sono marginali nell’economia finanziaria complessiva dell’Ente. Il sistema di finanziamento, che aveva trovato conferma e definitiva sistemazione con la vecchia legge 580/93, si incardina fondamentalmente su due voci di entrata: il diritto annuale (altrimenti detto diritto camerale), dovuto da tutti gli iscritti al Registro delle Imprese, con importi differenziati a seconda della forma giuridica e, per le società di capitali, del capitale sociale; il diritto annuale, istituito col decreto legge 786/1981 poi convertito nella legge 51/1982, ha le caratteristiche dell’imposta; i diritti di segreteria pagati dagli utenti come corrispettivo dei servizi amministrativi resi dagli uffici camerali.

Gli indici del nuovo status delle Camere di Commercio possono riassumersi: Nella autonomia statutaria , nel senso che può darsi un proprio statuto; nella autonomia regolamentare; le Camere di Commercio possono darsi propri regolamenti; nella autonomia organizzatoria e di gestione, con la possibilità di darsi una propria struttura organizzativa e decidere il proprio programma di azione; nella autonomia finanziaria e contabile; alle Camere di Commercio è riconosciuta la capacità di imporre tributi ed impiegare le risorse finanziarie secondo i criteri contenuti nel bilancio.

Per raggiungere i propri obiettivi le Camere di Commercio possono realizzare e gestire direttamente strutture ed infrastrutture, sia a livello locale che nazionale, partecipare a enti associazioni, consorzi o società e costituire aziende speciali, il tutto per gestire o erogare servizi specifici con modalità particolarmente snelle. Una quota percentuale delle entrate tributarie della Camera di Commercio (circa il 5%) viene destinato ad un particolare “fondo perequativo”, gestito da Unioncamere e destinato a raccogliere e ridistribuire le risorse delle Camere di Commercio in modo da sostenere anche le aree della Nazione economicamente più svantaggiate.

COSA CAMBIA – Con l’attesa riforma della contabilità delle Camere di Commercio, il nuovo regolamento finanziario e patrimoniale (approvato col D.M. 287/97) completa la legge 580/93 affiancando un regolamento patrimoniale e finanziario e documenti di bilancio aventi una fisionomia pubblicistica, orientati al rispetto di obiettivi formali delle previsioni di spesa e di entrata, con un sistema contabile a configurazione privatistica indirizzato al conseguimento di una verifica sostanziale sulle modalità di utilizzazione delle risorse in relazione all’economicità dell’offerta di prodotti e servizi camerali. Il nuovo sistema contabile si presenta quindi a configurazione mista, in quanto mantiene le caratteristiche garantiste e autorizzatorie del bilancio pubblico e nel contempo incorpora elementi di stampo prettamente aziendalistico.

IL PRESIDENTE DELLA CCIA DI FOGGIA – Eliseo Zanasi, ingegnere nato a Foggia, il 31 gennaio 1947. Per molti anni Presidente del Consorzio Opere Pubbliche della Capitanata, con sede in Foggia. Da luglio 2000 ad ottobre 2003 ricopre la carica di Presidente della Cassa Edile di Capitanata, Ente bilaterale di primaria importanza per lo sviluppo del sistema economico ed occupazionale della provincia di Foggia. Nel maggio 2006 viene eletto Presidente di Confindustria Foggia, restando componente il Comitato Direttivo della Sezione Costruttori Edili. E’ Presidente del Partenariato Economico e Sociale del Piano Strategico di Area Vasta “Capitanata 2020”, Presidente dell’Assonautica Provinciale, Vice Presidente della Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale Bari e Vice Presidente del Distretto Agroalimentare Regionale (D.A.Re.) Nel luglio 2008 viene eletto Presidente della Camera di Commercio di Foggia, dopo aver ricoperto dal 2003 la carica di componente la Giunta camerale.

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