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M.Cinquepalmi: storie mai raccontate delle donne della “Cartiera”


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M.Cinquepalmi, storie Donne Cartiera (st)

Foggia – COME un fascio di luce illumina a teatro visi trasfigurati e parole, così sembra fare per magia dell’immaginazione il girotondo intorno ad uno spoglio tavolo di legno, allorquando le attrici della Compagnia teatrale Scenaperta, una dopo l’altra, restituiscono alla memoria stralci di vite e storie, quelle delle lavoratrici della Cartiera di Foggia. Vite lasciate all’ombra e riportate in rilievo, vite di carta e personificate attraverso il lavoro della giornalista e blogger Mara Cinquepalmi. Un lavoro sullo stabilimento dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di via del Mare, che a Foggia è per tutti la “Cartiera”, e che ha prodotto l’allestimento di un sito, “Viadelmare.it”, in cui sono raccontate le sconosciute pagine della storia, quella delle donne di questa fabbrica – poche a dire il vero rispetto alla totalità dei lavoratori – grazie ad interviste e a fonti tratte dall’archivio di Stato, sede in cui Mara Cinquepalmi – Venerdì – ha presentato il suo lavoro “Donne di carta”.

“La cura del personale era la cura degli interessi dell’azienda” dice una delle protagoniste di questa storia attraverso la voce delle attrici Elisa Russo, Rita De Gregorio, Cinzia Spinelli, Gabriella Spina e Maria Grazia Spinelli. Obbiettivo principe del sito e dell’incontro è dare risonanza al racconto di genere e al tema del lavoro delle donne in una fabbrica storica di Foggia: nello spiegare da dove prenda spunto l’idea, la giornalista foggiana,attualmente residente a Bologna, lascia spazio ad una nostalgia verso la terra natìa. E lo fa attraverso la citazione di due autori: Pavese e De Gregori, il primo per sottolineare la sua volontà di affondare radici anziché sradicarle “Nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”, e il secondo per riconoscere il valore inoppugnabile della storia nonostante ogni insita volontà di rubarne il valore “ La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi, bella ciao, che partiamo”.

Per Mara Cinquepalmi si è perso un racconto del lavoro che non comprenda le categorie. “Si parla di me lavoratore precario, esodato, pensionato, a contratto, e non di memoria collettiva del lavoro”. Quello del racconto di genere è un lavoro scaturito durante delle vacanze della giornalista, in cui come accade da molti anni, alla ribalta era l’Ilva di Taranto con i suoi orrori, le sue colpe da scontare e la sua sorte scritta agli albori, una storia da rotocalco, la stessa storia poteva essere raccontata per una fabbrica di Foggia che dopo il dopoguerra ha certamente modificato socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale le sorti anche di questa città.

Un’idea che prende spunto dal Trentino che associa allo strumento del Data Journalism- strumento attraverso il quale è possibile interpretare dati storici attraverso criteri di genere o di varie categorie – la spiegazione di molti dati. Ne ha mostrato la funzionalità al pubblico, che è possibile sperimentare da casa attraverso il sito viadelmare.it, e ha illustrato il lavoro compiuto attraverso il moderatore giornalista Maurizio Tardio e lo scrittore Marcello Ariano, che ha dedicato attenzione alla figura di Gaetano
Postiglione, gerarca fascista legato alla terra pugliese che avrebbe valorizzato la città di Foggia e aiutato ad istituire la Cartiera nel Capoluogo.

(A cura di Maria Pina Panella – mariapina.panella@libero.it)

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M.Cinquepalmi: storie mai raccontate delle donne della “Cartiera” ultima modifica: 2014-03-10T12:27:15+00:00 da Maria Pina Panella



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